La Bella e la Bestia - Teatro Brancaccio (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 27 Ottobre 2010 
La Bella e la Bestia

Dal 22 ottobre. Dopo mesi di trionfale permanenza in scena al Teatro Nazionale di Milano, approda finalmente anche a Roma, in un Teatro Brancaccio per l’occasione completamente rinnovato e trasformatosi in avveniristico tempio del musical, il pirotecnico spettacolo musicale “La Bella e la Bestia”, tratto dalla divertente e romanticissima fiaba Disney. Due ore di pura e cristallina magia per immergersi in un universo parallelo variopinto, allegro ed incantato, accompagnati dalla candida Belle, dalla burbera Bestia e dagli irresistibili Lumiere, Din Don e Mrs Bric. Lo spettacolo musicale dell’anno, siete pronti a vedere con il cuore?

 

 

Stage Entertainment Itala, Joop Van Den Ende e Barbara Salabè presentano

LA BELLA E LA BESTIA

musica Alan Menken

liriche Howard Ashman e Tim Rice

testo Linda Woolverton

orchestrazioni Danny Troob

diretto a Broadway da Robert Jess Roth

traduzione e liriche italiane Franco Travaglio

con Arianna (Belle), Antonello Angiolillo (la Bestia), Andrea Croci (Gaston), Emiliano Geppetti (Lumiere), Maria Maddalena Adorni (Mrs. Bric), Simone Leonardi (Din Don), Roberto Giuffrida (Le Tont), Francesco Maria Cordella (Maurice), Alice Mistroni (Babette), Gabriella Zanchi (Madame De La Grand Bouche)

e con Gaia Bellunato, Valentina Beretta, Annafranca Caruso, Elisa Colummi, Valentina De Menech, Dario Faini, Gianmarco Gallo, Valentina Grigoletto, Alessio Impedovo, Marina Maniglio, Giacomo Marcheschi, Caterina Martinenghi, Serena Mastrosimone, Manuel Mercuri, Tania Polla, Marco Romano, Roberto Rossetti, Gianluca Sticotti, Renato Tognocchi, Elena Valli, Francesco Venezia, Gersi Azizi, Leonardo Ceraldi, Christian Cogotti, Andrea Collura, Gabriele Fiore, Nicola Fratarcangeli, Christian Roberto, Marco Zerbo

regia Glenn Casale

coreografie John MacInnis

luci Mike Baldassari

scene David Gallo

disegno fonico Gaston Briski

produttore esecutivo Jan Verveer

produttore associato Philip Ostheimer

coreografo associato Roberto Giuffrida

costumi Miguel Angel Huidor

supervisore costumi Caterina Botticelli

direttori di produzione Riccardo Ceconi e Nils Lunow

direttore musicale Andrea Calandrini

regista residente Fabrizio Angelini

regista associato Federico Bellone

acconciature e trucco Sjoerd Didden e Harold Mertens

casting Chiara Cattaneo

supervisore musicale Ratan Julian Jhaveri

 

La Bella e la BestiaProvate a vedere con il cuore. Questo il suggerimento che ci viene rivolto dalle centinaia di manifesti disseminati in tutta Roma, annunciando l’arrivo nella capitale di quello che è stato indiscutibilmente l’evento teatrale della scorsa stagione sbancando per ben otto mesi i botteghini milanesi. Era dunque assolutamente palpabile l’attesa per la prima rappresentazione romana, in un Teatro Brancaccio recentemente riaperto al pubblico dopo consistenti lavori di ristrutturazione, volti a trasformarlo radicalmente per renderlo adatto ad ospitare le più imponenti produzioni internazionali: non solo sono stati resi più moderni e confortevoli gli spazi riservati al pubblico (foyer e platea) ma il rinnovamento ha riguardato soprattutto la struttura tecnologica del palcoscenico che ora può vantare un sofisticato impianto di diffusione audio, tiri di scena computerizzati per gestire la complessa movimentazione degli elementi scenografici in appendimento come fondali e sipari ed un avveniristico sistema wireless di movimentazione automatizzata per la definizione dei vari ambienti con cambi a vista. Un apparato tecnico indispensabile per portare in scena un allestimento sontuoso, immaginifico e complesso come quello che caratterizza la produzione del musical disneyano “La Bella e la Bestia”, da oltre quindici anni tra i titoli rappresentati a Broadway e nel West End londinese con maggior successo grazie al perfetto connubio tra il romanticismo sognante delle musiche composte da Alan Menken, la poesia delle liriche di Howard Ashman e Tim Rice e gli scoppiettanti e spassosi dialoghi firmati da Linda Woolverton.

