La discesa di Orfeo - Teatro Elfo Puccini (Milano)

Scritto da  Daniela Cohen Sabato, 20 Ottobre 2012 
La discesa di Orfeo

Sono immagini sbiadite per noi, quelle di una vita vissuta in grandi spazi, con un profondo senso di disumanità al punto da indossare cappucci bianchi forati e trasformarsi in una setta ricordata come Ku Klux Klan. Qui, al centro di un’America da brivido, senza radici né cultura, si sviluppano i drammi di intere generazioni, quelle che hanno portato alla ‘gioventù bruciata’ e alla disperata, ipocrita alienazione di un mondo moderno per lupi travestiti da umani. E’ la storia di “La discesa di Orfeo”, che Elio De Capitani riscrive e dirige con una compagnia numerosa e perfetta per il Teatro Puccini, dal 16 ottobre fino al 4 novembre.

 

 

Produzione Teatro dell'Elfo presenta
LA DISCESA DI ORFEO
di Tennessee Williams
traduzione di Gerardo Guerrieri
drammaturgia e regia di Elio De Capitani
scene e costumi di Carlo Sala
con Cristina Crippa, Elena Russo Arman, Edoardo Ribatto, Luca Toracca, Cristian Giammarini, Corinna Agustoni, Sara Borsarelli, Elio De Capitani, Debora Zuin, Marco Bonadei, Carolina Cametti e Alessandra Novaga (chitarra elettrica)
luci di Nando Frigerio
suono Giuseppe Marzoli

 

La produzione artistica di Tennessee Williams, il cui vero nome era Thomas Lanier Williams, ha spaziato per mezzo secolo nel pieno centro del ventesimo secolo a cavallo fra due guerre mondiali, ma col punto di vista di un americano che scrive principalmente per il teatro. Una mosca bianca, un vero intellettuale, un grande artista che scriveva anche novelle, poesie e saggi, oltre che sceneggiature per il cinema. Fu premiato nel 1951 per “La rosa tatuata”, tre premi Oscar che perfino noi abbiamo festeggiato perché nel film, tratto dalla commedia omonima, recitava la nostra grande Anna Magnani, e la commedia teatrale vinse un Tony Award. Ma Williams fu insignito del prestigioso Premio Pulitzer per la drammaturgia di “Un tram che si chiama desiderio” del ’48 e, due anni dopo, per “La gatta sul tetto che scotta”, che al cinema vide insieme due strepitosi attori dell’epoca, Paul Newman e una splendida, giovanissima e straordinaria Elizabeth Taylor.
Ricordo tutto ciò perché, curiosamente, il teatro di Tennessee Williams non è molto gettonato dalle compagnie europee, che sembrano temere i toni foschi, gli aspetti drammatici e forse certe tematiche che a noi toccano in modo differente. Eppure i suoi testi sono sempre magnifici, come dimostra la scelta di Elio De Capitani in veste di regista e la produzione Teatro dell’Elfo che hanno ripescato un titolo pochissimo rappresentato sui nostri palcoscenici, al quale, dopo averlo rimaneggiato un po’, hanno dato il titolo di “La discesa di Orfeo”. Che negli Stati Uniti Williams sia considerato come uno dei drammaturghi di lingua inglese più importanti del ‘900 e che abbia ispirato moltissimi nostri contemporanei, come David Mamet o Tony Kushner, ci fa capire quanto la scelta dell’Elfo sia azzeccata.
Si sceglie, al Teatro Puccini di Milano, un allestimento che utilizza tutto il grande palco della Sala Shakespeare, dove appare una lunga tavolata nuda intorno alla quale, poco alla volta, si siede una dozzina di persone. Sono i componendi di una compagnia teatrale che deve fare le prove di uno spettacolo e, mentre ne parlano, iniziano.
Così, da un’impressione di convivialità, ecco due attrici cambiare espressione e diventare due ragazze che, negli anni Cinquanta, spettegolano su quanto accade in paese. Ridono, si guardano attorno e, quando appare da un’apertura laterale un giovane in jeans, lo descrivono come uno che indossa una giacca di pelle di serpente, un tipo inquietante, bello, giovane e scostante… “Pelle di serpente” fu difatti il titolo italiano del film che Sidney Lumet girò con Anna Magnani e Marlon Brando alla fine degli anni ‘50. L’opera originale era del 1937, si intitolava “The fugitive kind” e c’erano già tutti i simboli di una generazione che non riusciva più a sopportare certi tabù, certe ipocrisie di una società fintamente felice ma violenta, colma di delitti celati dal perbenismo come dal denaro dei più abbienti, sempre sospettosi e arroganti verso i poveri, gli stranieri e chi non si inchinava ai loro modelli sociali.
Lady era una ragazza che amoreggiava tra campi che vennero bruciati, là dove morì tra le fiamme pure suo padre; il ragazzo che stava con lei era fuggito mentre lei, rimasta incinta, perdeva il bambino e accettava di diventare la moglie di un vecchio, ricco del paese, occupandosi di un negozio e di un bar. Tutti credono di sapere tutto ma nessuno sa nulla, l’omertà è così incancrenita fra la gente del paese, pronto a ubbidire alla legge del più forte, che quando un barlume di verità per sbaglio emerge, tutto è sconvolto, tutto cambia. Sembra che possa esserci un riscatto ma il potere non resta a guardare: chi gli sfugge, e magari può rifarsi una vita più felice, non può esistere. Ancora una volta la violenza cieca e senza nomi porterà il terrore e la morte nel piccolo paese dimenticato da tutti, dove nessuno sa cambiare né sperare in qualcosa di meglio.
Gli attori, Cristina Crippa, Elena Russo Arman, Edoardo Ribatto, Luca Toracca, Cristian Giammarini, Corinna Agustoni, Sara Borsarelli, Elio De Capitani, Debora Zuin, Marco Bonadei, Carolina Cametti e Alessandra Novaga alla chitarra elettrica, con cui crea intense atmosfere dal vivo, si comportano come se vivessero una doppia vita, la loro e quella dei loro personaggi, mentre il pubblico assiste. E le parole, che spiegano e descrivono con dovizia di particolari ogni paesaggio, ogni interno, ogni espressione, rendono vivido l’andamento del racconto, come se si stesse guardando un film che si gira nelle nostre teste. Gli spettatori, qui, sono soggetti, non oggetti. Tutti bravissimi, compresi Carlo Sala per le scene e i costumi, Nando Frigerio per le luci e Giuseppe Marzoli al suono.

 

Teatro Elfo Puccini (sala Shakespeare) - corso Buenos Aires 33, 20124 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/00660606, mail
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Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 20.30, domenica ore 16.30
Biglietti: intero euro 30,50, martedì biglietto unico euro 20, ridotto<25 anni e >60 anni euro 16, gruppi scuola euro 12
Durata: 140 minuti

 

Articolo di Daniela Cohen
Grazie a: Barbara Caldarini, Ufficio stampa Teatro Elfo Puccini
Sul web:
www.elfo.org

 

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