L’ispettore Drake e il delitto perfetto - Teatro Sala Umberto (Roma)

Scritto da  Sabato, 11 Marzo 2017 

Un omicidio a prova di errore il cui enigma viene svelato da una coppia di inadeguati e pittoreschi agenti: «L’ispettore Drake e il delitto perfetto» è una brillante commedia ricca di battute ad effetto arrivata martedì 7 marzo al debutto romano. A portala in scena sul palco del Teatro Sala Umberto è Sergio Assisi, assieme ad un cast preparato ed affiatato. Repliche fino al 19 marzo.

 

Quisquilie production presenta
L’ISPETTORE DRAKE E IL DELITTO PERFETTO
di David Tristram
adattamento di Sergio Assisi
con Sergio Assisi
e con Luigi Di Fiore, Francesco Procopio, Fabrizio Sabatucci e Beatrice Gattai
musiche originali di Louis Siciliano ALUEI - Edizioni Musicali GDM Music
coreografia Francesco Italiani
scene di Roberto Crea
disegno luci Francesco Adinolfi
costumi e grafica Mirjana Panowsky
regia Sergio Assisi

 

Metti insieme un omicidio compiuto senza sbavature, degli investigatori maldestri e perennemente fuori contesto, un plot narrativo che cambia prospettiva ogni momento ed il risultato è quello di produrre uno spettacolo divertente e molto originale. Ma la linfa vitale di un lavoro siffatto, reso vivo da una compagine attoriale brava ed affiatata, è fornita anche da una serie di altri fattori come una decisa mano registica o un continuo rimando di gag e velocissimi scambi di battute: tutti elementi che Sergio Assisi, in veste sia di interprete che di regista, è riuscito ad infondere al suo ultimo impegno teatrale, «L’ispettore Drake e il delitto perfetto» del drammaturgo inglese David Tristram, in scena alla Sala Umberto dal 7 al 19 marzo.

In quest’allestimento, ogni cosa è volutamente e opportunamente fuori sincrono, fuori posto, fuori misura: il telefono ha una dimensione esagerata, il ballatoio non conosce le regole della sicurezza, ad essere impagliato ed appeso al muro come trofeo di caccia è nientemeno che il deretano di un cinghiale. E poi c’è quel lampione collocato nel centro del salotto privo di una legittima funzione. Senza considerare le due figlie di nome Sabrina - una vera e una finta, o forse oppure no -¸ un padrone di casa e il suo sosia, l’ispettore e il suo doppio.

Tante le domande insolute: chi è il dottor Rupert Short, membro del prestigioso «club dei duecento»? E l’associazione in questione perché parla di quattro membri, se poi gli iscritti sono solamente tre? E come si colloca la figura del tassista Frank, che alla fine potrebbe pure essere un tassidermista? Il padrone di casa, presunto assassino, ha sposato un cinghiale? Il Papa è davvero nel bosco? Qual è il motivo per cui l’orso dovrebbe professarsi di fede cristiana? Non da ultimo, la ragione per cui l’ispettore ha un calzino verde ed uno rosso sotto un normalissimo completo, ha un suo fondamento? Domande prive di razionalità, a cui fanno seguito risposte altrettanto insensate perché il connotato principale di questa commedia è l’incongruenza, condita certamente da tanta comicità.

Tutto è bizzarro, grottesco, surreale e un tantino stravagante, ogni ricostruzione rasenta il paradosso. Ma per fortuna c’è l’imbranatissimo sergente Plod, assegnato alla scientifica ed affetto da qualche difficoltà lessicale, incapace com’è di pronunciare il nome di Scotland Yard, che con la sua ottusità scardinerà dei meccanismi logici e lineari offrendo il destro al celeberrimo ispettore Drake per risolvere il caso.

Molto accurata è la scenografia di Roberto Crea, che riproduce l’interno di un appartamento londinese, curato in ogni piccolo particolare, dal quadro allo scorcio di scale, dal salotto alla loggia esterna. I tempi sono serrati, il ritmo è davvero sostenuto, e il testo viene parzialmente condito con qualche elemento d’attualità e con alcune pillole di napoletanità. Elemento quest’ultimo che non guasta per la riuscita della pièce.

Sergio Assisi che, oltre a vestire i panni di Drake, è regista ed autore dell’adattamento, si muove bene sul palco ed è coadiuvato in questo dal bravissimo Luigi di Fiore e da uno spassoso Francesco Procopio. Ben disegnati risultano essere i personaggi di cui si fanno espressione Fabrizio Sabatucci e Beatrice Gattai.

 

Teatro Sala Umberto - via della Mercede 50, 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6794753, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì ore 21, mercoledì ore 17, giovedì e venerdì ore 21, sabato ore 17 e 21, domenica ore 17
Biglietti: da € 32 a € 23

Articolo di: Simona Rubeis
Grazie a: Silvia Signorelli e Monica Menna, Ufficio stampa Teatro Sala Umberto
Sul web: www.salaumberto.com

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