L’invisibile che c’è - Teatro della Cometa (Roma)

Scritto da  Domenica, 16 Marzo 2014 

Dall’11 al 30 marzo al Teatro della Cometa andrà in scena “L’invisibile che c’è”, commovente e al tempo stesso brillante commedia del giovane drammaturgo napoletano Antonio Grosso, già autore ed interprete di recenti successi teatrali come “Minchia Signor Tenente”, “Papà al cubo”, “Giggino passaguai” e “Vicini di Stalla”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I Magi srl presenta
L’INVISIBILE CHE C'E'
di Antonio Grosso
con Gennaro Cannavacciuolo, Enzo Casertano, Antonio Grosso, Antonello Pascale, Roberta Azzarone
scene Alessandra Ricci
luci Luigi Ascione
costumi Adelia Apostolico
regia Paolo Triestino

 

  

“L'invisibile che c'è” è una di quelle favole in cui un dolore sterminato grazie alla sensibilità e alla delicatezza della poesia assume sfumature più lievi, in cui anche di fronte alla perdita incomprensibile e inaccettabile di un figlio si può trovare uno spiraglio di luce in una forma di accettazione mistica unita ad una cristiana rassegnazione.


La pièce ha l'enorme merito di affrontare il tema della morte, in particolare l'imperscrutabile e cinica tragedia rappresentata dalla perdita di un figlio, attraverso una scrittura che concilia, con grande intelligenza drammaturgica, i colori scuri dell'inevitabile dramma con quelli più leggeri della commedia.


Ed è qui che l'autore, Antonio Grosso, si dimostra sorprendentemente all'altezza della difficoltà, evidenziando, nonostante la sua giovane età, una maturazione artistica che conferma di fatto che ci troviamo di fronte ad un autore contemporaneo che fa ben sperare per le sorti del teatro italiano.


Il coraggio di mettersi in gioco spingendosi in terreni scivolosi piuttosto che rifugiarsi in contesti già collaudati di facile lettura drammaturgica è indice di grande intelligenza artistica che va sicuramente a suo favore. Alle doti di scrittura però si aggiungono quelle interpretative; infatti anche in questo l'attore di origini campane, che nella commedia si riserva la parte del figlio, ha dimostrato una crescita di assoluto rilievo presentandosi come una delle migliori promesse dell'attuale panorama italiano.


Non una promessa ma uno straordinario ed affermato interprete si dimostra invece Gennaro Cannavacciuolo nel ruolo del padre, dando vita ad un personaggio tanto commovente quanto avvincente in una prova attoriale che tra una carezza all'anima ed un pugno al cuore, avvicina al teatro anche i più renitenti. Di lui parla la storia: cresciuto e formatosi con Eduardo De Filippo e continuando poi con Pupella Maggio, la sua carriera è costellata di successi di grande prestigio, che lo hanno visto confrontarsi con scelte artistiche sempre più impegnative, portandolo ad interpretare spettacoli che hanno fatto realmente la storia del teatro come Cabaret, Concha Bonita, le Notti di Cabiria, il Bacio della Donna Ragno, Carmela e Paolino, Questa sera Amleto, e tanti altri, divenendo nel tempo un attore sinonimo di talento, classe, eclettismo e fantasia insuperabili, uno degli ultimi eredi della grande scuola teatrale legata ad Eduardo.


Un ulteriore pregio della commedia è quello di riuscire a offrire spazio adeguato a tutti gli interpreti in scena; le commedie di Antonio Grosso sono sempre storie corali in cui l' "agorà", intesa come molteplicità di vite che si incrociano in un frenetico sovrapporsi di brulicanti diversità, rende bene l'idea della realtà con la quale ci confrontiamo quotidianamente; ed ecco che a Grosso e Cannavacciuolo si aggiungono i vicini di casa, interpretati magistralmente da Enzo Casertano e Antonello Pascale, che si ritagliano il ruolo di rottura brillante. Antonello Pascale nei panni del figlio del vicino di casa, tanto ingenuo ed impacciato quanto mosso da un affetto sincero e autentico, raggiunge il culmine in un esilarante assolo in cui sfidando le risorse di una fantasia inesauribile ostenta fantomatiche ed improbabili azioni coraggiose nella celata consapevolezza che nessuno mai lo crederà. I loro ruoli tuttavia non si esauriscono nella solo componente comica ma si valorizzano con altrettanti momenti di particolare impatto drammatico, che ne evidenziano in modo cristallino e indiscutibile la bravura indiscussa. Lo stesso plauso va rivolto alla ragazza del compianto figlio, interpretata da Roberta Azzarone, che riesce a disegnare un personaggio di estrema delicatezza e sensibilità animata da un amore tanto grande quanto puro.


Ovviamente non si può non sottolineare la regia di Paolo Triestino che è riuscito a far sì che tutte le componenti in gioco venissero miscelate fondendosi in un capolavoro di equilibrio. Non a caso parlavo di poesia, in quanto l'intera commedia ne è intrisa in tutte le sue componenti: dai suoni evocativi alle atmosfere oniriche sapientemente modellate da un disegno luci discreto quanto efficace, realizzato da Luigi Ascione, che accompagna e sottolinea i delicati snodi drammaturgici, cosi come si dimostrano di grande efficacia le magnifiche scene realizzate dalla sapiente mano di Alessandra Ricci, affermata scenografa di grandi spettacoli, che ha il grande merito, come quei giocatori che rendono facili anche le cose più difficili, di riuscire a tradurre in modo affascinante ed essenziale soluzioni scenografiche di estrema difficoltà, il tutto completato da una accurata e intelligente scelta dei costumi curata da Adelia Apostolico.


Poesia è un trenino che viaggia verso una meta sconosciuta, metafora di sogni infantili a cui il padre si aggrappa con un amore tanto disperato quanto incondizionato, dove un viaggio però non è mai di sola andata, perché anche ciò che può sembrare ineluttabile e irreparabile nasconde sempre un ritorno che ha come meta un luogo indeterminato senza tempo nè spazio permeato di quell'amore che dipingerà il cielo proprio come quei fuochi d'artificio alla festa della Madonna tanto ammirati dal figlio abbracciato al padre, nella consapevolezza che il paradiso è lì!! è proprio lì!! in quell'abbraccio ritrovato tra un padre ed un figlio che nessuno, questa volta, potrà separare!!

  


Teatro della Cometa - via del Teatro Marcello 4, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6784380
Orario prenotazioni e vendita biglietti: dal martedì al sabato, ore 10:00 -19:00 (lunedì riposo)
Orario degli spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, secondo giovedì di programmazione ore 17, sabato doppio spettacolo ore 17 e ore 21, domenica ore 17, lunedì riposo
Biglietti: interi platea € 25, galleria € 20, 2° galleria € 18; ridotti cral martedì, mercoledì, giovedì e pomeridiani feriali platea € 18, galleria € 16, 2° galleria € 14

 


Articolo di: Dino De Bernardis
Grazie a: Ufficio stampa Daniela Bendoni
Sul web: www.teatrodellacometa.it

 

 

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