L’origine del mondo - Teatro Franco Parenti (Milano)

Scritto da  Mercoledì, 27 Febbraio 2013 

Dal 13 al 28 febbraio. Una monumentale opera composta da tre spettacoli in uno, legati da più fili conduttori: le figure femminili, il tormentato rapporto con il proprio io e le proprie attitudini, la depressione e la psicanalisi, il ritorno al contatto con la realtà.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'ORIGINE DEL MONDO, RITRATTO DI UN INTERNO
spettacolo in 3 quadri
scritto e diretto da Lucia Calamaro
con Daria Deflorian, Federica Santoro e Daniela Piperno
Produzione 369gradi / PAV
Premio Ubu 2012 - Nuovo testo italiano o ricerca drammaturgica a Lucia Calamaro
Premio Ubu 2012 - Miglior Attrice a Daria Deflorian
Premio Ubu 2012 ex aequo- Miglior Attrice non protagonista a Federica Santoro

 

 

Una scenografia asettica, un loft total white senza arredi che si sviluppa in una lunghezza anomala per un palco teatrale, atta a trasmettere una sensazione di claustrofobia fisica e mentale, quasi a disorientare lo spettatore e infondergli la sensazione di dispersione per empatia con la protagonista. Questo ambiente impersonale fa risaltare ancora maggiormente la verbosità dello spettacolo in scena: nonostante la ridondanza di parole, la recitazione non perde mai di ritmo e lo spettatore è talmente coinvolto empaticamente con il flusso di coscienza incessante della protagonista da non riuscire a staccare l’attenzione.
Unici oggetti presenti atto per atto sono degli elettrodomestici color pastello simbolo del contatto con una quotidianità rassicurante per la protagonista: nel primo atto "Donna melanconica al frigorifero", è presente in scena un frigorifero che costituisce l’unica fonte di luce sul palco. Daria non è più né affamata né nauseata dal cibo come dalla vita, si trova in una sorta di stato di rassegnazione, di presa di coscienza dell’ineluttabilità della sua apatia interiore. Nel secondo atto "Certe domeniche in pigiama" una lavatrice che Daria non riesce a far funzionare come dovrebbe, altra metafora e parallelismo con l’incapacità della protagonista a reagire e vivere. Infine nel terzo atto "Il silenzio dell'analista" un lavello, unico modo per Daria di attivarsi e in un certo senso provare a far ripartire la sua esistenza, ora che anche la figlia, come intuiamo dall’interazione tra i due personaggi, ha lasciato casa per vivere la sua vita.
A interagire in scena con la protagonista Daria Deflorian e riportarla bruscamente alla realtà, distogliendola dal suo brusio interiore, talvolta la figlia interpretata da Federica Santoro, talvolta l’impegnativa madre Daniela Piperno, e l’onnipresente analista. I co-protagonisti sono dei meta-personaggi, dei tramite per il ritorno di Daria alla realtà, confondono lo spettatore, Federica Santoro è talvolta figlia, talvolta analista e in alcuni casi ci è difficile anche comprendere se essi siano un’estensione dell’io della protagonista in una sorta di atteggiamento bipolare o veramente reali.
In ciascuno dei tre atti emerge prepotentemente l’immutabilità del quotidiano, l’ineluttabilità della propria condizione e un gran senso di solitudine e di incapacità di reazione. La patologia della depressione la fa da protagonista con tutto il processo di psicanalisi che l’accompagna; l’andamento dello spettacolo per intero non è mai pesante ma permane un senso di amara ironia capace anche di strappare sorrisi al pubblico in sala.
Uno spettacolo dunque complesso ma senza dubbio piacevole, in cui la durata notevole non inficia la facoltà di seguire e comprendere appieno la vicenda; la performance delle attrici in scena è superba e capace di creare empatia e immedesimazione; al termine si ha quasi la sensazione di essere parte della pièce, tale è il coinvolgimento capace di creare.

 

Teatro Franco Parenti (Sala 3) – via Pier Lombardo 14, 20135 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono biglietteria 02/59995206, orari biglietteria dal lunedì alla domenica ore 10-19
Orario spettacoli: da martedì a venerdì ore 19.30, sabato ore 18, domenica 17 febbraio ore 17, domenica 24 febbraio ore 18, giovedì 21 febbraio riposo
Biglietti: intero €22, over60/under25 €11, convenzioni* €17,50 (*Arci, Feltrinelli e Coop non valide nei giorni di venerdì e sabato; *TFPcard riduzione 30% dal lunedì alla domenica)
Durata: 3 ore


Articolo di: Carla Veccia
Grazie a: Francesco Malcangio, Ufficio stampa Teatro Franco Parenti
Sul web: www.teatrofrancoparenti.it

 

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