L’oro di Napoli - Teatro Manzoni (Milano)

Scritto da  Salvatore Longo Lunedì, 08 Marzo 2010 
l'oro di napoli

Dal 2 al 28 marzo. Impresa certamente non facile quella di Gianfelice Imparato e Armando Pugliese di portare in teatro alcuni racconti di Giuseppe Marotta, il grande scrittore napoletano che tra ironia e malinconia ha raccontato l’essenza di una città e di un popolo molto più efficacemente (e forse con maggiore profondità) di tanti saggi paludati.

 

 

Dal 2 al 28 marzo

Gianfelice Imparato e Luisa Ranieri in

L’ORO DI NAPOLI

dai racconti di Giuseppe Marotta

Adattamento teatrale di Armando Pugliese e Gianfelice Imparato

Musiche di scena di Nicola Piovani

Regia di Armando Pugliese

 

In tutta l’opera di Marotta, ma nei racconti in particolare, si respira lo spirito napoletano, quello vero, popolare dei quartieri ‘spagnoli’, che ha il suo simbolo nel “pernacchio, l’arma che lascia il segno più di uno schiaffo” protagonista di uno dei racconti più belli e di un’indimenticabile interpretazione di Edoardo.

Occorre subito precisare che Imparato e Pugliese sono riusciti nell’impresa di creare uno spettacolo vivace, quasi senza cadute di ritmo e soprattutto in cui Napoli, la sua gente e lo ‘spirito napoletano’ sono protagonisti, senza tradire Marotta, e sfuggendo agli stereotipi di tanto cinema e di tanta cronaca e alla tentazione di attualizzare, perché i problemi di Napoli sempre quelli sono, magari aggravati da minore umanità e rispetto.

La bella scenografia, integrata da un sapiente gioco di luci, trasferisce sul palcoscenico un quartiere con i suoi palazzi un pò decadenti in cui vivevano indifferentemente ricchi e poveri, nobili e popolani, e con abili e semplici giochi di quinte crea di volta in volta le ambientazioni dei diversi racconti.

Le singole storie si alternano integrandosi l’una con l’altra in un affresco unitario che è uno spaccato di vita napoletana con gioie e dolori, acquiescenza e ribellioni, speranze e delusioni, dominata però sempre da uno spirito di rassegnazione ben reso dai toni grigi e spenti che dominano la scena.

La regia di Pugliese (autore anche dell’adattamento teatrale insieme a Imparato) punta a un racconto corale da cui di volta in volta si staccano i protagonisti delle singole vicende, peraltro capitoli di quell’unico romanzo ora lieto ora triste che è la vita del quartiere.

Né può essere dimenticata la compagnia di cui vanno sottolineate la duttilità e la capacità di entrare rapidamente nella psicologia dei diversi personaggi, interpretati sempre in modo da evidenziarne il travaglio interiore e respingendo la tentazione della macchietta.

Gianfelice Imparato domina la scena interpretando Michele, Saverio ed Ersilio, sfaccettature diverse di come i ‘poveracci’ possano vivere o meglio sopravvivere a Napoli: acquiescenza verso il più forte e ‘arte di arrangiarsi’ in cui emerge tutta la fantasia di una saggezza antica.

Brava e convincente Luisa Ranieri nella parte della ex-prostituta, meno in quella della ‘pizzaiola’ in cui pare condizionata dall’illustre precedente.

Un bravo infine al regista per aver saputo conservare nella pièce il sottile pessimismo di Marotta espresso nella celebre definizione di Napoli come “città senza fortuna solo perché nessuno l’ha mai seminata”.

 

Teatro Manzoni – via Manzoni 42, 20121 Milano

Telefono 02/7636901

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Articolo di: Salvatore Longo

Grazie a: Ufficio Stampa Teatro Manzoni

Sul web: www.teatromanzoni.it

 

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