La Monaca di Monza - Teatro Sala Fontana (Milano)

Scritto da  Martedì, 26 Aprile 2016 

Al Teatro Sala Fontana è andato in scena “La Monaca di Monza”, pièce di Giovanni Testori dedicata ad uno dei personaggi più controversi ed ambigui della storia e della letteratura, simbolo del binomio perfetto tra fede e peccato, tra ribellione e pentimento. Regia ed interpretazione sono affidati ai giovani e talentuosi Yvonne Capece e Walter Cerrotta.

 

Produzione (S)BLOCCO5 presenta
LA MONACA DI MONZA
di Giovanni Testori
regia e interpretazione Yvonne Capece, Walter Cerrotta
disegno luci Anna Merlo
scenografie e costumi Yvonne Capece, Walter Cerrotta
immagini e video Luca Scarparo, Gianluca Nanni, Mirko Mirabella

 

I più rammentano la Monaca di Monza per le memorie letterarie depositate da Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi, ma non tutti conoscono in dettaglio il percorso irto e spinoso di Marianna De Leyva, la ragazzina che divenne, per volere della famiglia e contro ogni sua volontà, monaca, con il nome di Suor Virginia.

Giovanni Testori sceglie di mettere in scena un caso storico e letterario, di analizzare il tormento di questa donna, divisa tra fede e peccato, tra impegno cristiano ed evasione carnale e lo fa dando risalto alle parole. Sul palco troviamo la monaca, protagonista incontrastata su tutto. Non vi è scena e non vi è nulla, un buio ancora più buio di quelli a cui si è abituati in teatro. Una sola luce, fioca, che dal proscenio illumina il centro del palcoscenico. Il buio inghiotte tutto il resto. La monaca è nella sua cella, dialoga con se stessa, raccontando i suoi tormenti, i torti subiti dalla vita, dalla famiglia, primo suo carcere, per passare al carcere monacale, alla cella penale e rievoca le ingiustizie e la vita rubata. Dialoga anche con l’unico altro protagonista della scena che entra ed esce rappresentando il suo passato, i suoi peccati carnali, morali fino a quelli penali. A volte Suor Virginia ci appare donna austera e colpevole, dominatrice di se stessa e degli altri, “signora” del suo convento, ma in altre parentesi si manifesta in tutto il suo dolore, in tutta la disperazione del suo calvario e ci ritroviamo con un’umana pietà cristiana nel cuore.

Durante lo spettacolo colpisce questa assenza di corpi, perché i due attori sul palco si fondono volutamente con il buio che li avvolge lasciandoci vedere i soli volti, le sole mani. Davvero è la parola ad essere la protagonista incontrastata, una parola urlata, soffocata, sussurrata, arrabbiata, disperata, assennata, blasfema o pia. E’ lei a cambiare il registro dello spettacolo, è lei a cadenzare i respiri di chi guarda, impotente, come il corso della vita possa essere il più grande nemico di ognuno di noi.

Un’attenzione particolare va dedicata alle musiche, tutte selezionate da un repertorio che richiama il periodo nel quale si svolsero i fatti (dal 1570 al 1630) e che si alternano a silenzi che, sposandosi con il buio della scena, danno vita ad un “niente” che a sua volta si materializza con la voce e le parole di Suor Virginia.

Il finale è toccante, emozionante, scioccante, ficcante. La Monaca di Monza tira le somme di una vita che non era quella che avrebbe voluto e se la prende con Cristo, dialoga con lui, grande assente per tutta l’opera, urla ed urla a più non posso Suor Virginia ed invoca la morte, come salvezza per le sue carni stanche, sfibrate e dissanguate dal tempo. Il suo monologo cessa improvvisamente, il buio più nero inghiotte il palcoscenico ed un applauso a scene aperte desta lo spettatore, che si ritrova nuovamente nella realtà dei giorni nostri, forse più consapevole di se stesso.

 

Teatro Sala Fontana - via Boltraffio 21, 20159 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/69015733, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: venerdì e sabato ore 20.30, domenica ore 16
Biglietti: intero € 18, ridotto € 14 (studenti universitari / convenzionati), ridotto € 9 (Under 14 / over 65), gruppi scuola € 9

Articolo di: Monica Landro
Grazie a: Nadia Fiorio, Ufficio stampa Teatro Sala Fontana
Sul web: www.teatrosalafontana.it

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