La Divina Sarah - Teatro Vittoria (Roma)

Scritto da  Sabato, 14 Aprile 2018 

Il palco del Teatro Vittoria è dedicato, fino al 15 aprile, alla diva per eccellenza, Sarah Bernhardt. Nel momento in cui la sua vita dedita all'Arte e costellata di scandali si avvicina alla fine, l'attrice ripercorre un passato amaro in un’esistenza sfolgorante, accompagnata dal fido segretario (perfetto elemento camaleontico ed esilarante dello spettacolo). Anna Bonaiuto e Gianluigi Fogacci sono i protagonisti di questo gioco teatrale brillante e surreale che, ben fondendo ironia e poeticità, omaggia “La Divina Sarah” e insieme il Teatro.

 

Pietro Mezzasoma presenta
LA DIVINA SARAH
dal testo “Memoir di Sarah Bernhardt” di John Murrell
adattamento di Eric-Emmanuel Schmitt
traduzione di Giacomo Bottino
con Anna Bonaiuto e Gianluigi Fogacci
scenografia Francesco Scandale
costumi Maria Filippi
musiche Paolo Daniele
luci Marco Carniti
regia Marco Carniti
produzione Teatro e Società

 

La chiamavano La Divina, la Voce d'Oro e ancora oggi il suo nome è leggendario. Sul finire dell'Ottocento fu la prima vera diva dello spettacolo, regina incontrastata del palcoscenico e del cinema. Sarah Bernhardt e la sua vita di Arte e scandali: attrice, amica di D'Annunzio, Wilde e molti altri artisti, un matrimonio con un attore greco dipendente dalla morfina e morto giovanissimo, musa di Proust per un personaggio di "Alla ricerca del tempo perduto", Alfons Mucha unico ritrattista per i manifesti dei suoi spettacoli, innumerevoli amanti al suo fianco, la prima ad interpretare ruoli maschili in scena, scandalosa nel dichiarare pubblicamente la sua relazione con una pittrice. Un incidente in scena durante il finale della Tosca le costò l'amputazione di una gamba ma non la privò dell'energia vitale: a 70 anni continuava a recitare da seduta ed anche davanti al trascorrere inesorabile del tempo rimase sempre smaniosa di vivere e mai rassegnata. Desiderio di vivere per sempre, da vera Diva.

Così la coglie lo spettacolo diretto da Marco Carniti, adattamento francese di Eric-Emmanuel Schmitt da "Memoir", la commedia composta nel 1979 dal drammaturgo John Murrell e basata a sua volta sull'autobiografia della Bernhardt. Un testo poetico che si fa celebrazione del Teatro, non solo dell'attrice.

Siamo nel 1922 e Sarah Bernhardt, quasi ottantenne, è ormai sul viale del tramonto, ritirata nella sua bella casa. L'elegante scena di Francesco Scandale, pura ed essenziale, ne rappresenta il portico esterno, con archi bianchi e linee nitide. Ascoltiamo il rumore del mare in sottofondo e osserviamo la luna dietro le volte, un disco pieno che si muove sul fondale scandendo il passare del tempo. E' un paesaggio onirico che evoca scenari alla De Chirico e atmosfere liberty. Il viola intenso, femminile e misterioso, disseminato qua e là negli oggetti, dal divanetto alla fodera del baule, sino al bellissimo abito ricamato della protagonista (i costumi sono di Maria Filippi) ammicca invece al mondo sensuale e da diva.

Mentre il grammofono suona malinconico, per mantenere viva agli occhi del mondo la sua fama eterna, la Bernhardt ha deciso di scrivere le proprie memorie. Detta i suoi ricordi al fedele segretario Pitou ripercorrendo così la propria vita, in quella che diventa una sorta di autoanalisi dai risvolti amari che passa per il difficile rapporto con la madre, l’adolescenza in collegio, le tournée americane, gli amori finiti male. Ed anche se ormai non calca più i palcoscenici, la Diva che è in lei non smette mai di recitare ed anche in questa occasione la protagonista non può non improvvisare continue prove teatrali. Pitou esegue ciò che la Bernhardt dirige: il copione della propria vita. Pacato e premuroso, per assecondare i capricci dell'anziana signora, il mite segretario si trova così a interpretare, di volta in volta, i personaggi principali della sua vita. Indossa un cappello e diventa la madre colpevole di averla sempre considerata senza bellezza né buone maniere, con uno scialle in testa si fa suora del collegio, languidamente adagiato si trasforma in Oscar Wilde, in mezzo è il marito tossicodipendente, il produttore della tournèe americana e tanti altri... Ottima la prova di Gianluigi Fogacci che si dimostra un protagonista istrionico ed irresistibile, abilissimo nel passare da un travestimento all'altro marcando il lato comico dello spettacolo con necessaria delicatezza.

Anna Bonaiuto, capelli rossi e gamba rigida, veste invece i panni, la fierezza e le fragilità della Divina Sarah. I due entrano ed escono continuamente dalla finzione scenica e dai personaggi, interpretando una se stessa in diverse età, l'altro, riluttante, i ruoli più disparati. È il rapporto tra i due, divertente e surreale, l'elemento portante dello spettacolo: un gioco di ruoli e un continuo cambio di registri. Lei è egocentrica e capricciosa, energica, anticonformista, volubile, determinata, dispotica ma amorevole. Lui un segretario-confidente, affezionato e premuroso, disposto a eseguire ordini immediatamente rimangiati, ad accogliere critiche, a sbuffare in silenzio. Insieme mettono in scena una serie di siparietti provati e riprovati allo sfinimento (di Pitou) con la Primadonna che implacabile dirige la scena.

Tra battute sarcastiche e momenti poetici velati di malinconia, Bonaiuto e Fogacci riescono a passare agilmente dal comico al drammatico, dall'introspettivo al grottesco con un ritmo sempre sostenuto che si perde però purtroppo in un finale debole.

 

Teatro Vittoria - Piazza Santa Maria Liberatrice 10, 00153 Roma (Testaccio)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/5740170 - 06/5740598, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: lunedì (ore 16-19), dal martedì al sabato (ore 11- 20), domenica (ore 11-13.30 e 16-18)
Orario spettacoli: ore 21, ad eccezione della domenica ore 17.30 e di mercoledì 11 aprile ore 17
Biglietti: intero platea 28€, intero galleria 22€ (compresi 3€ di prevendita); ridotti in convenzione: platea 21€ e galleria 18€ (compresi i 3€ di prevendita); promozione gruppi: 1 biglietto cortesia ogni 10 spettatori paganti (dal martedì al venerdì)

Articolo di: Michela Staderini
Grazie a: Alice Fadda, Ufficio stampa Artinconnessione
Sul web: www.teatrovittoria.it

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