La ballata delle infelici spose - Teatro di Documenti (Roma)

Scritto da  Venerdì, 09 Dicembre 2016 

In occasione della “Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne”, istituita dall'Onu il 25 novembre, Stabilimenti Culturali propone un evento che, oltre a essere una rappresentazione teatrale, vuole essere anche un atto politico. “La ballata delle infelici spose” esplora l'abisso della sofferenza femminile ma non solo, perchè spesso vittime e carnefici abitano la stessa prigione interiore.

 

Produzione Stabilimenti Culturali presenta
LA BALLATA DELLE INFELICI SPOSE
di Elena Fanucci
regia di Sergio Basile
con Giulia Pera, Fiorella Magrin, Yuri Napoli, Elena Fanucci, Marco Marelli

 

Comincio dalla fine, poiché riflettendo sullo spettacolo appena visto mi sento confermato in una mia idea, un pallino, un chiodo fisso che non riesco a togliermi dalla mente: la poesia sta al teatro come la narrativa sta al cinema.

Se da un lato il romanzo e il racconto fungono da spazio in cui vengono ad inserirsi le azioni narrate in un campo visuale, proprio per la natura della forma stessa della narrazione, dall'altro la poesia che entra nell'anima come una spada nella roccia evoca un particolare stato emotivo, catarsi la chiamavano i Greci, che è proprio del capro espiatorio che eleva il proprio canto/lamento al dio della celebrazione dionisiaca: ovvero Teatro con la maiuscola.

E' in questo spazio tra narrazione ed evocazione, tra poesia e racconto, tra cronaca ed elegia che Sergio Basile contraddistingue dialetticamente i materiali poetici e letterari di Elena Fanucci: da un lato del lungo spazio del Teatro di Documenti la proiezione con voce fuori campo della struggente e coinvolgente poesia della Fanucci, dall'altro ecco accostarsi al leggio, dopo aver percorso il lungo salone quasi come in una pirandelliana sfilata dei sei personaggi sotto gli occhi del pubblico disposto ai lati della sala, vittime e carnefici nel racconto di fatti di violenza subiti dalle donne.

I brani lirici vengono così ad introdurre come un viatico dell'anima la cronaca purtroppo quotidiana delle violenze, ma è proprio attraverso questa forma di canto espiatorio che nei versi e attraverso essi si liberano le coscienze e si perviene ad una giusta predisposizione per collocare le umanissime sofferenze in un contesto più ampio, drammatico e non solo giornalistico e sociologico.

Grazie a questa soluzione viene allora esorcizzato il pericolo di una retorica abbastanza comune e non sempre utile a comprendere e a far maturare coscienze contro il tremendo fenomeno: è naturale, spontaneo che il pubblico sia tutto dalla parte delle vittime e che pianga e soffra con esse. Ma fin qui il gioco è facile e alla fine può risultare non dico inutile, ma certo meno efficace se oltre alla denuncia - una funzione cui per altro adempie ampiamente la cronaca dei quotidiani - si vuole combattere la violenza affrontandola là dove essa si manifesta: nella coscienza del carnefici. Ed è questo il tema di uno dei sei monologhi dello spettacolo in cui un marito pericolosamente violento descrive e cerca di capire egli stesso la natura della propria brutalità cercando di eliminarne le radici.

Sono poi solo donne a subire questa forma di violenza? Elena Fanucci racconta anche la storia di un marito di una vittima trucidata, giovane madre di famiglia, che respinge le avances di un ammiratore assassino. Anche i padri, i mariti e fratelli e in genere tutti i congiunti sono dunque capri espiatori, una lettura che trovo originale perché sposta l'attenzione e amplia le radici del problema. Un problema che si riallaccia a mio avviso ad una tematica forse ancora più generale, quella della violenza del più forte sul più debole, del bullismo, dell'odio per il migrante e per il diverso, il gay, l'oppositore politico di cui a mio avviso la violenza sulle donne rappresenta la punta di un iceberg oscuro e minaccioso, un pericolo per la convivenza civile.

 

Teatro di Documenti - via Nicola Zabaglia 42, 00153 Roma
Per informazioni e prenotazioni: tel. 06 5744034 - 328 8475891 mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: 25 e 26 novembre ore 20.45
Biglietti: 10 euro + tessera associativa 3 euro

Articolo di: Enrico Bernard
Sul web: www.teatrodidocumenti

Commenti   

 
#1 GrazieGuest 2016-12-09 11:19
Un grazie all'attenta analisi ed al commento.

Yuri Napoli
 
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