La notte di Pinocchio - Teatro Sala Uno (Roma)

Scritto da  Sabato, 25 Ottobre 2014 

Dal 21 al 26 ottobre. La notte di Pinocchio è una notte di confessioni, di quelle in cui la voce si leva dal sottosuolo, figlia di un retaggio primigenio, di un tempo che è fermo alle porte della vita, fermo nella fotografia di una fiaba che c’era una volta e ce la racconta oggi un bravissimo Carlo Valli.

 

Vox Communication presenta
LA NOTTE DI PINOCCHIO
di Marco Avarello
con Carlo Valli, Cristina Giachero, Letizia Letza, Lorenzo Grilli
coreografie di Materia Viva Perfomance
regia di Linda Di Pietro

 

Pinocchio è un uomo che porta i segni della sua storia, e di quella che altri hanno scritto per lui. I confini tra l’una e l’altra sono residui labili di un caos che nessuno aveva previsto.

Ecco che per il burattino più celebre, curioso di conoscere il mondo e le sue facce, quell’ardente desiderio di diventare un bambino vero è diventato realtà. Oggi è un uomo che ha vissuto, e nella sua vita di mortale ha dispiegato le gioie e i dolori dei suoi anni. Quel legno diventato corpo gli ha imposto un nuovo mestiere: vivere. E’ passato per la perdita dell’amato babbo, per i piaceri della carne, di una famiglia. Ha provato ciò che gli uomini provano, i loro sentimenti più rozzi, le loro malinconie. Ha sentito il freddo della solitudine che si avverte nelle masse, e finisce per rifugiarsi nel vino. E’ sopravvissuto a tutti, alla storia, al babbo e perfino al gatto. Ed è questo il suo tormento in questa notte di pieno inverno: restare. Solo, ancora una volta. La prima senza trama.

E ripercorre la fiaba e la sua penna, i suoi ricordi migliori, l’incontro con quel gigante di Lucignolo, più vivo lui mentre moriva pieno di croste e piaghe che voi messi insieme, lui che era la vita e la capacità di provare piacere. E poi c’è la Fata, colei che lo ha salvato e curato e ne ha fatto la sua più grande magia: gli ha donato la vita. Ma quel legno, trasformato in carne, ha ardito di passione e sudore per lei valicando il tempo, la storia e la vita stessa. Ciò che resta non è che un uomo che non sa cosa farsene di una vita di cui non è pago, un uomo che non ha più bisogno dei silenzi di una moglie, del suo capo chino e delle sue zuppe sciape.

Ma una morale ha accompagnato la storia, ed è sacrosanta. Per questo va salvaguardata, a dispetto della vita vera e dei desideri più autentici a cui essa anela. Lo sa bene il fedele Grillo, voce di saggezza presa a prestito dal giovane Lorenzo Grilli, che muove sul palco con dedizione grande quanto la scarsa incisività, consigliere alacre e puntuale di un Pinocchio ormai stufo di un vivere fatto di senno e buoncostume. Vivere che appartiene ai più ma non a Volpe, una vita criminale spesa con il compagno di sempre, che in questa fredda notte a distanza di anni fa visita al falegname per avere una bara con cui dare degna sepoltura al Gatto. Una Volpe che ha vissuto come poteva, annaspando ai confini della vita, nelle forme di una Letizia Letza su cui avrei osato una chiave più coraggiosa della seduzione.

Sul terreno di un bellissimo testo, firmato da Marco Avarello, si snoda la storia di un uomo che voleva semplicemente diventare come tutti gli altri, per inseguire una libertà che era solo chimera.

 

Teatro Sala Uno - piazza San Giovanni 10 (dietro la Scala Santa), Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/70475672
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18
Biglietti: 15 € interi, 10 € ridotti

Articolo di: Chiara di Pietro
Grazie a: Ufficio stampa Marta Scandorza e Francesco Caruso Litrico
Sul web: www.salauno.it

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