La Famiglia Singer - Teatro Franco Parenti (Milano)

Scritto da  Sabato, 14 Giugno 2014 

Il 10 giugno al teatro Parenti di Milano, Anna Nogara, Luca Scarlini ed Elia Schilton hanno presentato "Famiglia Singer", un progetto di Luca Scarlini, sul percorso artistico dei tre fratelli Singer: Isaac, vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1978, Israel, restato all’ombra del fratello e autore della "La Famiglia Karnovski" ed infine Esther, fonte di grande ispirazione per entrambi i fratelli. Musica registrata, immagini e lettura di pagine composte dai fratelli Singer, scritte in yiddish -“la saggia e umile lingua di noi tutti, l'idioma di un'umanità spaventata e piena di speranza” -, hanno arricchito la conferenza.

  

Anna Nogara, Luca Scarlini e Elia Schilton in
LA FAMIGLIA SINGER
Edith, Isaac e Israel Singer
un progetto di Luca Scarlini 

 

La musica yiddish riempie la sala già prima che la rappresentazione cominci, come linguaggio universale di una cultura, quella ebraica, che presenta mille sfaccettature; arriva insieme ad immagini scattate all’interno della comunità ebraica di quell' area geografica chiamata Halb Asia (metà Asia), la parte più orientale della Polonia, terra natia dei fratelli Singer. È la parte periferica dell’impero Asburgico che, con i suo Shtetl (piccoli e poveri villaggi), tanto differisce da altre più centrali, ricche ed aperte agli usi dei “gentili”, i cittadini borghesi non ebrei.

Ma cosa tiene allora uniti questi mille volti delle comunità ebraiche dell’Europa dell’Est? Le tradizioni. Esistono infatti tradizioni per tutto: per mangiare, dormire, studiare, sposarsi. Soprattutto per sposarsi: il matrimonio è infatti il fulcro della vita sociale, l’elemento che consente la continuità grazie alla procreazione. E non è un caso che nei romanzi dei fratelli Singer, di cui i tre attori leggono delle pagine significative, sia il momento dove scoppiano i conflitti, dove l’autorità paterna, che decide chi deve sposare chi, può vacillare; dove la tradizione che sostiene ed unisce, può mostrare il rigido volto di oscurantismo e chiusura; dove i giovani avvertono il brivido di apertura che l’ Haskalah (illuminismo ebraico) può dare, la voglia di assimilarsi alla cultura dominante (essere un ebreo in casa ma un uomo in strada).

Gli attori leggono per esempio della preparazione alle nozze di una giovane donna, cui viene recisa la folta chioma. Non ha potuto scegliere il proprio sposo, viene istruita comunque a servirlo e le sono preclusi lo studio della Torah e la lettura. Lo stesso destino capitato alla sorella Esther, che nei suoi romanzi parla di questo grande ostacolo. O leggono dello sgomento del giovane promesso sposo, vestito elegantemente come un gentile che, dopo ore di treno, arriva, per sposare una ragazza sconosciuta, in un villaggio altrettanto sconosciuto, povero e sudicio che lo accoglie con freddezza e diffidenza.

Durante la conferenza spettacolo, sono state lette pagine di varie opere dei fratelli Singer: Satana a Goray (1935); La famiglia Moskat (1950); Ombre sull'Hudson (1957); Il mago di Lublino (1960); La Famiglia Karnovski. Nelle loro opere si ritrova, oltre ad un’ influenza reciproca, un’ironia sottile, talvolta un tono beffardo verso le proprie tradizioni e la triste consapevolezza, da testimoni non solo oculari dell’olocausto, di avere, come intellettuali, un ruolo marginale: “Il tempo cambia le cose, Dio cambia le cose, i dittatori cambiano le cose, ma gli scrittori non possono cambiare nulla". 

 

Teatro Franco Parenti (Sala Grande) - via Pier Lombardo 14, 20135 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono biglietteria 02/59995206, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: 10 giugno, doppia replica ore 18.30 e ore 21.30
Biglietti: replica ore 18.30 €12, replica ore 21.30 €15 

Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Francesco Malcangio, Ufficio stampa Teatro Franco Parenti
Sul web: www.teatrofrancoparenti.it

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