La Camminata Archemica - Teatro della Contraddizione (Milano)

Scritto da  Venerdì, 21 Novembre 2014 

Un modo creativo per accorciare le distanze, poiché forse è diventato necessario avvicinarci. Ma avvicinarsi tra chi? Dove? E soprattutto, in che modo? Il Teatro della Contraddizione di Milano il 18 novembre ha presentato La Camminata Archemica - “Deviazioni”, una passeggiata nel quartiere di Porta Romana dedicata ad un massimo di 30 partecipanti (progetto che riprenderà il prossimo maggio con il Festival ExPolis 2015). Ad avvicinarsi qui sono gli artisti, gli spettatori, gli abitanti, la città. Si avvicinano mentre camminano per la strada, tra i luoghi urbani di ogni giorno; mentre sostano davanti e dentro ai negozi, in metro, per le scale, all’interno di un appartamento sconosciuto, sotto un arco all’aperto. Percorrendo insieme gli spazi. Creando un’altra città solo attraverso un nuovo sguardo: in fondo è sufficiente quello per cambiare le cose.

 

Teatro della Contraddizione presenta
LA CAMMINATA ARCHEMICA
Una passeggiata nel quartiere di Porta Romana:
10 artisti per 30 spettatori

 

"La Camminata Archemica" di martedì 18 novembre ha visto coinvolti tanti artisti, tutti diversi. Ognuno porta in “scena - strada” la sua opera. I luoghi sono stati associati all’arte seguendo l’ottica che ognuno avrebbe dovuto essere un contenitore perfetto. Un continuo scartare, rimodellare, sempre nell’intento di far conoscere i posti che abitiamo ma che spesso ci dimentichiamo di osservare. Ciascun pezzo segue un processo a se stante: è camminando che nasce la relazione con le altre performance. C’è però un denominatore comune che unisce questi artisti e si trova nella consapevolezza di essere tutti dei marinai. E forse il loro nobile intento è proprio quello di insegnarci a remare tutti insieme.

Le tappe principali sono dieci. Alcune pare trovarle quasi per caso, mentre per scovare le altre occorre salire le scale! Il nostro viaggio inizia accompagnato dalle parole di Dante, tratte dal suo Inferno, e presentate a noi nei bei giardini di Montenero da Claudia Franceschetti. Da qui, non si smetterà più di accordarsi con la naturale essenza del movimento. Attraverso una porticina di Corso Lodi sbuchiamo su un’altra via per poi entrare dal parrucchiere Anadema di Salvatore Nocera che lava la testa di Nicoletta Bernardi, la quale però ha ben altro da fare: incantarci con la sua voce. Ci canta “Lascia che io pianga” e “Brecht sulla puttana”. Un primo momento dove l’arte si presenta alla quotidianità. Ma è quando si scende giù, nella stazione di Porta Romana, che i passanti si confondono realmente con gli attori; la vita metropolitana si mescola con lo spettacolo di se stessa grazie al monologo di Stefano Slocovich e all’improvvisazione di Giselda Ranieri e Elia Moretti. Eppure passeggiare non basta, bisogna anche giocare. Ecco che quindi si entra in un mondo quasi magico: un negozio di vestiti per bambini dall’insegna “L’elefante con le ghette”. Ora ad attenderci c’è Vincenzo Costantino Cinaski che con un fascino davvero singolare ci nutre di fiaba e parola. L’atmosfera è poi resa ancor più calda grazie alle note della chitarra di Flavio Pirini. Con in tasca un leggero stupore, arriviamo poi al circolo Arcibellezza per un tè caldo ed un pezzo tratto dallo spettacolo “Berlin, Berlin! Kabarett - Bordello: studio – Sperimentazione sul linguaggio” ad opera del Teatro della Contraddizione.

Ma c’è una dimora speciale che ancora ci attende, dalla quale arriva un odore di aglio e di peperoncino, mescolati alla musica “genere amore” di Letizia, una donna siciliana con la barba, interpretata da un meraviglioso Salvatore Nocera che riesce a far commuovere, divertire, e intenerire tutti. Adesso la fine del nostro colorato percorso può anche cominciare a giungere, e senza rischio di delusione, poiché prima di arrivare al teatro, sotto l’arco di Porta Romana, Paolo Pirini ci propone una popolare canzone milanese “Ma Mi”. Semplicemente: un dono. Tuttavia si sa che camminare sollecita l’appetito. Così il Teatro della Contraddizione è pronto a trasformarsi ancora, questa volta in ristorante. Il menù è delizioso: dagli antipasti al dolce (cantato) si ordinano parole. E a saziarci è Claudia Fabris, La cameriera di Poesia, che ci offre un momento di incredibile bellezza.

Ci viene insegnata la poesia dei sensi: il tatto, la vista, l’olfatto, l’udito, e il gusto. Tutti e cinque vengono ogni volta richiamati all’attenzione. Ma non bisognava solo camminare? Evidentemente no. Evidentemente c’è l’esigenza di fare altro. Un fare che può prendere infinite
forme...

Si tenta di “deviare" dall’indifferenza e di riportare alle cose un’identità e un volto, attraverso l’incontro con gli altri, e non solo. Per fare questo è sufficiente avere la volontà di incontrarsi, priva - almeno in parte - da ogni logica meramente produttivistica. Proprio come questa camminata che non bada solamente ad una proposta spettacolare (che comunque non viene trascurata) ma possiede l’intento primario di incontrare lo spettatore, coinvolgerlo, narrando poi, con semplicità, di quest’incontro. Viene quindi abbattuta l’unica barriera tra lo spettatore e l’artista: il palcoscenico. Forse è anche quest’ulteriore “deviazione” che fa di quest’esperienza tutta un’altra storia.

 

Teatro della Contraddizione - via Della Braida 6, 20122 Milano
(Il luogo di partenza è comunicato al momento della prenotazione; destinazione finale: Teatro della Contraddizione)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/5462155, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacolo: martedì 18 novembre ore 20,30
Biglietti: €10,00
Durata spettacolo: 2 ore e 30

Articolo di: Alessandra Quintavalla
Grazie a: Stefania Barina, Ufficio stampa Teatro della Contraddizione
Sul web: www.teatrodellacontraddizione.it

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