La bottega del caffè - Teatro Argentina (Roma)

Scritto da  Giovedì, 12 Novembre 2015 

Il piacere e il desiderio di tornare a parlare di Venezia e del suo Carnevale con un testo pensato in veneziano e mandato alle stampe in italiano, per un cambiamento di idea repentino dell’autore, portano a Roma e al Teatro Argentina “La bottega del caffè”, uno dei testi più fortunati del Goldoni, dal 10 al 15 novembre con la regia di Maurizio Scaparro, le musiche di Nicola Piovani, le scene e i costumi di Lorenzo Cutùli.

 

Produzione Fondazione Teatro della Toscana presenta
LA BOTTEGA DEL CAFFE’
di Carlo Goldoni
con Pino Micol, Vittorio Viviani, Manuele Morgese, Ruben Rigillo, Carla Ferraro, Maria Angela Robustelli, Ezio Budini, Giulia Rupi, Alessandro Scaretti
regia Maurizio Scaparro
musiche originali Nicola Piovani
eseguite dalla violinista Lisa Green
scene e costumi Lorenzo Cutùli
luci Maurizio Fabretti
adattamento drammaturigico Maurizio Scaparro e Ferdinando Ceriani
assistente alla regia Alice Guidi
movimenti coreografici Carla Ferraro

 

"La bottega del caffè", scritto nel 1750 dalla prestigiosa penna di Carlo Goldoni, fu rappresentato la prima volta a Mantova con gran successo e poi portato a Venezia ben dodici volte. Ispirato dalla tradizione della Commedia dell’Arte, il testo raccontava le peripezie del padrone della bottega, Brighella, e del suo servo Arlecchino, ma allorchè andò alle stampe in italiano i due personaggi furono sostituiti da quelli di Ridolfo e Trappola.

“Il buon nome di una bottega dipende dal buon nome del suo servitore. Bisogna aprire presto e servire tutti e chiunque. Caffèèèè….!” Una calle veneziana, o anche un borgo, la scena disegnata e realizzata magistralmente da Lorenzo Cutùli accoglie da un lato un tavolino antistante la locanda, ed accanto una bisca, quella di Pandolfo, spregiudicato proprietario strozzino. Sulla bottega affaccia il balconcino della ballerina Lisaura, corteggiata e mantenuta dal Conte Leandro. Apparentemente fedelissima a quest'ultimo, ben noto è però il “flusso e riflusso dalla porta di dietro” del suo appartamento, a detta del pettegolone, ospite fisso del tavolino del caffè, Don Marzio, gentiluomo napoletano, indiscreto seminatore di zizzania.

Il presunto Conte fa in realtà di nome Flaminio, vive di vincite di gioco, e si erge a scapolo, dietro lo pseudonimo di Leandro, per ingraziarsi appunto l’avvenente ballerina, ma ha per moglie Placida che in cerca del marito si aggira in scena vestita da pellegrina, anche lei procace e vagheggiata sia da Don Marzio (magistralmente impersonato da Pino Micol), che dal mercante di stoffe Eugenio.

Affascinato da ogni donna e vittima del gioco, il vero protagonista dello spettacolo è proprio costui, un giovane di buona famiglia, un po’ credulone, un po’ incosciente, ma soprattutto bonaccione, che gongola tra le due forze del destino: il bene nei panni del caffettiere Ridolfo e il male, simboleggiato dall' intrigante e tentatore Don Marzio. E' sposato con Vittoria, donna onesta, volitiva sì, ma piena di virtù.

Due i mattatori della scena: Ridolfo, come la sua bottega e il suo caffè, tiene le fila di tutti gli avvenimenti, miscelando buon senso e giudizio, mentre Don Marzio con le sue calunnie e la sua curiosità pettegola, e dicendosi uomo di cui fidarsi, sempre in piazza gestisce, ordina e coordina le gesta della vicenda, ma è decisamente meglio diffidarne. Spalla sia a questi nelle indiscrezioni, sia al padrone della bottega con le tazzine e il caffè, è il bravo ed abile garzone Trappola.

Tra bei costumi, curati, ben disegnati e ben realizzati, tutto si svolge in modo piacevole e nel rispetto della drammaturgia goldoniana fino al coro unanime di tutti i protagonisti “…spioneeee…” rivolto al personaggio ineccepibilmente interpretato da Pino Micol e al sincero applauso tributato alla professionale caratura delle eccellenze che caratterizzano questa produzione: Maurizio Scaparro, Nicola Piovani, Lorenzo Cutùli e Maurizio Fabretti.


Teatro Argentina - Largo di Torre Argentina 52, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/684000346, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Biglietteria: telefono 06/684000311 (ore 10-14/15-19 lunedì riposo), vendita on-line www.vivaticket.it
Orario spettacoli: prima ore 21, martedì e venerdì ore 21, mercoledì e sabato ore 19, giovedì e domenica ore 17, lunedì riposo
Durata: 2 ora e 15 minuti con intervallo

Articolo di: Massimo Tucci
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

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