La donna che legge - Teatro Out Off (Milano)

Scritto da  Mercoledì, 18 Febbraio 2015 

C’è uno strano triangolo amoroso che lega Mirco, Giada e Federica, i tre protagonisti de "La donna che legge" di Renato Gabrielli, per la regia di Lorenzo Loris, andato in scena al Teatro Out Off. Tre personaggi che si cercano con passione a vicenda, ma come per uno scacco del destino, sempre nel posto e nel momento sbagliato.

 

LA DONNA CHE LEGGE
di Renato Gabrielli
regia Lorenzo Loris
con Massimiliano Speziani (Mirco), Cinzia Spanò (Federica), Alessia Giangiuliani (Giada)
scena Daniela Gardinazzi
costumi Nicoletta Ceccolini
musiche Simone Spreafico
audio e video Alessandro Canali
luci e fonica Stefano Bolgè
foto di scena Agneza Dorkin

 

Eppure un filino di retaggio maschilista, seppur latente, ce lo portiamo sempre appresso. Fuor di dubbio che il successo di pubblico di questo spettacolo, andato in scena all’Out Off dal 14 gennaio all’8 febbraio, sia dovuto in primo luogo alla drammaturgia accattivante di Renato Gabrielli, alla regia sapiente di Lorenzo Loris e alle interpretazioni più che convincenti di Massimiliano Speziani, Cinzia Spanò e Alessia Giangiuliani. Però, al di là di tutto questo, c’è un altro elemento che nessuno ha il coraggio di ammettere: L’uomo che legge sarebbe avvertito come un titolo banale, viceversa La donna che legge porta con sé un che di sorprendente, quasi si trattasse di un capriccio della natura. L'esemplare “donna che legge” provoca - a livello inconscio, si intende - un certo stupore misto a ammirazione, al pari della Rana Viola o del Polipo Dumbo in un documentario della National Geographic. Può darsi che sia un eccesso di malizia da parte del recensore, ma diciamo che a pensar male - come sosteneva un noto politico del passato - spesso si azzecca.

E comunque, chi se ne frega? L'essenziale, l'unica cosa realmente importante è che questa pièce così originale lascia un segno, benefico, in chi la guarda. È pieno il mondo di storie in cui lui, lei e l'altra si scornano vicendevolmente, ma un triangolo così proprio no, non l’avevamo considerato. Tanto di cappello dunque al talento di Gabrielli, che ha individuato una strada nuova mai battuta prima d'ora. Già il fatto che il protagonista Mirco sia un avvocato provvisto di spiccata sensibilità poetica lascia quasi interdetti: evidentemente, mutuando un titolo noto di Garinei e Giovannini, dobbiamo convenire che anche i consulenti legali hanno un'anima.

E lo stupore continua: la sua antica fiamma Federica, avvocato anche lei, possiede un cuore. Sicuramente è più disincantata rispetto a quel romanticone di Mirco - che si lascia irretire da una donna per il solo fatto di averla osservata mentre leggeva su una spiaggia - però nel corso della vicenda pure lei ha le sue belle vampate emotive, goffamente celate mostrando un finto contegno.

Il terzo elemento è Giada, ovvero la donna che legge. Il brav'uomo che di lei si invaghisce ha imparato nella vita a dimenarsi tra codici e codicilli, ma nelle faccende d'amore risulta sprovveduto come un adolescente qualunque. Con l'aggravante che non è più adolescente da un pezzo. Dunque si innamora, perdutamente, di una ragazza che non è puro spirito: ha bisogno di soldi la fanciulla, di tanti soldi. Decide di approfittare della buona fede dell'avvocato-poeta il quale, pur di continuare a osservarla mentre legge sull'arenile, sarebbe disposto a ridursi in bancarotta.

Una trama che spiazza: i colpi di scena non mancano e le psicologie dei protagonisti si evolvono in maniera tutt'altro che banale. L'esperienza di Gabrielli si nota eccome, la sua lunga frequentazione con l'inquietudine dei grandi narratori novecenteschi non passa certamente inosservata. Il ritmo che imprime Lorenzo Loris, l'assenza di tempi morti è il marchio del suo talento, confermato anche in quest'occasione pur non essendoci ormai bisogno di ulteriori conferme. Gli attori commoventi: Massimiliano dà corpo e anima a un Leopold Bloom de noantri - ma molto meno “sporcaccione” dell'originale joyciano; Cinzia sguaina una mimica facciale efficacissima, si rimane piacevolmente colpiti da tanta mobilità espressiva; Alessia esprime al meglio i tormenti e le contraddizioni di un personaggio che, affinché venisse restituito al meglio, richiedeva un bel lavoro di cesello - e Alessia cesella, ci eravamo già accorti in altre occasioni che è una gran cesellatrice.

Poi c'è quel tavolo, quel benedetto tavolo che sembra innocuo e in verità è un leitmotiv irrinunciabile poiché, muto e inanimato solo all'apparenza, in realtà interagisce coi personaggi e con le loro turbolenze. Peccato solo per l'accostamento “tavolo-situazione caotica italiana”, di cui si parla nelle note di regia: una visione forse un po' riduzionista, dal momento che il caos sembrerebbe - almeno così a occhio - un problema che ormai riguarda non solo l'Italia bensì tutto il mondo, poli e foreste equatoriali inclusi.

Prestazione ragguardevole dei “tecnici”. Virgolette d'obbligo perché la parola tecnico - anche senza volerlo - finisce con lo sminuire l'essenzialità del contributo di professionisti quali Daniela Gardinazzi (scene), Nicoletta Ceccolini (costumi), Simone Spreafico (musiche), Alessandro Canali (audio e video) e Stefano Bolgè (luci e fonica) alla riuscita della rappresentazione. Agneza Dorkin ci dà dentro col lampo di magnesio, e il risultato sono delle pregevolissime foto di scena.

Si scherzava all'inizio dell'articolo sul maschilismo - vero o presunto - che alligna nel subconscio degli spettatori. La verità, come è noto, è che l'essere umano femmina possiede di norma una sensibilità molto più articolata rispetto all'essere umano maschio, perciò la donna che legge è tutta un'altra cosa rispetto a un banale uomo che compie la medesima attività. Poi magari sarà pure vero, come dice la brava saggista Francesca Serra, che le brave ragazze non leggono romanzi. Ma chi glielo fa fare? Meglio essere cattive e non privarsi, mai e poi mai, del piacere della lettura.

 

Teatro Out Off - via Mac Mahon 16, 20155 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/34532140, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 20.45, sabato ore 19.30, domenica ore 16
Biglietti: intero 18 €, ridotto under 25 12,00 €, ridotto over 65 9,00 €

Articolo di: Francesco Mattana
Sul web: www.teatrooutoff.it

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