La belva e la bestia - Teatro dell'Orologio (Roma)

Scritto da  Venerdì, 18 Aprile 2014 

Dal 15 al 27 aprile. In scena al Teatro dell'Orologio (Sala Gassmann) la surreale vicenda che vede protagonisti Bestia, un falegname povero che vive nel più totale degrado morale e materiale, e Chiara, una studentessa in medicina di buona famiglia. Ambientata in una tetra falegnameria in disuso, l'azione si svolge in un'ora circa di spettacolo, il cui testo - scritto da Massimo Corvo - avrebbe tutte le premesse per una storia avvincente e ricca di suspence, se solo i personaggi fossero stati delineati ed approfonditi meglio, soprattutto psicologicamente ma anche caratterialmente, e se la tensione emotiva non fosse scemata dopo i primi dieci minuti, per trasformarsi in un meccanismo piuttosto lento e poco coinvolgente.

 

 

 

 

 

 

Magma Space Lab presenta
LA BELVA E LA BESTIA
di Massimo Corvo in collaborazione con Daniele Esposito e Gabriele Galli
con Massimo Corvo e Annabella Calabrese
luci e fonica Emilio Caro
costumi Marika Argentini
scena Max Danni
aiuto regia Giulia Lusetti
regia Daniele Esposito

 


La disperazione che attanaglia l'essere umano può portare quest'ultimo a commettere azioni totalmente opposte al suo modo di essere? Può una situazione di urgenza e di necessità primaria abbattere qualsiasi valore morale e giustificare un comportamento scellerato ed abominevole? Sono i quesiti che immediatamente ci si pone dopo aver visto "La belva e la bestia", uno spettacolo teatrale che tenta di far luce sui complicati ed inaccessibili misteri della mente umana, sui suoi labirinti inespugnabili e infiniti, cercando di dimostrare che anche chi un tempo conduceva una vita irreprensibile, felice e ricca di soddisfazioni può - a causa delle dure prove cui la vita l'ha messo davanti - ricorrere a gesti eclatanti in negativo, adottando comportamenti che non gli appartengono ma che diventano quasi indispensabili per la sopravvivenza propria o dei propri cari.


La sceneggiatura, scritta da Massimo Corvo, non solo bravo attore teatrale ma uno dei più importanti e versatili doppiatori italiani - l'elenco degli attori hollywoodiani cui ha prestato la voce è pressochè infinito, ma è sufficiente citare Sylvester Stallone, Bruce Willis, Jean Reno, Al Pacino e George Clooney per comprendere che si tratta di uno dei doppiatori più richiesti in Italia, senza contare tutti i personaggi Disney a cui ha prestato la sua bellissima voce, tra cui Jafar (Aladin) e la Bestia (The Beauty and the Beast) - è ricca dunque di interessanti spunti per dare vita ad un thriller teatrale ricco di suspence e pathos, ma purtroppo questi elementi - apparsi appena appena all'inizio della narrazione - scivolano via quasi subito, cedendo il passo ad un ritmo piuttosto lento e poco coinvolgente per lo spettatore.


In un laboratorio di falegnameria scarno e buio, un uomo, Bestia, vive disperato e solo, affogato dalle sue difficoltà economiche e familiari. Un giorno, al parco poco distante, ha un malore e si fa aiutare e riaccompagnare al laboratorio da Chiara, una ricca studentessa in medicina, che in quel momento praticava jogging nello stesso parco. Approfittando di un attimo di distrazione della ragazza, Bestia la rapisce, legandola ed imbavagliandola, senza inizialmente dare alla malcapitata nè al pubblico alcuna motivazione del gesto....si tratterà di un tentativo di violenza o c'è dell'altro? Da questo momento in poi si susseguono situazioni paradossali, troppo surreali e discordanti per essere aderenti alle aspettative create nel pubblico nei primi minuti. Sia Bestia che Chiara risultano personaggi troppo superficiali, troppo "fuori contesto", troppo poco coinvolti essi stessi dal dramma che si sta consumando nelle loro vite. Piano piano la narrazione ci porta a capire qual è la storia personale di entrambi i personaggi, ma purtroppo è sempre tutto appena abbozzato, poco sviluppato, poco approfondito; alcuni dettagli importanti vengono appena accennati, lasciati cadere, proprio mentre lo spettatore vorrebbe "saperne di più". Chiara e Bestia arrivano a confrontare i drammi della loro vita, quasi a confidarsi, pur essendo e rimanendo su due differenti piani. Ma un vero carnefice non c'è, nè c'è una vera vittima, nè mai i ruoli si ribaltano.


Senza voler assolutamente rivelare le dinamiche di scena nè le vicende cui lo spettatore assisterà, visto che lo spettacolo sarà al Teatro dell'Orologio per un'altra settimana - dunque senza entrare nel dettaglio delle singole scene cui si assiste durante lo spettacolo, con i dubbi che ne derivano - purtroppo tutte le emozioni, che dovrebbero strabordare ed andare a colpire il pubblico come uno schiaffo in pieno viso, sono poche, perchè è dai personaggi stessi che traspare poco di tutto. Il colpo di scena vero, reale, forte, atteso per tutto il tempo non arriva, e dalla situazione vagamente altalenante, dal "momento clou" se ne esce in maniera inspiegabile e piuttosto sbrigativa, senza potersi godere quel "momento adrenalinico" che nei gialli teatrali vale tutto lo spettacolo.


L'epilogo appare altrettanto banale, anche nel caso in cui si voglia dare una diversa chiave interpretativa al racconto, sconnettendolo dalla realtà e dirottandolo sul sogno, sull'utopia o sull'immaginazione di un uomo disperato, che cioè avesse vissuto l'intera vicenda solo nella sua mente, come possibile immaginata risoluzione del suo dramma. Una maggiore definizione dei caratteri dei personaggi ed una tensione emotiva più alta e più netta - che si sarebbe potuta ottenere anche prolungando la durata della pièce teatrale e consentendo ai due pur bravi interpreti Massimo Corvo ed Annabella Calabrese di esprimere le loro emozioni diluendole su un tempo scenico più lungo, senza cioè doverle affrettare o accennare appena, perdendole - avrebbero reso giustizia ad un lavoro che meritava senza dubbio una narrazione, uno sviluppo ed una risoluzione finale più profondi ed incisivi.

 

Trailer dello spettacolo: https://www.youtube.com/watch?v=XKVSRXT8opc&feature=youtu.be

 


Teatro dell'Orologio - via dei Filippini, 17/a Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6875550
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.30, domenica ore 18.00

 


Articolo di: Stefania Ninetti
Grazie a: Ufficio stampa Alma Daddario e Nicoletta Chiorri
Sul web: www.teatrorologio.it

 

 

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