La classe operaia va in paradiso - Teatro Argentina (Roma)

Scritto da  Venerdì, 15 Giugno 2018 

Claudio Longhi, con la sua collaudatissima compagnia, porta in scena, sul palco del Teatro Argentina, “La classe operaia va in paradiso”, opera cinematografica di Elio Petri ed Ugo Pirro vincitrice della Palma d'Oro a Cannes, tanto bella quanto socialmente importante e, purtroppo, estremamente attuale. Un viaggio nella genesi della stesura e realizzazione del film, nelle contrapposizioni e nelle incoerenze degli anni ’70, che tornano a riflettersi nell’apparente, inarrestabile “cupio dissolvi” dei nostri giorni.

 

Produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione presenta
LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO
liberamente tratto dal film di Elio Petri
(sceneggiatura Elio Petri e Ugo Pirro)
di Paolo Di Paolo
regia Claudio Longhi
scene Guia Buzzi
costumi Gianluca Sbicca
luci Vincenzo Bonaffini
video Riccardo Frati
musiche e arrangiamenti Filippo Zattini
regista assistente Giacomo Pedini
assistente alla regia volontario Daniel Vincenzo Papa De Dios
con Donatella Allegro, Nicola Bortolotti, Michele Dell'Utri, Simone Francia, Lino Guanciale, Diana Manea, Eugenio Papalia, Franca Penone, Simone Tangolo, Filippo Zattini
foto di scena Giuseppe Distefano
si ringraziano per i materiali di studio e iconografici Fondazione Cineteca di Bologna, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione Gramsci Emilia-Romagna
si ringrazia Aglaia Pappas per la presenza in audio
si ringrazia Paola Pegoraro Petri
si ringrazia il Gruppo Editoriale Minerva RaroVideo

 

"Questo è un film sulla classe operaia", affermava Elio Petri nel 1972. Le fabbriche erano piene, le produzioni a pieno ritmo ed il conflitto fra lavoratori e “padroni” costituiva l’avvio della presa di coscienza dell’alienazione della catena di montaggio ma anche dell’imprigionamento in cliché delle vite umane, ognuna incasellata ad incastro nella società borghese.

Claudio Longhi, come regista ma, soprattutto, come professore, sostenuto dalla scrittura di Paolo Di Paolo, ha il merito di sentire forte ed urgente l’esigenza di riavvolgere il nastro della nostra storia recente, per ricordarci gli errori già commessi, per provare ad evitare di reiterarli.

La coscienza di classe, ben delineata e compresa secondo i meccanismi produttivi e sociali dell’epoca, oggi si fa liquida, per ricordare il termine caro a Zygmunt Bauman. Gli operai, quasi del tutto sostituiti dai robot nelle fabbriche, li troviamo in giro per le città, in bici, a consegnarci nel minor tempo possibile, a cottimo, cose per lo più inutili.

Negli anni ’70 si replicava, “fast’n’furious”, lo stesso movimento per ore, oggi si pedala nello smog o si corre fra gli scaffali della logistica, in ogni caso si suda, ci si affanna, spesso ci si condanna, ma quando lo scopriamo è ormai tardi.

Con una narrazione brillante e coinvolgente, Longhi, sottolineando l’opera di Petri e Pirro, attraverso la parabola del personaggio di Lulù Massa, ci racconta il doloroso percorso di consapevolezza a cui giunse la classe operaia, al netto dei balocchi studenteschi, e l’inesorabile presa di coscienza dell’ inadeguatezza dei loro mezzi a tutela delle loro ragioni. Un percorso che si dipana lungo tutto lo Stivale, come evidenziato dal bel lavoro sui diversi dialetti regionali.

Lotta insufficiente perché parcellizzata, temporanea e strettamente legata ai fatali, umani egoismi. Care compagne e cari compagni, siam dalla creazione scompagnati, accontentiamoci delle scampagnate.

Un lavoro registico come sempre attento ed originale che mescola sapientemente informazione ed intrattenimento, ben condotto da un gruppo di attori bravissimi ed affiatati. Apprezzabili l’impianto scenografico, in costante mutazione, le canzoni popolari e la sottolineatura di Vivaldi.

Caro professore, ragazzi, è sempre un piacere.

 

Teatro Argentina - Largo di Torre Argentina 52, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06.684.000.346 (ufficio promozione) - 06.684.000.311 (biglietteria), mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietteria: telefono 06/684000311/314 (ore 10-14/15-19 lunedì riposo), vendita on-line www.vivaticket.it
Orario spettacoli: prima ore 21, martedì e venerdì ore 21, mercoledì e sabato ore 19, giovedì e domenica ore 17, lunedì riposo
Biglietti: poltrona 40€ (ridotto 32€), palchi I e II ordine 32€ (ridotto 27€), palchi III e IV ordine 25€ (ridotto 22€), loggione 12€. Le riduzioni sono riservate ai giovani fino a 35 anni e agli adulti oltre 65 anni
Durata spettacolo: 2 ore e 30' più intervallo

Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

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