La baita degli spettri - Teatro L’Aura (Roma)

Scritto da  Sabato, 08 Aprile 2017 

Dal 29 marzo al 2 aprile è andato in scena al Teatro L' Aura “La Baita degli spettri”. Sul palco ad interpretare il testo di Claudio Gregori sono Katia Leardi, Elisa Nichelli, Simone Buffa, Giulio Pierotti, Paolo Russomanno e Alessandro Capone diretti da Valentina Maselli.

 

LA BAITA DEGLI SPETTRI
di Claudio Gregori
con Katia Leardi, Elisa Nichelli, Simone Buffa, Giulio Pierotti, Paolo Russomanno e Alessandro Capone
regia Valentina Maselli

 

Una tetra baita in un luogo sperduto. Una maledizione dal passato che incombe sulla magione. Un efferato delitto di massa lontano dal trovare definitiva risoluzione. Un'offerta di affitto irripetibile. Cinque amici armati di zaino in spalla e voglia di rilassarsi. Le premesse per un film horror ci sono tutte. Purtroppo però siamo sul palco del Teatro L'Aura, in zona Ostiense... dunque niente cineprese e effetti speciali. Cosa fare? Rimane da prendersi gioco degli stereotipi della cinematografia del terrore e dell'urlo, buttandoci in mezzo cinque cambi di tono e un colpo di scena finale.

A ciò devono prepararsi i temerari spettatori de “La baita degli spettri”, diretto da Valentina Maselli su testo di Claudio Gregori (Greg del celebre duo Lillo e Greg). Cinque amici molto diversi, che riprendono per l'occasione i nomi degli attori principali: Katia (Leardi), particolarmente ipersensibile alle storie di paura, Elisa (Nichelli) allergica all'alcool e ai litigi in comitiva, Simone (Buffa) dal passato non poco violento ma che sembra godere di un'immunità dovuta al suo ruolo da "persona da prendere poco sul serio", Alessandro (Capone) maniacalmente attratto dall'idea di convolare a focosa passione con Katia e Paolo (Russomanno) colui che già dalle prime battute riesce a scaldare l'ambiente e suscitare le risate del pubblico. A completare l'avventura anche Giulio Pierotti nei panni di un imbalsamatore tetro e scontroso, su cui sembrano ovviamente concentrarsi tutte le paure dei ragazzi.

Per chi non lo conoscesse, il testo si presta a una facile lettura e destrutturazione di tutti quelli che sono gli archetipi del teatro stesso (quarta parete, stile narrativo coerente) e della cinematografia (caratteristiche dell'assassino e delle vittime, cliché di luogo e atmosfera...) reinterpretando in chiave comica una situazione che spaventerebbe chiunque: rumori sinistri e strani bigliettini cominciano a fare la loro comparsa e a separare gli amici, creando imprevedibile scompiglio tra amicizie ormai consolidate da anni di fiducia. Due atti di humour e atmosfera, intervallati dalle cinque variazioni di tono per tranquillizzare coloro i quali sono rimasti affezionati alla televisione e ai cinepanettoni (leggasi: cinque battute dal lessico e dalla comprensione di livello primordiale).

Il cast riesce a mantenere alto il tasso di attenzione della sala e salvo qualche inconveniente (ben vengano quando riescono a creare tale genuinità e obbligano gli attori all'improvvisazione!) porta a casa il meritatissimo applauso, rimanendo credibile e fedele ai rispettivi personaggi durante tutto lo spettacolo. Su tutti spicca Simone Buffa, complice forse il suo ruolo largamente sopra le righe, senza però che la sua performance scada mai nell'artificiosa caricaturizzazione. Il gran finale e i contenuti extra non fanno altro che convalidare e impreziosire la serata e una rielaborazione di un testo che, anno dopo anno, sembra ottenere un sempre maggiore consenso tra il pubblico, continuando a costituire una stimolante sfida per compagnie amatoriali e professioniste.

 

Teatro L'Aura - Vicolo di Pietra Papa 64, Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 0683777148, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal mercoledì al sabato ore 21, domenica ore 18
Biglietti: intero 13.00 + 2.00 (tessera associativa), ridotto 10.00 + 2.00 (tessera associativa)

Articolo di: Gianluigi Cacciotti
Grazie a: Ufficio stampa Rocchina Ceglia
Sul web: www.teatrolaura.org

Commenti   

 
#1 mahGuest 2017-04-10 12:26
tra l'originale e questa versione amatoriale c'è una bella differenza. La rappresentazion e, stavolta, è troppo chiassosa e, a tratti, fastidiosa. Chi davvero coglie nel segno è il bravo Pierotti, per il resto mi è sembrato uno spettacolo frammentario e confusionario. Il protagonista, poi, è troppo distante da Lillo, nei modi e nell'atteggiame nto, per risultare credibile e simpatico. Così così
 
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