La matematica dell’amore (Radice di 2) - Teatro Sette (Roma)

Scritto da  Martedì, 12 Maggio 2015 

A chiudere la stagione del Teatro Sette è "La matematica dell’amore (Radice di 2)", uno spettacolo divertente ed emozionante, diventato un cult del panorama artistico italiano. L’autore di questa commedia, interpretata dalla collaudata coppia composta da Michele La Ginestra e da Edy Angelillo, è Adriano Bennicelli. Repliche fino al 17 maggio.

 

RADICE DI 2
di Adriano Bennicelli
con Edy Angelillo e Michele La Ginestra
regia Enrico Maria Lamanna
testo vincitore della II edizione del Premio Scrittura Teatrale «Diego Fabbri 2006» e del Premio Nazionale di Drammaturgia «Oltreparola 2008»

 

Di norma, andare a vedere uno spettacolo di cui Michele La Ginestra è protagonista, oltre a dare la sensazione di aver trascorso una piacevole serata connotata da una cifra elegante, lascia la percezione che ci sia qualcos’altro su cui riflettere, un non so che d’indefinito celato fra le pieghe del lavoro. Ci si allontana dalla platea con il desiderio di approfondire l’uno o l’altro degli argomenti sfiorati. Un copione che si ripete anche con "La matematica dell’amore (Radice di 2)", una commedia romantica e divertente, in scena al Teatro Sette fino al 17 maggio. La pièce, la cui fisionomia ha i lineamenti dolci e delicati, è interpretata in modo magistrale dall’ex Rugantino, ora anche giudice culinario in "Cuochi & Fiamme", affiancato da un’incantevole Edy Angelillo. Sicura garanzia di qualità è la firma registica di Enrico Maria Lamanna che traspone sul palcoscenico, con uno stile asciutto ed estremamente efficace, il testo che ha permesso ad Adriano Bennicelli di vincere i due premi di scrittura teatrale "Diego Fabbri 2006" e "Oltreparola 2008".

Tommaso e Geraldina, Tom e Gerry, sono i personaggi di una vicenda che, pur avendo riferimenti temporali ben definiti, potrebbe svilupparsi in un qualunque momento, in un qualsiasi contesto. Come il gatto e il topo cui simpaticamente fanno riferimento i loro nomi, i due si inseguono di continuo: si incontrano da bambini, fanno amicizia, si separano, si ritrovano in adolescenza, litigano, si perdono di nuovo. E così via fino alla vecchiaia. I loro sessant’anni di vita insieme trascorrono in un alternarsi di avvicinamenti ed allontanamenti, fra alti e bassi, entusiasmi e malumori, profonda vicinanza e frustrante senso di incomunicabilità. Due spiriti incredibilmente diversi, eppure così indissolubilmente uniti.

Il sottotitolo trova ispirazione dal teorema euclideo che vuole provare, tramite una dimostrazione per assurdo, che la radice di 2 è un numero irrazionale. Avvalendosi di tesi e di ipotesi, utilizzando procedimenti diretti o indiretti, deduttivi o induttivi, la matematica cerca di dare spiegazione ai propri assunti. Ma nella quotidianità, questo ha un senso? Quando si parla di amore, per esempio, non si può certo dire che esistano regole immutabili: le formule non possono provare a spiegare le ragioni di un sentimento, i motivi che si celano dietro gli incontri casuali, i fattori di attrazione fra gli individui. Gli impulsi del cuore, la potenza della passione, l’intesa che travalica il tempo, sono tutti elementi paragonati all’estrazione della radice di due, al senso di irrazionalità che il rigoroso concetto porta con sé. Il filo conduttore in questa storia di sentimenti, è dunque quello della matematica e, per estensione concettuale, quello della geometria, che si declina in maniera più chiara nel finale. Arrivati alle ultime battute della pièce, quando è chiaro che Gerry sta per morire, Tommaso paragona l’immagine della vita di coppia non più a quella delle rette parallele destinate a non incontrarsi mai, bensì al piano formato dall’intersezione delle due. Contenuto nella pagina di un quaderno a quadretti, l’incontro di quelle linee si svilupperà, dando vita ad una sezione di spazio che all’interno del foglio prenderà una forma, piuttosto che un’altra. Certo, è impossibile parlare del prima che c’è stato e del dopo che ci sarà al di fuori dei margini di quel notes, eretto a simbolo del cammino sulla Terra, ma sicuramente la marcia delle due rette continuerà.

Gerry è una donna la cui irrequietezza mentale va di pari passo con quella fisica. È intellettivamente brillante, curiosa, affamata di vita e piuttosto incostante. Tommaso è una persona semplice, ambisce alla normalità, non vive di slanci ma in lui tutto è una garanzia di affidabilità. Ed è ossessionato dalla ricerca del senso della matematica che secondo lui "è un complotto degli adulti a danno dei bambini". Nello spettacolo non c’è un personaggio positivo ed uno negativo, un buono ed un cattivo, bensì due anime piene di sfaccettature con pregi e difetti che assumono connotati opposti a seconda dalla prospettiva da cui vengono osservati. Tommaso e Geraldina crescono, maturano, acquisiscono nuove consapevolezze, si gridano addosso i propri malumori, ma alla fine il gioco dell’amore, anche nella sua accezione più bambinesca, è l’elemento che li tiene sempre uniti.

La scenografia di questo spettacolo, poetico ed emozionante, è ridotta ai minimi termini, costituita com’è da due strutture identiche che, per dirla con terminologia geometrica, sono poste ai due lati del piano di simmetria trasformandosi, di volta in volta, dal muretto del giardino al treno su cui improvvisare improbabili balli, dal letto in cui amarsi alla poltrona su cui riposare.

"La matematica dell’amore" è un testo divertente dai toni tenui, ricco di sfaccettature, che gode di una complessità dietro un’apparente linearità. Michele La Ginestra, sempre perfettamente a suo agio sulle tavole del palcoscenico, riesce a dare voce alle tante sfaccettature del personaggio di Tommaso. E in questa ennesima prova, mostra di essere un artista valido e fantasioso, delicato ed incisivo, capace di saltare da un registro all’altro senza imperfezioni. Al suo fianco, in questa pièce, una incredibile Edy Angelillo, che si muove con grazia e disinvoltura dando corpo ad un’interpretazione capace di stupire ed emozionare.

 

Teatro Sette - via Benevento 23, 00161 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06.44236382, mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: dal lunedì al sabato 10.30-21.00; domenica 16.00-18.00
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 18.00
Biglietti: intero € 22, ridotto € 17 (prevendita compresa)

Articolo di: Simona Rubeis
Grazie a: Andrea Martella, Ufficio stampa Teatro Sette
Sul web: www.teatro7.it

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