La Bella e la BestiaL’invasione, assolutamente pacifica, dei simpaticissimi personaggi della fiaba francese settecentesca scritta da Jeanne-Marie Leprince de Beaumont nelle strade della capitale era già iniziata un paio di settimane fa dapprima con una sfarzosa parata in carrozza per le vie e le piazze del centro cittadino e poi con un travolgente instant show alla Stazione Termini durante il quale ai viaggiatori pendolari era stato offerto un succulento ed allegro assaggio del musical con i principali interpreti in costume pronti a ballare e cantare uno dei temi portanti dello spettacolo. Naturale quindi che fosse cresciuta a dismisura la curiosità in attesa del debutto, serata che ha visto l’area antistante al Teatro Brancaccio trasformarsi, grazie ad uno sfavillante e sorprendente allestimento dall’atmosfera hollywoodiana, in un cuore pulsante (a rappresentare la via privilegiata consigliata allo spettatore per arrivare a comprendere più profondamente l’essenza stessa del musical) con tanto di red carpet ricoperto di petali di rose vermiglie, alberi addobbati con drappi anch’essi rigorosamente rossi e rischiarati da led luminosi, un impianto tecnologico audioluci e di ventilazione all’avanguardia e, ciliegina sulla torta, un pianista in smoking bianco pronto ad allietare l’arrivo degli spettatori suonando su di un pianoforte a coda le arie più vibranti e intense tratte dall’opera musicale.

Se queste erano le premesse, ci si poteva legittimamente aspettare una serata decisamente memorabile e le aspettative non sono state affatto deluse, visto che le due ore e mezza di rappresentazione hanno lasciato letteralmente di stucco ogni singolo spettatore in sala, dai bambini emozionatissimi e scalpitanti di fronte al tripudio di suoni e colori schierato dinanzi ai loro occhi estasiati sino ai loro genitori ritornati in un istante indietro nel tempo ai giorni gioiosi e spensierati dell’infanzia, come contagiati dalla magia immortale delle fiabe.

La Bella e la BestiaAllo schiudersi del sipario vediamo comparire l’immagine del tomo polveroso che custodisce la storia che ci verrà narrata: con un flashback a ritroso negli anni ci viene mostrata la notte lugubre e piovosa in cui un’anziana medicante bussò al portone del palazzo del principe e venne respinta in maniera sdegnosa per il suo aspetto malconcio e poco raccomandabile; la donna però subito dopo aveva svelato le sue reali sembianze, quelle di una splendida ed affascinante fata, e infuriata per essere stata respinta aveva lanciato un incantesimo tramutando il principe in un’orrida bestia e tutti i suoi servitori in oggetti inanimati come il candeliere Lumiere, la pendola Din Don o la teiera Mrs Bric con la sua adorabile tazzina Chicco. L’unica possibilità per infrangere questo terribile sortilegio sarebbe stata che il principe si innamorasse, ricambiato, di una fanciulla, prima che fosse scaduto il termine scandito dal lento ma inesorabile cadere dei petali di una magica rosa rossa. Ritornando al presente, ci troviamo catapultati nel paesino di campagna dove vive la graziosa e gentile Belle, tanto devota ed affettuosa nei confronti del bizzarro padre inventore Maurice quanto risoluta nel respingere le avances dell’arrogante bulletto di paese Gaston; per un’imprevedibile congiuntura del destino la volitiva ragazza si ritroverà rinchiusa nel castello della Bestia e, dopo i primi naturalissimi istanti di diffidenza, sarà accolta con incredibile gioia ed affetto dagli strampalati maggiordomi e cameriere del palazzo e comincerà anche a scovare un cuore generoso e romantico al di sotto del matto ispido e minaccioso del padrone di casa. Vien da sé che ben presto scoccherà la freccia dall’arco di Cupido e, nonostante i sordidi inganni tramati da Gaston furibondo per essere stato così aspramente respinto, l’amore trionferà, l’incantesimo sarà infranto facendo tornare il principe, Lumiere, Din Don e gli altri strampalati abitanti del castello alle loro sembianze umane originarie e verrà sancito il lieto fine dando inizio a un futuro di gioia e prosperità per tutta la corte.

Lo spettacolo, mentre in superficie trasmette la tipica gioia incontenibile delle fiabe della migliore tradizione Disney travolgendo lo spettatore con un tourbillon di musica, balletti e scenografie sgargianti, al contempo sottende una tematica ben più profonda e meritevole di riflessione: l’accettazione della diversità ed anzi l’arricchimento che può scaturire dall’avvicinarla con mente aperta e comprenderla, la necessità di andare oltre il culto ostentato dell’immagine e dell’esteriorità a cui la società moderna sembra volerci ostinatamente costringere. In quest’opera corale di magnificente sontuosità sarebbe davvero impossibile trovare un dettaglio fuori posto: tutto è stato studiato e curato fin nei minimi particolari nell’anno di preparazione che ha preceduto la messinscena, facendo ricorso a risorse produttive estremamente ingenti (sono stati investiti ben cinque milioni di euro). Come non elogiare i costumi di barocca estrosità e ricchezza (opera di Miguel Angel Huidor) o l’ineccepibile talento dell’orchestra dal vivo diretta da Andrea Calandrini che accompagna musicalmente la narrazione, come non farsi trascinare dal brio inarrestabile delle coreografie interpretate dal rutilante corpo di ballo di giovani danzatori esuberanti ed impetuosi (movimenti coreografici ideati da John MacInnis e curati per l’edizione italiana del musical da Roberto Giuffrida) e dai dialoghi scoppiettanti, dinamici ed esilaranti che coinvolgono i personaggi in scena in un continuo susseguirsi di sorprese, effetti speciali e cambiamenti di scenografia (addirittura uno ogni sette minuti!), il tutto perfettamente armonizzato dalla regia sicura ed incisiva di Glenn Casale (con la collaborazione di Fabrizio Angelini e Federico Bellone) che riesce a coniugare una millimetrica precisione nel coordinare l’incredibile varietà degli elementi spettacolari di questo musical con un affascinante gusto immaginifico e fiabesco d’altri tempi.

