La Fila (Line) - Teatro Menotti (Milano)

Scritto da  Lunedì, 16 Marzo 2015 

Line in inglese significa ‘linea’ ovvero quella striscia bianca che sta a indicare la partenza dei corridori ma anche il punto dove attendere il proprio turno quando si deve ottenere un servizio a uno sportello, oppure essere chiamati per qualcosa che richieda appunto la fila, la coda come diciamo noi. Su questo noioso e improrogabile obbligo civile dei nostri tempi, lo scrittore Israel Horovitz scrisse un testo teatrale rappresentato off-Broadway per la prima volta nel 1975 al celeberrimo Café La Mama di Ellen Stewart e che ancora oggi è in scena a New York, essendo divenuto una delle commedie più longeve al mondo. Cosa significa trovarsi in fila al primo posto? Essere scavalcati con l’inganno? Che parte di noi salta fuori durante l’attesa? Ce lo racconta "La Fila (Line)", opera americana portata in Italia da Walter Le Moli e prodotta dalla Fondazione Teatro Due, a Milano ospite del Teatro Menotti dal 3 all’8 marzo.

 

Produzione Fondazione Teatro Due presenta
LA FILA (LINE)
di Israel Horovitz
traduzione Susanna Corradi
con
Dolan - Fulvio Pepe
Molly - Paola De Crescenzo
Fleming - Sergio Filippa
Stephen - Luca Nucera
Arnall - Massimiliano Sbarsi
a cura di Walter Le Moli

 

Il Café La Mama era teatro e laboratorio di sperimentazioni, frequentato dai maggiori artisti dell’epoca. Ellen Stewart fu donna capace di lanciare molti giovani talenti nel mondo reale e in questo piccolo testo di Horovitz intravide delle potenzialità. Drammaturgo inesauribile, ha scritto oltre una settantina di testi teatrali, alcuni dei quali tradotti e allestiti in più di 30 differenti lingue. Evidentemente le code si fanno ovunque nel mondo e chiunque può in parte immedesimarsi o pensare di essere migliore di questi personaggi. Ne vediamo uno in scena che si vanta di essere arrivato in piena notte e di aver trascorso lì tutto il tempo pur di essere il primo della fila, ma un ragazzo molto più giovane lo distrae e si siede al primo posto, dietro la striscia bianca che sta a terra. Quindi si vanta di essere lui il primo.

L’uomo di mezza età si scalda parecchio e chiede a una donna, che era posizionata dietro di lui, se è testimone del fatto che lui fosse il primo. Lei lo conferma ma tanto il ragazzo non si muove e continua a sbeffeggiare il tipo che si è fatto fregare il posto, il primo posto, quello che ora lui possiede, che gli darà tutto ciò che vuole: lui è il primo e quindi il migliore. Intanto arriva un altro uomo, marito della giovane donna, l'unica donna presente, Molly, molto carina. Deve però mettersi in fondo perché non vale tenere il posto ad altri, anche se lui accusa la moglie di averlo fatto tardare perché non trovava la camicia pulita al solito posto… Alla fine ci saranno cinque persone in coda a contendersi il primo posto tra accuse e bisticci.

La questione si fa improvvisamente hard quando Molly affronta il ragazzo in prima fila e lo provoca, lo seduce e lo trascina in un angolo per fare l’amore. Gli altri tre uomini seguono la coppia e i commenti sono vari, compreso il fatto che il marito legittimo si tiene le corna con molta tranquillità. Di colpo il primo posto non fa più tanta gola quanto la possibilità di partecipare all’evento e, appena il giovane torna indietro, gli altri si scatenano per ottenere pure loro un po’ di sesso, lasciando che gli altri stiano a guardare. Di colpo scompare la luce e, al buio, la fila si ricompone. Molly si è lasciata andare con tutti, che perdono il posto in fila. Solo che ora, abbandonate le inibizioni, pare che pur di raggiungere il primo posto in fila possa valere qualsiasi espediente e i personaggi cominciano a prendersi a spintoni, a partire dalla donna. Poi il ragazzo la butta violentemente fuori dalla fila e il vecchio a sua volta cerca di cacciare Nolan, il giovane.

Finisce in rissa, poi tutti si acquietano e si rivestono. Il ragazzo seduto al primo posto, conquistato ovviamente con l’inganno, ha una cuffia e ascolta Mozart. Gli altri ridono alle sue spalle e gli cantano il Requiem, provocando un trauma emotivo al ragazzo che sviene e perde il suo primo posto. A questo punto, smarrita ogni speranza di restare primo, il ragazzo chiede di morire, vorrebbe essere ucciso perché così sarebbe “il primo morto in coda…” Pian piano, giocando con la striscia strappata da terra e suddivisa tra i cinque, finisce che ognuno potrà sentirsi primo, per poi andarsene gridando tutti assieme.

Dialoghi al fulmicotone e colpi di scena, ma sostanzialmente questa è una commedia basata esclusivamente sulla bravura degli attori perché non c’è nulla, tutto è quasi al buio, nero ovunque, protagoniste sono solo le pulsioni umane che si scontrano, con i comportamenti prescritti dalla convivenza civile che possono molto facilmente dissolversi in una animalità sempre pronta a scatenarsi. A proposito, Horovitz prese parte in prima persona alla commedia come interprete finché il suo ruolo venne affidato a Richard Dreyfuss. Al Café La Mama succedeva di tutto.

 

Teatro Tieffe Menotti - via Ciro Menotti 11, Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/36592544, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: lunedì riposo; martedì, giovedì, venerdì, sabato ore 20.30; mercoledì ore 19.30; domenica ore 17
Biglietti: intero € 25, convenzioni € 20, ridotto/under 25 € 20, ridotto/over 65 (residenti a Milano) € 12.50, ridotto/over 65 (residenti fuori Milano) € 17.50, prevendita € 1.50

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Maria Gabriella Mansi, Ufficio stampa Tieffe Teatro Menotti
Sul web: www.tieffeteatro.it

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