La morte e la fanciulla - Spazio Tertulliano (Milano)

Scritto da  Raffaella Roversi Lunedì, 17 Febbraio 2014 

Va in scena, nell’originale Spazio Tertulliano di Milano, "La morte e la fanciulla", una produzione in prima nazionale di Baroni Rampanti, con la regia di Dario Merlini. Il testo omonimo è di Ariel Dorfman, membro dell'Académie Universelle des Cultures, scrittore, drammaturgo, giornalista cileno, nonché attivista dei diritti umani, scampato lui stesso alla dittatura di Pinochet. La repressione politica, con i suoi orrori, fa da sfondo al suo romanzo, incentrato sul peso della memoria e sulla relazione tra vittima e presunto carnefice, ritrovato per caso dalla protagonista 15 anni dopo le violenze subite.

  

 

 

Produzione Baroni Rampanti presenta
LA MORTE E LA FANCIULLA
di Ariel Dorfman
traduzione Alessandra Serra
con Umberto Terruso, Greta Zamparini e Martino Palmisano
regia Dario Merlini

 


Mi chiamo Pauline Salas. Il 6 aprile 1975 ero nubile e studentessa universitaria. Camminavo in Calle s. Antonio, quando improvvisamente ho sentito una macchina frenare bruscamente dietro di me. Mi sono sentita afferrare alle spalle. Avrei potuto, dovuto urlare il mio nome, perché i passanti sapessero che mi stavano portando via. Ma non l’ho fatto. Poi…


Già, poi? Quel “poi”, quello che è successo dopo, in una lurida prigione senza luce, Pauline l’ ha ricacciato in fondo alla sua storia. Ogni tanto, anche ora che sono passati 15 anni, rigurgita fuori, con violenza, dolore, un singulto prepotente che le squarcia l’anima, come le luci sul palco, che si accendono e spengono improvvisamente. Ma lei, per continuare a vivere, lo ributta dentro. Solo che stasera è arrivato in casa un ospite sconosciuto. Un dottore che ha aiutato il marito Gerardo restato per strada, con una gomma a terra. Ed ora, il dottor Miranda, è in salone con il marito. In quella voce, lei crede di riconoscere quella del suo aguzzino di 15 anni prima.

 

In pochi attimi il dottore si trova imbavagliato e con un’arma puntata contro, imputato ad un processo che Pauline improvvisa, dove la condanna sembra già stabilita.


Dario Merlini, regista che già si è fatto apprezzare per "Effetto Lucifero" e "Luminescenz", conduce il pubblico, con la concretezza a lui propria, nella tematica del potere, del suo abuso, della manipolazione. La scena è sapientemente riempita, anche quando quasi vuota, come è piena di ricordi l’anima di Pauline.


Lei è lucida, ricorda tutto: l’odore della pelle di lui, il suo membro tracotante durante le tante violenze subite, la musica di Schubert, "La morte e la fanciulla", che l'aguzzino metteva ad alto volume quando la torturava con scosse elettriche. Quella musica che da allora lei non riesce più ad ascoltare.
Il marito di lei, Gerardo, avvocato e difensore dei deboli, la implora di lasciare andare via il medico. Gerardo crede nel logos, nella parola; odia la legge del taglione, il barbaro occhio per occhio, che inchioda tutti ad una gara degli orrori, ad una spirale di violenza senza fine.


È stato appena nominato capo di una Commissione che dovrà indagare sui crimini commessi durante la dittatura. Ma Pauline i crimini li conosce bene, lei vuole solo i criminali; non per una sete di vendetta, ma per poter tornare ad ascoltare Schubert.


Spettacolo interessante che, con delicatezza, pone dei quesiti e stimola processi di riflessione, perché conserva, malgrado la tematica, un pizzico di poesia.


Bravi gli attori: Umberto Terruso (Accademia dei Filodrammatici), Greta Zamparini (Piccolo) e Martino Palmisano (Scuola di Rino Silveri e Piero Mazzarella), che ha creduto cosi tanto in questo vibrante spettacolo, da produrlo.

 

 

 


Spazio Tertulliano - via Tertulliano 70, 20137 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/49472369, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da mercoledì a sabato ore 21, domenica ore 16.30
Biglietti: 16 € intero, 10 € over 60, under 26 e convenzioni , 7 € scuole di teatro, 5 € accademie

 


Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Antonietta Magli, Ufficio stampa Spazio Tertulliano
Sul web: www.spaziotertulliano.it

 

 

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