L'Orso di Anton Cechov - Cultura All'Angolo (Roma)

Scritto da  Lunedì, 28 Luglio 2014 

Uno dei maggiori drammaturghi della letteratura russa, Anton Cechov, scrive un divertente atto unico che vede come protagonista femminile una giovane vedova che s’è rinchiusa tra le mura della sua dimora portando con gravità il proprio lutto. Un ex sergente d’artiglieria giunge improvvisamente esigendo un credito nei confronti del marito defunto della giovane donna. Ne nascerà una diatriba accesa che ben presto si tramuterà in un’esplicita dichiarazione di guerra, sino a quando sull’astio e sull’intolleranza reciproca non prenderà inaspettatamente il sopravvento il sentimento d’un amore improvviso.

Associazione Culturale Murgiateatro presenta
L’ORSO
di Anton Cechov
costumi di Annalisa Milanese
con Rossana Bellizzi, Bruno Governale, Armando Puccio
regia di Clarizio Di Ciaula

 

Anton Cechov, il grande scrittore e drammaturgo russo, non si confà agli spettacoli all'aperto. Il teatro è il luogo più congeniale alle sue opere, anche se si tratta di scherzi, come nel caso de "L'Orso" portato in scena a Torre Spaccata nella terza edizione della bella rassegna "Cultura All'Angolo". Che siano commedie o drammi, dunque, i testi di Cechov necessitano dell'intimità di un palco teatrale per poter sprigionare quelle energie giuste necessarie alla magia della messa in scena. Lo spettacolo di Clarizio Di Ciaula perciò parte svantaggiato per questo motivo, ma in definitiva si difende piuttosto bene.

Con una scenografia semplice che ricrea dignitosamente la casa di Elena Ivanovna Popova, vedova inquieta che non riesce apparentemente a superare la morte del marito, e servendosi di qualche pezzo di musica classica, il regista riesce nell'impresa di portare su un palco all'aperto una casa piccolo borghese di fine Ottocento.

La prima parte dello spettacolo funziona così così. Gli attori che interpretano Elena (Rossana Bellizzi) e il servo (Armando Puccio) sembrano vagamente rigidi e accademici nell'interpretazione. La prima nei movimenti è eccessivamente statica e non si lascia abbastanza andare all'emotività del momento. Il secondo sembra abbia difficoltà a interagire con gli altri personaggi. L'impressione è che la regia sia assente e gli attori per questo motivo incontrino difficoltà nell' interpretare i rispettivi ruoli e nel comunicare tra loro.

All'atto dell'entrata in scena del burbero e focoso Smirnov, ex ufficiale di artiglieria interpretato da Bruno Governale, le cose inizialmente non cambiano. Governale sembra adeguarsi al registro dei suoi colleghi e alla mancanza di una regia più incisiva che agevoli il gioco di squadra. Ma poi succede il miracolo, lo Smirnov che vediamo in scena cambia, diventa più burbero, assume atteggiamenti più spacconi e grotteschi, la mimica di Governale si fa più espressiva, si ha a che fare con una macchietta irresistibile, da commedia dell'arte: in poche parole Governale entra così bene nel personaggio da risollevare tutta la seconda parte dello spettacolo.

Assistiamo a una specie di one man show, dove il bravissimo Bruno Governale incanta e diverte lo spettatore. A ruota lo seguono gli altri due attori, i quali a volte riescono a lasciarsi andare mentre in altri frangenti continuano a muoversi nell'incertezza di come dover interpretare il proprio personaggio. Lo Smirnov di Governale salva lo spettacolo. E' patetico, passionale, burbero, violento ma in fondo dal cuore tenero. La scena del duello tra i due innamorati è il punto clou dell'opera. Si ride dell'amore e di quanto le frecce di Cupido possano essere imprevedibili. Gli attori appaiono più uniti e questo viene avvertito anche dallo spettatore che diviene maggiormente partecipe.

L'Orso di Cechov è una commedia deliziosa. Un'opera certo non all'altezza dei drammi del tormentato autore russo (qualcuno potrebbe definirla minore). La versione di Clarizio Di Ciaula andrebbe rivista e non dovrebbe sorreggersi unicamente sulla bravura del suo protagonista, ma su di un lavoro di gruppo che purtroppo attualmente sembra mancare e che è necessario in uno spettacolo teatrale dove il lavoro non sia soltanto del singolo ma dell'insieme di singoli.

 

Cultura All’Angolo, Parco dei Romanisti - Viale dei Romanisti, Torre Spaccata
terza edizione della rassegna organizzata dalla Kipling Academy, con la direzione artistica di Stefano Caponi e Gino Auriuso
Per informazioni: telefono 338/2464287
Orario spettacolo: mercoledì 23 luglio, ore 21.00
Biglietti: ingresso libero

 

Articolo di: Giuseppe Sciarra
Grazie a: Maya Amenduni, Ufficio stampa Cultura All'Angolo
Sul web: www.assokipling.com

TOP