La città di plastica - Teatro Due (Roma)

Scritto da  Lunedì, 26 Novembre 2012 

"La città di plastica" della giornalista Silvia Resta e di Francesco Zarzana (giornalista e autore teatrale), con la regia di Norma Martelli, interpretato da Claudia Campagnola, partecipa alla terza edizione della rassegna al femminile “Sguardi S-velati”, ideata da Ambra Postiglione e Annalisa Siciliano, in scena al Teatro Due. Uno sguardo veicolo della realtà. Alla base della rassegna l’idea di uno sguardo al femminile velato “dalle influenze storiche, antropologiche, sociali e psicologiche”. “La città di plastica” è uno spettacolo bellissimo, intimo e allo stesso tempo dirompente, esplosivo, disarmante. Arriva dentro la parte più intima dello spettatore come il proiettile sparato da una pistola; sorpassando i confini corporei, il cervello, i muscoli…

 

 

 

 

Rondini associazione culturale
in collaborazione con Compagnia della Luna e Progettarte presenta
LA CITTA’ DI PLASTICA
nel giardino dei sogni
di Silvia Resta e Francesco Zarzana
con Claudia Campagnola
scenografie Camilla Grappelli e Francesco Pellicano
suoni David Barittoni
regia Norma Martelli
poesia di Forough Farrokhzad letta da Antonella Civale

 

 

Tre storie, tre donne in un’unica attrice; tre donne simbolo o solo frammento di un popolo, di una condizione comune di un determinato Paese. Tre donne, tre nomi, tre racconti chiave per avere anche solo per un’ora la coscienza, la consapevolezza del mondo contemporaneo, dello stato dei diritti umani in questo periodo storico; di quanta lotta sia stata fatta nei secoli passati e quanta ancora ne rimanga da fare; di quanto allorchè solo ci si fermi per un istante a pensare, a lasciarsi trapassare dalle notizie non ufficiali, dalle storie umane, si senta dentro un grido vero, un grido di dolore; un rumore cieco e assordante che la donna conosce nel momento in cui dà al mondo un figlio; un dolore che raggiunge il centro della Terra; un dolore che in quel momento quando tutto si “squarta” viene cancellato dal pianto di un bimbo che viene alla luce; ma qui, nel mondo, nella storia, nella storia dell’umanità, dove per giochi legati al potere donne e bambine vengono uccise nel corpo e nell’anima, per quel dolore non c’è un appagamento; quel dolore sordo, esistenziale, che corrode come un acido le viscere conduce solo alla morte. Ad una morte veloce o lenta, ad una morte che non fa notizia, scomoda, che è meglio rimuovere. Una morte di cui per superficialità non ci si cura.
Uno spettacolo basato su un testo bellissimo che conduce l’essere umano su un territorio scomodo, quello in cui c’è l’Altro; quello in cui non si può più far finta di niente e spero, mi auguro, che chi come me era in sala abbia portato con sé le sensazioni, si sia posto delle domande, abbia nel proprio piccolo cercato di spostare e di integrare un nuovo punto di vista; un punto di vista che non riguarda solo l’Altro ma anche il diritto del singolo, di ogni singolo, di sapere, di conoscere, di potersi informare e scegliere e dire “io non ci sto”, “io non voglio far parte di questo ingranaggio”, “per quello che posso io dal sistema esco”.
Tre donne realmente esistite e intervistate, che dal Kenya, dall'Afghanistan e dall'Iran testimoniano diritti che le donne ancora non hanno, sono interpretate in modo “magico” da Claudia Campagnola. Non mi viene altra parola che “magico”, perché di magia si parla quando il palco si anima di suggestioni, quando i pochi oggetti in scena diventano mondi; quando le parole, le storie diventano la Storia; una storia che esce dall’attrice per diffondersi nello spazio e nel tempo; parole che penetrano nei corpi di chi è dall’altra parte; non dall’altra parte del palco ma dall’altra parte del Mondo. Claudia presta il suo corpo e la sua voce come una medium; non cerca l’effetto, non cerca il gradimento del pubblico; no…Claudia si dissolve e allo stesso tempo crea i confini affinché tutto accada; affinché Rose, Neda e Hanifa possano essere e parlare, essere e denunciare, essere e vivere.
Una regia invisibile, come invisibile è il mondo che appartiene all’animo umano; una regia per gli occhi, per le orecchie, per il cuore, ma non per la mente; non c’è da capire…c’è da sentire….e solo ascoltando veramente….ci si lascia penetrare per poi “andare”.
Lo spettacolo replicherà dal 18 al 23 dicembre al Teatro Ambra alla Garbatella e merita veramente di essere visto, sia per il valore artistico che per il valore sociale che in sé racchiude. E l’arte cos’è se non questo?

 

Teatro Due Roma teatro stabile d’essai - vicolo dei Due Macelli 37, 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6788259, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 18
Biglietti: € 12,00 - € 16,00

 

Teatro Ambra alla Garbatella - piazza Giovanni da Triora 15, 00154 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/81173900
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17

 

 

Articolo di: Laura Sales
Grazie a: Carla Romana Antolini, Ufficio stampa Binariodue Roma
Sul web: www.teatrodueroma.it

 

 

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