La mia massa muscolare magra - Piccolo Teatro Grassi (Milano)

Scritto da  Venerdì, 03 Ottobre 2014 

Un gruppo di auto aiuto, 10 minuti di tempo concessi a ciascun partecipante per raccontarsi e sviscerare, seduta dopo seduta, la propria esistenza e i propri problemi. Il protagonista è un ragazzo giovane, vive a Milano e usa Grindr in modo ossessivo (un social di geolocalizzazione che permette a un pubblico omosessuale di individuare i possibili partner vicini, scegliere il più appetibile, accordarsi e incontrarsi). Un quadro di vita vera che affonda le radici nella società contemporanea.

 

Produzione Compagnia Chronos3 presenta
LA MIA MASSA MUSCOLARE MAGRA
di Tobia Rossi
con Daniele Pitari
regia, scene e luci Manuel Renga
Progetto di spettacolo nato durante una residenza presso gli spazi di Residenza Idra Brescia, nel gennaio 2014

Dopo la felice collaborazione della scorsa stagione con "Portami in un posto carino" e "Assassine" (entrambi andati in scena al Teatro Libero), Manuel Renga e Tobia Rossi tornano con un nuovo progetto, "La mia massa muscolare magra". In scena uno spaccato di vita reale, cui Rossi dà voce attraverso un linguaggio contemporaneo diretto e incisivo, mentre Renga fa uso di una buona dinamicità scenica, intervallando i differenti momenti del monologo con video e movimenti corporei dell’attore in grado di mantenere la tensione del detto e di restituire lo scorrere del tempo nonché la dimensione privata - sofferta e tormentata - del protagonista.

Da una parte lo spettacolo getta luce senza retorica e senza veli sul mondo omosessuale e sulla sbalorditiva facilità con cui si possono trovare compagni per rapporti occasionali, che a volte suscita una punta di invidia - diciamolo - in certi bravi e rigorosi eterosessuali. Il pubblico non ha tregua, tutto è raccontato nei minimi dettagli, a volte scomodi, a volte divertenti e a volte tristi. E poi eccolo, il grande motore universale, uguale per tutti, per tutti così difficile e controverso, l’amore, fatto spesso di delusioni e tradimenti. E ancora, ci siamo passati tutti (o quasi), la difficoltà di creare una propria identità, di accettarsi, di relazionarsi con gli altri.

Sullo sfondo una città vera, Milano, con i suoi locali, le sue vie, il suo scorrere frenetico e le sue solitudini nascoste. Ed è qui, in questo affondare nella realtà contemporanea che emerge l’altro grande protagonista dello spettacolo: l’imperante presenza dei social e la possibilità ch’essi finiscano per ridurre le persone a meri profili virtuali, trasformandosi in alibi per non affrontare i propri fantasmi.

Così Grindr e il sesso occasionale diventano per il protagonista non il capriccio o il divertimento di qualche sera, ma un gioco bulimico che nasconde il disperato desiderio di saziare un vuoto esistenziale profondo, stordendo la propria identità, invece di recuperarne i pezzetti infranti e tentare di ricostruirla. Qui si parla di qualcuno che ha sofferto, che soffre e che trasforma questa sofferenza in vizio patologico, fagocitando momenti di sesso orale, penetrazioni, orifizi, volti senza nome e senza identità, alla ricerca di un’approvazione fittizia. Qui il social diventa il mezzo per nascondersi al mondo reale, alterando la capacità di rapportarsi all’altro e a se stessi in modo sano e costruttivo. E questo è un pericolo che, in un modo o nell’altro, corriamo tutti.

 

Piccolo Teatro Grassi - via Rovello 2, Milano (M1 Cordusio)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 848800304
Orario spettacolo: venerdì 26 settembre, ore 19

Articolo di: Serena Lietti
Grazie a: Maddalena Peluso, Ufficio stampa Tramedautore
Sul web: www.piccoloteatro.org - www.outis.it

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