La commedia della vanità - Teatro Argentina (Roma)

Scritto da  Sabato, 01 Febbraio 2020 

Dal 29 gennaio al 9 febbraio, il Teatro di Roma ospita un coraggioso e colossale lavoro su “La commedia della vanità” di Elias Canetti, diretto da Claudio Longhi. Lo spettacolo, prodotto da Emilia Romagna Teatro, riflette sul rapporto tra massa e potere, sulla costruzione dell’identità, sulla deriva dittatoriale della retorica dell’uomo forte al comando, sull’idea di Europa ieri e oggi.

 

LA COMMEDIA DELLA VANITÀ
di Elias Canetti
traduzione Bianca Zagari
regia Claudio Longhi
con Fausto Russo Alesi, Donatella Allegro, Michele Dell’Utri, Simone Francia, Diana Manea, Eugenio Papalia, Aglaia Pappas, Franca Penone, Simone Tangolo, Jacopo Trebbi
e con Rocco Ancarola, Simone Baroni, Giorgia Iolanda Barsotti, Oreste Leone Campagner, Giulio Germano Cervi, Brigida Cesareo, Elena Natucci, Marica Nicolai, Nicoletta Nobile, Martina Tinnirello, Cristiana Tramparulo, Giulia Trivero, Massimo Vazzana
violino Renata Lacko
cimbalom Sándor Radics
drammaturgo assistente Matteo Salimbeni
assistente alla regia Elia Dal Maso
assistente ai costumi Rossana Gea Cavallo
preparazione al canto Cristina Renzetti
scene costruite nel Laboratorio di Emilia Romagna Teatro Fondazione
foto di scena Serena Pea
si ringraziano Giovanni Zagari e Giovanna Cermelli
si ringrazia per la collaborazione Luca Napoli
produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione - Teatro Nazionale, Teatro di Roma - Teatro Nazionale, Fondazione Teatro della Toscana, LAC Lugano Arte e Cultura
nell’ambito del progetto “Elias Canetti. Il secolo preso alla gola”

 

Insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1981, Elias Canetti è oggi un autore poco noto e poco approfondito. Nato nel 1905 in Bulgaria, ha avuto una formazione peregrina tra Germania e Austria. Raggiunta l’età adulta, e a seguito dell’annessione dell’Austria alla Germania nazista, si è stabilito prima a Parigi e poi, a partire dal 1938, a Londra, fino a prendere la cittadinanza britannica nel 1952. Ha scritto romanzi, saggi, opere teatrali, e un’autobiografia in più volumi. Mosso da una nobile vocazione, quella di «registrare il male del suo tempo», attraverso la sua opera di autore e intellettuale, Canetti si è opposto con tenacia alla degenerazione della civiltà che ha afflitto il Novecento.

Una simile prospettiva politica e sociale ben si sposa con il percorso artistico e professionale di Claudio Longhi, docente universitario, saggista, critico, regista teatrale e direttore artistico dell’ERT. In continuità con alcuni dei suoi ultimi spettacoli, come “La resistibile ascesa di Arturo Ui”, “Il ratto d’Europa” e “Istruzioni per non morire in pace”, il testo di Canetti prolunga la riflessione sulla storia recente dell’Europa, e sull’inquietante ripetersi nel presente di alcuni fenomeni che hanno rabbuiato i primi decenni del secolo scorso.

“La commedia della vanità” è un testo lunghissimo, complesso, elaborato tra il 1933 e il 1934. La drammaturgia a numeri delinea le vicende di una comunità il cui governo ha messo al bando la vanità, punendo con la pena di morte chiunque conservi ritratti, fotografie e specchi, considerati come strumenti di autocelebrazione. Lo spettacolo si apre dunque con una parata di figure grottesche - veri e propri freaks - che ben volentieri conducono oggetti e cimeli divenuti illeciti nei pressi di un grande rogo cittadino, indubbiamente ispirato all’incendio del Reichstag e alle Bücherverbrennungen (roghi di libri) ordinati dalle autorità della Germania nazista. Troppo tardi i personaggi si accorgono che è solo il primo atto di una dittatura feroce, tesa alla distruzione della memoria e dell’identità. Nell’orizzonte distopico che ne sussegue, il verbo guardarsi cessa di implicare la reciprocità del guardare l’altro essendo guardati, e si limita all’atto del guardare se stessi attraverso l’altro, utilizzando gli occhi altrui come superficie riflessiva nella quale specchiarsi. Persino le pozzanghere rimaste lungo la strada, traccia di un temporale passato, raccolgono piccole folle desiderose di incontrare l’immagine di sé, e in essa riconoscersi.

L’ingente riduzione drammaturgica operata da Longhi ha concentrato le sette ore del testo di Canetti in uno spettacolo di quasi quattro ore. Spettacolo colossale non solo per la sua durata, ma anche per il numero di artisti presenti sul palcoscenico: 23 attori, la maggior parte dei quali interpreta più di un personaggio, ai quali si aggiungono due musicisti. Colossale è l’impianto scenico, che coniuga l’immaginario del tendone da circo di inizio Novecento a un sistema di gabbie che limitano e imprigionano. Colossali anche i costumi, che uniformano gli interpreti con una divisa aderente, nera, ornata di paillette, per calcarne i tratti grotteschi e volgari attraverso protesi di gommapiuma.

Nell’epoca dell’autocelebrazione narcisistica del selfie, uno spettacolo del genere appare coraggioso e necessario. Ci spinge a riflettere in maniera critica sull’ambiguità dei fenomeni, sul rapporto tra essenza autentica e apparenza delle cose, sulle modalità di auto-rappresentazione del potere, sulla delegazione del pensiero all’uomo forte armato di facili soluzioni a problemi complessi. Da anni ormai, l’impegno teatrale di Longhi e della sua compagnia persegue un lavoro instancabile e pervasivo sul territorio, coinvolgendo i contesti sociali più disparati e aprendosi alla cittadinanza. Un teatro che punta a favorire processi di riflessione e creazione partecipata, a rigenerare le politiche culturali e a costruire comunità consapevoli e inclusive.

 

Tournèe spettacolo 2019/2020:
12 e 13 febbraio 2020, LAC Lugano Arte e Cultura - Lugano
dal 19 al 23 febbraio 2020, Teatro della Pergola - Firenze

 

Teatro Argentina - Largo di Torre Argentina 52, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06.684.000.346 (ufficio promozione) - 06.684.000.311/314 (biglietteria), mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietteria: telefono 06/684000311/314 (ore 10-14/15-19 lunedì riposo), vendita on-line www.vivaticket.it
Orario spettacoli: prima ore 20, martedì e venerdì ore 20, mercoledì e sabato ore 19, giovedì e domenica ore 17
Biglietti: poltrona 40€ (ridotto 32€), palchi I e II ordine 32€ (ridotto 27€), palchi III e IV ordine 25€ (ridotto 22€), loggione 12€. Le riduzioni sono riservate ai giovani fino a 35 anni e agli adulti oltre 65 anni
Durata spettacolo: 3 ore e 45’ (prima parte 1h 5' - primo intervallo - seconda parte 1h 5' - secondo intervallo - terza parte 1h 10')

Articolo di: Cecilia Carponi
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

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