La morte della bellezza - Ridotto del Mercadante (Napoli)

Scritto da  Sabato, 28 Ottobre 2017 

Dal 24 al 29 ottobre. Nella cornice della Napoli in guerra si dipana l’emozionante racconto di un amore impossibile, quello tra Eugenio e Lilandt, che sfidano le proprie paure decidendo di vivere nella libertà di amare, con la consapevolezza di riscoprire e conoscere per la prima volta se stessi.

 

Produzione Teatro Stabile di Napoli - Teatro Nazionale, Ludwig - officina di linguaggi contemporanei presentano
LA MORTE DELLA BELLEZZA
di Giuseppe Patroni Griffi
drammaturgia e regia Benedetto Sicca
con Francesco Aricò e Benedetto Sicca
scene Luigi Ferrigno
disegno luci Marco Giusti
realizzazione video Alessandro Papa

 

Uno spettacolo emozionante, quello in scena al Teatro Ridotto del Mercadante di Napoli sino a domenica 29 ottobre, di quegli spettacoli semplici che al proprio interno custodiscono però un contenuto di rara preziosità. “La morte della bellezza” è un romanzo di pregevole fattura scritto da Giuseppe Patroni Griffi, autore conosciuto anche per altri celebri romanzi (come “Scende giù per Toledo” o “Ragazzo di Trastevere”) e per le sue drammaturgie per il teatro (come “Persone naturali e strafottenti”, “Prima del silenzio” o “Metti, una sera a cena”).

L’operazione di portare in scena un romanzo di Patroni Griffi si rivela assai ardua essenzialmente per due ragioni: la prima è il registro aulico che un testo come quello in questione presenta; la seconda è, al contempo, l’estrema semplicità del quotidiano in cui l’autore decide di collocare le vicende, attribuendo dunque una notevole rilevanza ai personaggi, ai protagonisti della sua storia, anche aiutato da ambientazioni caratteristiche e suggestive, come in questo caso la Napoli dei tempi della guerra.

L’operazione di Benedetto Sicca, coinvolto nella pièce sia in veste di regista che di interprete, restituisce una fedele lettura del testo originale, decidendo di rimanere quanto più possibile aderente ad esso, attraverso una linea registica che propone la rappresentazione teatrale di ciò che è presente all’interno dell’opera narrativa, senza stravolgimenti o trasposizioni drammaturgiche che ne vadano a corrompere o alterare la bellezza intrinseca. Sicca sicuramente opera dei tagli a causa dell’elevato numero di personaggi presenti all’interno dell’opera originale, ma la sua volontà di soffermarsi sui due protagonisti della storia, Eugenio e Lilandt, restituisce un ritratto autentico di queste due figure.

Come prima ricordato, Benedetto Sicca è anche sulla scena insieme a Francesco Aricò: entrambi regalano al pubblico una performance assolutamente convincente, che testimonia uno studio sui personaggi approfondito, riuscendo a raggiungere quella spontaneità, quella veridicità, che si conquistano solo dopo un lungo ed elaborato percorso di analisi del personaggio e di adattamento sulla figura dell’attore. La stessa attenta perizia è evidente per quanto concerne lo studio sul corpo ed i movimenti, componente nella quale gli interpreti dimostrano particolare consapevolezza, interagendo efficacemente con lo spazio ed il pubblico che li circonda.

Lo spettacolo indaga lo sbocciare di un sentimento ai tempi della guerra, quasi per caso, tra Eugenio (Francesco Aricò), giovane ragazzo alle prese con le prime scoperte legate all’amore, e Lilandt (Benedetto Sicca), di qualche anno più grande di Eugenio, che trova in quest’ultimo il suo punto vitale e la figura con cui vivere appieno una storia d’amore. Eugenio e Lilandt disvelano quindi il concetto di bellezza, la meraviglia del vivere innamorati insieme ad una persona, constatando (soprattutto Eugenio) che talvolta è necessario sfidare le proprie sicurezze e le convenzioni sociali per comprendere le svariate sfaccettature dell’amore, investigare il fondo dell’animo umano e raccontarsi pienamente alla persona che si ama.

Patroni Griffi scandaglia un amore omosessuale fatto di sensi di colpa, di complessi di inferiorità rispetto all’amore ancora da troppi ritenuto “tradizionale”, ma anche di scoperte, di quell’eros che pulsa nei cuori di due giovani uomini e che esplode nella bellezza, nella libertà, in un vero e proprio inno alla vita. Il tutto coronato dalla “bellezza” del registro stilistico proprio della narrazione di Patroni Griffi, che riesce a dipingere con poesia anche i desideri più viscerali legati al sesso ed alla esplorazione del proprio corpo.

Una magnifica scenografia, firmata da un nome che è una garanzia in questo campo, Luigi Ferrigno, sublima la poesia di questo racconto, e contribuisce a restituire in pieno allo spettatore quel senso di ineffabile bellezza di cui uno spettacolo come questo si fa luminoso viatico dal primo all’ultimo istante della rappresentazione.

 

Ridotto del Mercadante - piazza Municipio, 80133 Napoli
Per informazioni e prenotazioni: telefono 081/5524214, biglietteria 081/5513396, mail biglietteria@ teatrostabilenapoli.it
Orario spettacoli: martedì 24, giovedì 26 e domenica 29 ottobre ore 21, mercoledì 25 e sabato 28 ottobre ore 17, venerdì 27 ottobre ore 18
Biglietti: posto unico intero € 15, ridotto abbonati € 10

Articolo di: Francesco Gaudiosi
Grazie a: Sergio Marra e Valeria Prestisimone, Ufficio stampa Teatro Stabile di Napoli
Sul web: www.teatrostabilenapoli.it

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