La donna che legge - Teatro Filodrammatici (Milano)

Scritto da  Sabato, 18 Febbraio 2017 

Al Teatro Filodrammatici fino al 19 febbraio, “La donna che legge”, testo di Renato Gabrielli portato in scena dall'abile mano registica di Lorenzo Loris e da una bravissima squadra di attori: Massimiliano Speziani, Cinzia Spanò e Alessia Giangiuliani.

 

LA DONNA CHE LEGGE
di Renato Gabrielli
con Massimiliano Speziani, Cinzia Spanò, Alessia Giangiuliani
regia, scene e costumi Lorenzo Loris
produzione Teatro Out Off

 

Si dice che partire è un po' come morire ma non è così per la giovane protagonista de “La donna che legge”: Giada, una misteriosa, tormentata e affascinante giovane donna (Alessia Giangiuliani) che viene vista leggere sulla battigia di uno stabilimento balneare (probabilmente del riminese) da Mirco, un attempato ex avvocato di successo (Massimiliano Speziani) che si è invaghito di lei e che tiene così poco ai soldi da pagare cifre spropositate pur di poterla ammirare mentre legge. A fare da intermediario tra i due, un'abile avvocatessa (Cinzia Spanò) che si capisce essere ancora innamorata di Mirco e proprio per questo disposta a regalargli questi desideri bizzarri e tardivi. La somma che la giovane raccoglie con questo strano rapporto a tre, le permetterà di fuggire dalla provincia che tanto odia e che tanto la tedia, ma nella quale tornerà inevitabilmente destinata ad adeguarsi anche lei ad una vita borghese, insipida, proprio quello da cui sperava di scappare.

La relazione tra Mirco e Giada non sfocia mai in nulla di fisico, eppure diventa sempre più complessa e torbida tanto da far sentire la giovane donna colpevole di una sorta di prostituzione ancora più subdola che se non avesse venduto il suo corpo per qualche perversione più "classica"; Mirco entra sempre più nell'intimo di Giada, la condiziona fino allo sfinimento.

L'angoscia che ogni personaggio si porta dentro per motivi diversi (Giada perché insoddisfatta della vita di provincia; Mirco perché malato e in cerca di qualcosa che lo smuova sul finire della sua esistenza; l'avvocatessa perché ama Mirco senza essere ricambiata) è intensificata da una struttura del testo disturbante ed efficace al tempo stesso: ogni personaggio è protagonista e narratore, i due piani si alternano senza tregua in una sorta di partitura schizofrenica che ogni tanto cade nella ripetitività ma che comunque riesce ad essere dominata da una tecnica attorale davvero ineccepibile in ognuno dei tre protagonisti in scena.

La sceneggiatura ricorda a tratti anche lo stream of consciousness dell'Ulisse di Joyce, testo che in questo spettacolo viene citato in tante modalità e in diverse occasioni. Uno spettacolo che fa a meno di elementi scenici e di musica, e forse quest’ ultimo aspetto (chissà se voluto o per "pigrizia") rende la rappresentazione mancante di qualcosa, priva di una definizione precisa e di una suddivisione che in qualche modo potrebbe rendere meno monotono l'insieme, che ogni tanto sembra cadere nella trappola del monocorde.

 

Teatro Filodrammatici - via Filodrammatici 1, 20121 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/36727550, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì 14, giovedì 16 e sabato 18 febbraio ore 21, mercoledì 15 e venerdì 17 febbraio ore 19.30, domenica 19 febbraio ore 16
Biglietti: intero 22 euro / ridotto convenzionati 18 euro / ridotto under 30 15 euro / ridotto over 65 e under 18 11 euro
Durata spettacolo: 80 minuti

Articolo di: Emanuela Mugliarisi
Grazie a: Antonietta Magli, Ufficio stampa Teatro Filodrammatici
Sul web: www.teatrofilodrammatici.eu

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