La giornata di una sognatrice - Teatro dell'Arte (Milano)

Scritto da  Mercoledì, 06 Gennaio 2016 

Il Teatro dell’Arte, ospitato dal bel Palazzo della Triennale immerso nel Parco Sempione di Milano, regala una coinvolgente avventura non dentro al teatro ma nel foyer trasformato per l'occasione in sala teatrale per pochi amanti delle proposte speciali. Come è speciale rispolverare un autore grandioso come Copi, tradotto negli anni ’80 da Oreste Del Buono e messo in scena da Teatro Alkaest-Teatri del Sacro. L’opera scelta è "La giornata di una sognatrice" e viene interpretata da Alberto Guerra, Lorena Nocera, Marco Pepe, Fabrizio Rocchi e Ludmila Ryba; il progetto è stato curato dalla stessa Lorena Nocera, la scenografia è stata realizzata da Roberta Colombo, Simone Zorzi ha offerto una splendida consulenza musicale che ci riporta alle atmosfere di un paio di decenni fa e la regia è firmata da Giovanni Battista Storti. Lo spettacolo è stato vincitore del bando I Teatri del Sacro.

 

LA GIORNATA DI UNA SOGNATRICE
di Copi - traduzione di Oreste Del Buono
un progetto di Lorena Nocera
con Alberto Guerra, Lorena Nocera, Marco Pepe, Fabrizio Rocchi, Ludmila Ryba
scenografia di Roberta Colombo
consulenza musicale di Simone Zorzi
foto di locandina Mauro Saitta
coordinamento Marzia Loriga
regia di Giovanni Battista Storti
produzione Teatro Alkaest - Teatri del Sacro
spettacolo vincitore del bando I Teatri del Sacro


Copi è stato per anni un mito tra i disegnatori satirici degli anni ’80, le sue vignette erano pubblicate un po’ ovunque e facevano davvero stramazzare dal ridere con appena pochi cenni e una battuta fulminante, sempre puntata sulla realtà e l’attualità ma anche sulle consuetudini della gente comune, innescando una critica della società davvero esilarante. In realtà Copi nasce a Buenos Aires nel 1939 ma ottiene un successo stellare in Francia nel ’68, anno in cui debutta a Parigi proprio con "La giornata di una sognatrice", riscuotendo calorosissimi consensi. In Italia diventa collaboratore fisso del mensile a fumetti Linus e scrive parecchi romanzi ma anche molte opere teatrali, nelle quali ha spesso recitato trasformato in donna. A Parigi nel 1987 vinse il Gran Premio di Letteratura Drammatica pochi giorni prima della sua morte, provocata dall’Aids. Scrisse quasi sempre in francese ma era di origini italiane, il suo vero nome era Raúl Damonte Botana; la sua omosessualità gli ha permesso di comprendere sia l’animo delle donne che quello degli uomini e, grazie a tale capacità empatica, ha saputo essere sia umoristico sia grottesco.

Questo testo della sognatrice racconta una giornata impossibile di una donna che vive in una casa-giardino, bellissima, piena di colori e luce. Anche lei è bella e dorme seduta, la testa sul tavolo, ma suona una sveglia e si alza per fermarne lo squillo. Torna a sedere, china la testa e suona un’altra sveglia, stessa scenetta, che si ripete più volte finché è chiaro che le è impossibile rilassarsi. Parla e dice: “Finita con le suonerie, le brutte sorprese. Non è colpa mia se la vita è così, è colpa della vita. Ora lo scrivo sul mio diario… ma dov’è?”. Quando la ragazza carina trova il diario, lo apre e legge: “Stamane ho buttato la mia sveglia nella pattumiera” scritto su tutti i giorni, eppure non ricorda di averlo fatto ed esclama: “Eppure è la mia calligrafia!”. A quel punto dalla finestra vede due uomini sul suo albero, vestiti come piloti. Esce e chiede loro chi siano e perché stiano sulla sua quercia e loro rispondono di essere i postini. Il dialogo prosegue nel segno del surreale più assoluto, seguendo un ritmo veloce, comico ed estraniante.E’ la prima volta che un postino mi guarda il dito” dice lei. “Ho voglia di andare” dice lui. “Perché?” chiede lei. “Ho voglia di volare” risponde lui. “Ah, allora andate pure… e la mia lettera?”.

Bisognerebbe raccontare tutto per filo e per segno, essendo un’opera di Copi assolutamente non riproducibile in poche parole; racconto solo che entra un’altra donna, che è la sorella, che nascerà un figlio, subito grande, che le sorprese non finiscono mai e che il regista Giovanni Battista Storti riesce a far reggere a tutta la compagnia un tempo perfetto, senza mai il minimo calo di tensione, permettendo che le battute si susseguano senza sosta, producendo stupore e divertimento ma anche parecchie riflessioni, grazie a un testo geniale e ancora oggi di grande attualità a proposito della stranezza della vita, degli incontri, dei rapporti familiari e anche di altre tematiche come la solitudine e l’amore, l’avventura e la morte. Sentite qui: “Bisogna correre attraverso la vita per arrivare alla morte nello stesso momento in cui si muore” dice il postino-pilota, per esempio. L’interminabile snocciolare battute scoppiettanti, profonde e assurde è interrotto dalla musica che Gianna, la protagonista, ascolta.

C’è anche un filo di romanticismo ma ecco un ragazzo, che prima era un bambino, dire: “Mamma, mamma, sono diventato un uomo!”. “E quando è successo…? Cerca di essere felice” risponde lei. Infine arriva il cocomeraio con tanti cocomeri in un carretto, forse... “Il giardino è pieno di invitati per la minestra dell’ora del tè” dice Gianna. “Dove sono i cocomeri?”. I dialoghi tra i personaggi sono così comici che si trattengono le risate solo per sentire meglio il fluire delle parole, incessanti tra battute a flusso continuo. Lo spettacolo è inoltre impreziosito da brani musicali fantastici, dai Rolling Stones a pezzi napoletani; un grande ‘bravi’ va senz'altro rivolto agli attori tutti, Alberto Guerra, Lorena Nocera, Marco Pepe, Fabrizio Rocchi e Ludmila Ryba, ogni interpretazione è naturale come se l’aspetto surreale fosse la normalità. Impossibile non citare un paio di battute che in verità sono entrate nella storia: “Vi ricordate il giorno della gondola?” dice uno. “Sto per morire e non mi sono ancora cambiata d’abito” risponde Gianna. Copi ha rappresentato la sublime bellezza dell’impossibile quotidiano.

 

Teatro dell’Arte - viale Alemagna 6, 20121 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02 72434258, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. (dal martedì al venerdì ore 19, sabato e domenica ore 18)
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 19, sabato e domenica ore 18
Biglietti: € 15,00 / 10,00 + prevendita

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Rossella Tansini, Ufficio Stampa CRT Milano | Centro Ricerche Teatrali
Sul web: www.crtmilano.it - www.triennale.org

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