La Dodicesima Notte - Teatro Eliseo (Roma)

Scritto da  Sabato, 12 Marzo 2016 

Dall'8 al 20 marzo. Le note di Nicola Piovani costituiscono il tessuto connettivo della commedia scespiriana messa in scena da Carlo Cecchi con essenziale classicità. Una compagnia giovane di cui Cecchi si mette a capo nelle vesti esilaranti di Malvolio, su di un palcoscenico popolato da intrighi amorosi aperti a letture ambigue e più che mai attuali.

 

Produzione Marche Teatro - Teatro Franco Parenti presenta
LA DODICESIMA NOTTE
di William Shakespeare
traduzione Patrizia Cavalli
regia Carlo Cecchi
musiche di scena Nicola Piovani
scena Sergio Tramonti
costumi Nanà Cecchi
disegno luci Paolo Manti
con Remo Stella, Giuliano Scarpinato, Rino Marino, Eugenia Costantini, Davide Giordano, Federico Brugnone, Barbara Ronchi, Daniela Piperno, Vincenzo Ferrara, Loris Fabiani, Carlo Cecchi, Dario Iubatti
musicisti: Luigi Lombardi D’Aquino tastiere e direzione musicale, Alessandro Pirchio/Alessio Mancini flauti e chitarra, Federico Occhidoro strumenti a percussione
assistente alla regia Dario Iubatti
assistente alla scena Sandra Viktoria Muller

 

Una piattaforma girevole: semplice stratagemma su cui Carlo Cecchi fa ruotare gli amori, gli inganni, gli equivoci e le arguzie dei numerosi personaggi di questa variopinta commedia del Bardo.

Il testo, nella traduzione di Patrizia Cavalli, mantiene i due registri originali: l'uno alto, raffinato, poetico nell’ordito amoroso delle parole di Orsino (Remo Stella), Olivia (Barbara Ronchi) e Viola (Eugenia Scarpinato), anche se a tratti un po’ rugginoso e recitato; l’altro decisamente più schietto, diretto e ricco di arguzie, riservato alle gustose scene che vedono protagonisti Sir Toby (Vincenzo Ferrara), Sir Andrew (Loris Fabiani, godibilissimo), Maria (Daniela Piperno), Fabian (un Giuliano Scarpinato che colora il suo personaggio addirittura di una lieve cadenza dialettale), e naturalmente Malvolio, Carlo Cecchi con tutta la sua autoironia, giocata anche nella distanza anagrafica con gli altri attori sulla scena.

Personaggio-ponte tra questi due universi stilistici è senza dubbio Feste, il buffone di corte cui Dario Iubatti dona un’ambiguità misteriosa, a tratti inquietante, malinconica, in bilico tra poesia e prosaico scherno, i tratti tipici del fool.

La musica di Piovani, ulteriore personaggio, è presente fisicamente sul palcoscenico, accompagna il girare da carillon della pedana e caratterizza alcuni personaggi, uno su tutti Malvolio, la cui camminata è sbeffeggiata immancabilmente dall’accompagnamento musicale, oltre che da sir Toby, Maria e gli altri.

La lettura di Cecchi non aggiunge giudizi o particolari ottiche interpretative: ciò permette ad un classico come questo di parlare in tutta la sua più o meno evidente ambiguità: innegabile la strizzata d’occhio all’amore omosessuale tanto nell’equivoco per cui Olivia si invaghisce di Viola, quanto nello stesso invaghimento di Orsino per il suo paggio, quanto ancora nel certo poco nascosto trasporto di Antonio verso Sebastiano.

Cecchi non prende posizione in merito, il che è vincente: il metodo più efficace perché certi temi superino il pregiudizio è trattarli con assoluta normalità e senza i riflettori puntati.

 

Teatro Eliseo - via Nazionale 183, 00184 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/83510216, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì, giovedì, venerdì, sabato ore 20.00, mercoledì e domenica ore 16.00
Biglietti: platea 34 €, balconata I centrale 29 €, balconata I laterale 23 €, balconata II centrale 22 €, balconata II laterale 17 €, balconata III centrale 15 €, balconata III laterale 13 €
Durata: 2 ore e 30’ con intervallo - 2 atti

Articolo di: Sabrina Fasanella
Grazie a: Maria Letizia Maffei, Ufficio stampa Teatro Eliseo
Sul web: www.teatroeliseo.com

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