L'ultimo re di spade - Teatro Libero (Milano)

Scritto da  Sabato, 31 Gennaio 2015 

Chi ha frequentato o sta frequentando la Scuola Teatri Possibili di Milano ha potuto per il terzo anno presentare un proprio progetto-spettacolo da offrire agli spettatori del Teatro Libero. Nell'ambito di ‘Sogni Possibili Reloaded’, titolo della rassegna andata in scena dal 20 al 26 gennaio, sono stati in sette a mettersi in gioco.

 

Sogni Possibili Reloaded
la rassegna della Scuola Teatri Possibili, giunta alla terza edizione, presenta
L'ULTIMO RE DI SPADE
scritto e diretto da Alessandro Sgamma
assistente alla regia Cristina Caridi
con Eliana Bertazzoni, Lara Bossi, Laura Colombo, Massimiliano Muià, Mattia Placanica, Alessandro Sgamma, Stefano Vono
coreografia Anna Gigliarano
tecnico audio Marco Montrasio
si ringrazia Gian Michele Nastri

 

Ho scelto di concentrarmi su di un unico spettacolo, incuriosita dal titolo, "L’ultimo Re di Spade" di Alessandro Sgamma, sospettando che di sicuro anche gli altri fossero originali ed interessanti e che mi stavo perdendo l’opportunità di assistere a talenti fantastici, ma bisogna pur scegliere. Mi scuso quindi con gli altri e mi complimento però con la strategia di mettere in campo freschi creativi entusiasti all’idea di sperimentare il mondo dell’arte dal punto di vista di un palcoscenico. Sgamma sceglie di mettere in scena una storia che nasce dalle narrazioni di un suo amico che, per alcuni anni, è vissuto in una comunità di recupero, soffermandosi su come i tanti ragazzi avessero storie importanti e talvolta perfino divertenti da raccontare. Decide così di costruire lo spettacolo su ragazzi che vivono a stretto a contatto e che, all’interno di questa comunità, sono tenuti a preparare uno spettacolo come terapia di sostegno.

Divisi in due gruppi separati, maschi e femmine, sono tristi e demotivati, non raggiungono alcun risultato, fino a quando non arriva un nuovo ospite, Renato. Molto spavaldo, la sua caratteristica è di saper maneggiare assai bene le carte da gioco. Riesce così a guadagnarsi la stima sia dei compagni sia del direttore e osa produrre uno spettacolo unendo i due gruppi, cosa impensabile fino a poco prima. In scena ci sono sette personaggi: Mario, il responsabile della casetta dei maschi; Renato, il re di spade; Gianni, che ha problemi con l’alcool e un vissuto oscuro, si capisce che ha paura di perdere gli amici più cari e perciò si tiene alla larga da tutti, ma è essenzialmente un buono; quindi c’è Loredana che si occupa della casetta femminile e si trova lì per problemi di eroina, ma è molto allegra e simpatica; poi c’è Laura, pure lei molto chiusa e generosa, simile a Gianni, che si innamora di Renato; ed infine Sonia, timida, piccolina, introversa ma cordiale. Pure Sonia si è innamorata di Renato, ma quando scopre che anche Laura lo è, vorrebbe tirarsi indietro; sarà però Laura a farlo, dimostrandosi così la più altruista.

Infine c’è il direttore, un uomo sempre in scena che segue tutte le vicende dei ragazzi e li sorveglia perché vorrebbe che stessero tutti bene e al sicuro, teme che possano cadere in depressione. In realtà ha perso un figlio e vuole aiutare i giovani in difficoltà, segue le loro vicende ed è un buono, ma quando arriva Renato ha paura che il giovane li illuda di poter essere diversi facilmente. Il palco presenta fin dall’inizio le due camere separate da una stanza in mezzo che viene usata per le riunioni e per fare le prove, con un uso attento delle luci che mostrano le ragazze, i ragazzi e quanto accade al centro. La trama si complica quando Renato racconta la storia della sua vita confessando la verità sul motivo che lo ha spinto a entrare in comunità: suo fratello è morto e, per scoprire chi lo ha ucciso, sospettando il colpevole, Renato fugge il giorno prima dello spettacolo. Spettacolo che andrà ugualmente in scena proprio dedicandolo a Renato e contro la volontà del direttore. E’ la voce di Mario fuori campo, dopo il finale, a lasciare il dubbio sulla possibilità che Renato e Sonia, che si sono innamorati all’interno della comunità, abbiano portato avanti lo spettacolo fino al debutto.

Il pubblico ha gradito e si è talmente commosso che qualcuno ha perfino pianto con vere lacrime ed il regista e autore Alessandro Sgamma è rimasto visibilmente emozionato. E’ riuscito a evitare toni eccessivamente drammatici e a far divertire grazie a momenti comici tra i personaggi e piccoli frammenti di allegria, specialmente perché dopo che ognuno si presentava come il più duro dei duri, alla fine rivelava di essere buono come il pane. Efficace nel caricare di emotività la messa in scena, la colonna sonora basata su molti pezzi al pianoforte, brani tratti da film come Rocky o Stand by me, qualcosa di Ennio Morricone e diverse, piacevolissime canzoni degli anni ’80. Il risultato è che questo spettacolo dovrebbe essere riproposto, come probabilmente tutti quelli dei compagni di rassegna, perchè una sola sera a testa è decisamente troppo poco!


Teatro Libero - via Savona 10, Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/8323126, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal lunedì al sabato ore 21, domenica ore 16
Biglietti: intero € 10, allievi scuola Teatri Possibili con tessera associativa € 3, under 14 € 5

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Valentina Tessari, Organizzazione Teatri Possibili
Sul web: www.teatrolibero.it - www.teatripossibili.it

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