La cognizione del dolore - Teatro Out Off (Milano)

Scritto da  Domenica, 21 Dicembre 2014 

Dal 19 novembre al 21 dicembre. “La cognizione del dolore”, tratto dall’omonimo romanzo incompiuto di Carlo Emilio Gadda, debutta in prima nazionale al Teatro Out Off con l’adattamento e la regia di Lorenzo Loris; lo spettacolo partecipa a Milano Cuore d’Europa, il palinsesto culturale multidisciplinare dedicato all’identità europea della città anche attraverso le figure e i movimenti che, con la propria storia e la propria produzione artistica, hanno contribuito a costruire la cittadinanza europea e la sua dimensione culturale.

 

Teatro Out Off presenta
in collaborazione con “ArTransit, Performing Arts in Motion”
parte di “Viavai, Contrabbando culturale Lombardia-Svizzera” della Pro Helvetia e del Teatro San Materno
Progetto NEXT 2014 – Regione Lombardia
LA COGNIZIONE DEL DOLORE
da Carlo Emilio Gadda
adattamento e regia Lorenzo Loris
con Mario Sala, Claudio Marconi, Monica Bonomi, Nicola Ciammarughi, Cristina Caridi
scena Daniela Gardinazzi
costumi Nicoletta Ceccolini
musiche di Simone Spreafico, collaborazione movimenti Barbara Geiger
audio e video Alessandro Canali, luci e fonica Stefano Bolgè
foto di scena Agneza Dorkin

 

Il regista Loris porta in scena il testo più autobiografico di Gadda, operazione sicuramente ambiziosa: trattasi infatti di un romanzo profondo, pieno di invenzioni linguistiche e di introspezione, denso di neologismi ed apparentemente assai ostico da rappresentare senza ridurne la grande ricchezza; senza contare che la storia è priva di un finale in senso stretto, e la trama rimane così, un po' a mezz'aria, incompiuta. Ebbene, la sfida è vinta, e grazie alla bravura degli attori, all'efficacia della scenografia e alla brillante operazione drammaturgica assistiamo con partecipe coinvolgimento all'inferno in terra che è dato dalla solitudine, dall'isolamento, dall'ossessione di chi vive fino in fondo il proprio dolore senza la possibilità o la capacità di spartire il proprio fardello con l'altro.

Lo spettacolo è stato introdotto da un'interessante conferenza in cui sono stati illustrati il rapporto ambiguo intercorso fra Gadda e suo fratello, morto in guerra, e i rimandi di questo rapporto sul romanzo: anzi, più che di rimandi si tratta quasi di una trasfigurazione in arte di quella che, per l'autore, rappresentò una ferita mai guarita.

In una grande villa, decadente e malinconica più che mai, si danno reciproco tormento una vecchia madre, che ha perso uno dei propri figli in guerra, e l'altro figlio che a quella stessa guerra è invece sopravvissuto; certo, tale sopravvivenza ha richiesto un prezzo alto, altissimo, e “sopravvivere significò non essere”. Intorno, in una Brianza resa dall'autore un fantomatico paese sudamericano, si agita la folla meschina, corrotta, ignorante, cui va tutto il disprezzo di Gonzalo Pirobutirro, il protagonista, e dell'autore con lui; un clima fosco, minaccioso, opprimente, di cui si fa espressione più manifesta che mai un'agenzia di vigilantes.

E' la tragedia di chi disprezza tutto ciò da cui proviene ma non sa liberarsene; di chi odia se stesso, in primo luogo, di chi non riesce a recidere il cordone ombelicale, di chi rende la vita sua e altrui un inferno e la villa, una prigione, per sé e per la madre, diventa il fulcro di tutto questo coacervo di sentimenti.

Mario Sala è bravissimo nel rendere Gonzalo in tutto il suo isterismo, nella sua misoginia, nei suoi sbalzi di umore, nei suoi sproloqui nella bellissima lingua di Gadda: suda, si agita, urla, poi si calma, minaccia, inveisce. Monica Bonomi, la madre, è perfetta nel rendere, anche fisicamente, la fisicità dolente della madre vittima sacrificale del figlio, che teme e ama insieme.

La scenografia è molto efficace nel descrivere uno spazio che è, più che realistico, espressione del disagio e dell'incubo vissuto dagli abitanti della villa, e attorno a cui stanno, poco più che semplici spettatori del dramma, gli abitanti dei dintorni: i servi, il medico, il vigilantes, i vicini...

Interessante come è stato reso il testo: ai dialoghi veri e propri si intervallano soliloqui ed estratti del romanzo, in cui ogni personaggio dà voce alla descrizione fatta direttamente da Gadda stesso; questo in alcuni momenti riesce, in altri rischia di essere un po' didascalico o ridondante (il personaggio che descrive come è vestito), o di rallentare eccessivamente il ritmo. Resta tuttavia da apprezzare l'operazione che ha restituito freschezza e attualità a un testo così ricco, e molto bravi sono gli attori tutti nel darvi voce con sicurezza.


Teatro Out Off - via Mac Mahon 16, 20155 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/34532140, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al venerdì ore 20.45, sabato ore 19.30, domenica ore 16
Biglietti: intero 18 €, ridotto under 25 12,00 €, ridotto over 65 9,00 €

Articolo di: Maria Pia Boido
Sul web: www.teatrooutoff.it

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