La Bella e la BestiaAd impreziosire ulteriormente lo spettacolo una compagnia di attori di primissimo livello, professionisti che si regalano al pubblico con incredibile generosità mostrando una perfetta sintonia di gruppo e al contempo lasciando alle singole personalità interpretative l’opportunità di emergere: Arianna Bergamaschi (in arte semplicemente Arianna), mettendo a frutto l’esperienza decennale di collaborazione con la Disney, trova nel ruolo di Belle una definitiva consacrazione e la possibilità di mettere in luce la sua sorprendente poliedricità che le consente di alternare canto, ballo e recitazione in modo sempre convincente ed appassionante; altrettanto pregevole anche l’interpretazione di Antonello Angiolillo (che a partire dall’edizione romana del musical sostituisce, senza farlo assolutamente rimpiangere, il precedente interprete Michael Altieri) che sa colorare di innumerevoli ed intense sfumature emotive la metamorfosi della Bestia da ruvido, aggressivo ed umbratile misantropo ad animo gentile, altruista ed innamorato. Se le performance dei protagonisti sono indubbiamente meritevoli di attenzione, ci sentiamo però di segnalare ed applaudire con ancora maggior vigore al talento di alcuni dei personaggi comprimari, che si distinguono per le loro doti vocali e per la brillantezza ed ironia che infondono nei loro personaggi: Emiliano Geppetti nel ruolo del maggiordomo-candelabro sciupafemmine Lumiere è semplicemente irresistibile dando vita a battibecchi eccezionalmente spassosi con l’altrettanto espressivo ed effervescente servitore-pendola brontolone Din Don a cui dà corpo, anima e lancette l’ottimo Simone Leonardi; strepitosa anche Maria Maddalena Adorni nei panni della teiera Mrs Bric, dallo spirito materno, protettivo ed accogliente, che intona con grande romanticismo e soavità il tema portante della colonna sonora del musical (brano di Celine Dion, intonato nella trasposizione cinematografica dalla mitica signora in giallo Angela Lansbury, doppiatrice della simpaticissima teiera), così come non possono suscitare stupore le strabilianti doti vocali di Gabriella Zanchi, soprano dalla rara intensità vocale, imprigionata nell’ingombrante armatura lignea della cassettiera di Madame De La Grand Bouche. Lasciateci però palesare senza eccessivi giri di parole che i momenti più strabordanti, divertenti e riusciti dello spettacolo sono a nostro avviso quelli che vedono protagonista Andrea Croci che con la sua dirompente simpatia, l’accattivante dote dell’ironia (e dell’autoironia) e soprattutto sfoderando una robusta e poderosa voce da baritono ha inesorabilmente conquistato ogni singolo spettatore in platea nonostante il ruolo da lui interpretato sia quello del rissoso, subdolo e strafottente antagonista Gaston.

Il musical rimarrà in scena al Teatro Brancaccio per numerosi mesi, vi suggeriamo però caldamente di non perdere giorni preziosi e di prenotare il prima possibile il vostro biglietto, lasciapassare per due ore di pura, semplice e indimenticabile magia in compagnia di quello che senza ombra di dubbio sarà lo spettacolo musicale più acclamato e di successo della stagione teatrale romana.

 

Teatro Brancaccio – via Merulana 244, 00185 Roma

Orario di apertura della biglietteria: dal lunedì al sabato dalle ore 11.00 alle ore 19.00, domenica dalle ore 11.00 alle ore 16.00

Per informazioni: telefono 06/98264500

Orario spettacoli: dal martedì alla domenica ore 20.30

(il sabato e la domenica anche doppio spettacolo alle ore 15.30)

Biglietti: dal martedì al giovedì Bella intero €72,00 - Lumiere intero €56,00 - Din Don intero €45,00 – Babette intero €35,00 – Maurice intero €29,00

dal venerdì alla domenica (spettacoli serali) Bella intero €83,00 - Lumiere intero €66,00 - Din Don intero €55,00 – Babette intero €44,00 – Maurice intero €39,00

sabato e domenica (spettacoli pomeridiani) Bella intero €83,00 (Bella bambini €42,00) - Lumiere intero €66,00 (Lumiere bambini €34,00) - Din Don intero €55,00 (Din Don bambini €28,00) – Babette intero €44,00 (Babette bambini €23,00) – Maurice intero €39,00 (Maurice bambini €20,00) (le tariffe bambini sono rivolte a spettatori sino ai 12 anni)

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Ufficio Stampa Goigest

Sul web: www.labellaelabestia.it

 

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