La Maria Zanella - Piccolo Eliseo Patroni Griffi (Roma)

Scritto da  Ilaria Guidantoni Domenica, 16 Ottobre 2011 
La Maria Zanella

Dall’ 11 al 23 ottobre. "La Maria Zanella" di Sergio Pierattini, con la regia di Maurizio Panici, è all'Eliseo con Maria Paiato. Un monologo struggente, sussurrato in dialetto con grande garbo e una mimica cruda ma delicata ad un tempo. E' il racconto delle angosce di una donna, con deficit mentale ma una grande sensibilità, che è costretta dalla sorella a vendere la casa paterna, dove vive sola, per arrendersi al proprio destino: tornare in un istituto.

 

 

Argot Produzioni presenta

Maria Paiato, premio Ubu 2005 in

LA MARIA ZANELLA

di Sergio Pierattini

regia Maurizio Panici

costumi Sandra Cardini

luci Sara Pascale

 

La Maria ZanellaUna scena livida, vuota se non fosse per le tre lampade che pendono dal soffitto e si accendono alternate, scandendo i momenti dello spettacolo. Una donna sola al centro, una voce sola e un corpo che nella desolazione riempiono tutto lo spazio possibile, inchiodando lo spettatore a seguire il filo del racconto, dialogo-monologo, quasi sussurrato. La bravura di Maria Paiato, attrice che meriterebbe di più dalla critica, non lascia dubbi: non le manca l’ampiezza vocale ma trascina l’attenzione di chi guarda nel balbettio dell’anima, imponendo un silenzio assoluto. Questo stato soffuso chiede uno sforzo allo spettatore che diventa un disagio empatico con l’angoscia della protagonista. Il messaggio è tutto qui: una vicenda quotidiana, di emarginazione, di quelle che non trovano spazio sulla stampa e che tutti noi finiamo per non sentire, perfino quando ci toccano da vicino. La storia è tutta nel monologo accorato e straziante della protagonista affetta da qualche limite mentale, considerata la pazza del paese, ma profondamente consapevole di essere giudicata tale. E’ questa la grande saggezza di coloro che chiamiamo matti: vivono in un pensiero laterale, compiono atti inconsulti per i più, hanno comportamenti disturbati a livello sociale ma sentono, talora più profondamente dei cosiddetti ‘normali’ perché sono liberi da sovrastrutture e convenzioni sociali. Da sottolineare, a tal proposito, la sensibilità della protagonista che si svela nell’arguzia dell’ironia e dell’autoironia. Chiedono solo ascolto e un minimo di fiducia che vuol dire, nel caso di Maria, partecipare ad una scelta dolorosa che la colpisce direttamente, la vendita della casa paterna ormai diroccata, dove vive da sola da anni ora che i genitori sono morti e la sorella si è costruita una famiglia a Milano, e che porta ancora i segni dell’alluvione del Polesine del 1951. E ancora, al contrario, è grata alla sorella per averle permesso di firmare dal notaio la vendita della casa e non averla fatta interdire come incapace di intendere e volere.

L’interpretazione è struggente anche nel raccontare le voci che non sono sul palcoscenico, una capacità di disegnare con le parole le scene e renderle tridimensionali e soprattutto una mimica unica che introduce nella ‘pazzia’ a poco a poco. Si è trascinati passo dopo passo a capire che non si tratta di una persona anziana o semplicemente offesa per qualche problema fisico. E ancora resta quel tanto di sospensione, nel finale – che qui preferiamo tacere di proposito – di cui la stessa Paiato rivela l’ambiguità. Potrebbe essere solo una sua visione, il frutto di un’immaginazione delirante.

Doppio plauso alla regia per saper filtrare il dolore profondo, lo sconforto senza speranza, ‘utilizzando’ al massimo la capacità dell’attore e non sovraccaricandolo di gestualità sguaiata, parole volgari, eccessi in genere come sempre più spesso mi capita di vedere. La vita è sufficientemente cruda per essere credibile nella sua naturalezza. Abbassare il volume qualche volta è funzionale a richiamare l’attenzione più di un grido. Inoltre, ho apprezzato la scelta del dialetto locale che conferisce credibilità e delicatezza alla scena senza annoiare e appesantire il racconto, penalizzando la comprensione. Insomma uno spettacolo di emozioni profonde e in grande equilibrio.

Se è vero che gran parte della gratificazione dell’attore è nell’applauso del pubblico, Maria Paiato ha fatto meritatamente le provviste per l’inverno. Ci auguriamo che questo spettacolo, che apre la stagione del Piccolo Eliseo Patroni Griffi, sia di buon auspicio.  

 

Piccolo Eliseo Patroni Griffi - via Nazionale 183, 00184 Roma         

Per informazioni: telefono botteghino 06/4882114 - 06/48872222, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì ore 20.45, sabato ore 16.30 e 20.45, mercoledì e domenica ore 17, lunedì riposo

Biglietti: poltronissima 22 euro, poltrona 16 euro

 

Articolo di: Ilaria Guidantoni

Sul web: www.teatroeliseo.it

 

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