La bi(G)sbetica domata - Spazio Tertulliano (Milano)

Scritto da  Francesco Mattana Sabato, 22 Marzo 2014 

È un peccato che il teatro non divida più come una volta: il pubblico, fino a non molto tempo fa, era capace di reazioni stizzite, di rancori sordi e malamente celati contro il regista che - ohilui! - aveva osato prendere in mano un classico della letteratura e rimaneggiarlo a suo piacimento, coi suoi mezzi e la sua sensibilità. E la rabbia degli spettatori “tradizionali” si riversava anche su lavori meno provocatori di La bi(g)sbetica domata, andato in scena al Tertulliano dal 5 al 16 marzo.

 

 

 

 

 

 

Produzione Teatro del Simposio
in coproduzione con Spazio Tertulliano presenta
LA BI(G)SBETICA DOMATA
da William Shakespeare
regia di Francesco Leschiera
elaborazione e riduzione drammaturgica di Ermelinda Çakalli, Antonello Antinolfi e Francesco Leschiera
con Marco Marzaioli (Petruccio), Ermelinda Çakalli (Caterina), Alessandro Macchi (Ortensio), Valentina Pescetto (Bianca), Luigi Maria Rausa (Lucenzio)
scene e costumi Ilaria Parente
scelte musicali ed elaborazioni sonore Antonello Antinolfi
luci Luna Mariotti

 

 

La colpa non è di chi scrive e dirige le pièces e nemmeno della gente che va a seguirle: semplicemente, ci siamo un po' tutti ammorbiditi; abbiamo riposto in un cassetto le emozioni vive, forti, pulsanti: non riusciamo più a esprimerle fino in fondo. Questa è l'unica, grande sconfitta de La bi(g)sbetica, che per il resto è uno spettacolo godibilissimo, zeppo di trovate brillanti che catturano. Però, finché la ricca borghese impellicciata, o l'integralista cattolico, non verranno in questo Spazio di zona Lodi a esprimere il proprio dissenso - fischiando e lanciando ortaggi di varia specie - purtroppo la sfida degli allestitori non sarà vinta del tutto.


Questa premessa, a mio avviso, è molto utile: conoscendo personalmente chi ha dato vita a questa rappresentazione - attori, regista, tecnici - so per certo che è gente che non si dà pace. Nel senso che, una volta raggiunto un buon risultato - e il risultato in questo caso è ottimo, non buono - amano rimettersi subito in gioco con nuove sfide.


Ma perché ci siamo ridotti in questo stato di “catalessi”, si domandano gli autori Antinolfi, Çakalli, Leschiera? La risposta che si danno è fin troppo ottimistica: la colpa, secondo loro, sarebbe della televisione. Sicuramente il Grande fratello ha le sue colpe - e sarebbe molto imprudente sottovalutarle - ma purtroppo il problema è molto più ampio: è il dominio della tecnica in generale sulle nostre vite il nemico più insidioso; viviamo sempre più in balia della fretta, della superficialità nei rapporti umani, degli amori vissuti senza convinzione. Ecco perché, mai come oggi, abbiamo bisogno di bisbetiche e di bisbetici indomabili, non facilmente sedabili; ecco perché è importante che esistano compagnie come il Teatro del Simposio, più di altri instancabili innovatori, propositori di sguardi altri - e mai banali - sul mondo.


Gli attori che hanno preso parte a questo esperimento, avendo intuito da vendere, hanno capito immediatamente dove volessero andare a parare gli autori del testo. Ermelinda Çakalli - anche autrice - svetta nel gruppo con la sua Caterina: personalmente non avevo ancora avuto modo di vederla in scena, spero ci siano molte altre occasioni per ammirarla sul palco mentre fa vibrare le corde della sua sensibilità. Tra i maschietti Alessandro Macchi convince: il suo Ortensio, sessualmente non del tutto identificabile, è agli antipodi rispetto alla virilità dello scrittore affermato di Una (disprezzata) sera d'autunno, a cui ha preso parte un po' di mesi fa. Ma la Palma d'oro del “sesso forte” (le virgolette, specie in questi tempi di spaesamento del maschio italico, partono da Bolzano e arrivano fino a Caltanissetta) va a Luigi Rausa: l'ho eletto migliore attore per l'anno 2013 perché apprezzo il suo talento, ma ora ci aggiungo pure un filino di invidia perché, sul finire dello spettacolo, scivola tra le braccia di Bianca/Valentina. La scenografa e costumista Ilaria Parente, dopo la sobrietà de La città degli specchi, dà libero sfogo alla sua fantasia creativa. Le luci di Luna Mariotti sono FONDAMENTALI, contribuiscono enormemente alla resa visionaria, evocativa.


Voto complessivo: 8


PS. Altamente sconsigliabile - lo dico per il futuro - l'angolo delle domande post-recita. Non appena il giovane liceale ha preso la parola - pensando oltretutto di suscitare scalpore, domandando se Shakespeare fosse misogino - a molti di noi è venuto in mente il Nanni Moretti di Io sono un autarchico: “No, il dibattito no...” .

 

 

Spazio Tertulliano - via Tertulliano 70, 20137 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/49472369, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: da mercoledì a venerdì ore 21, sabato ore 16.30 e ore 21, domenica ore 16.30
Biglietti: 16 € intero; 10 € over 60, under 26 e convenzioni; 7 € accademie



Articolo di: Francesco Mattana
Grazie a: Antonietta Magli, Ufficio stampa Spazio Tertulliano
Sul web: www.spaziotertulliano.it

 

 

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