L’ingegner Gadda va alla guerra - Teatro India (Roma)

Scritto da  Lunedì, 01 Giugno 2015 

Ritorna sul palcoscenico l'intenso e trascinante monologo di Fabrizio Gifuni “L’ingegner Gadda va alla guerra”, con la regia di Giuseppe Bertolucci, vincitore di ben due Premi UBU 2010, quello riconosciuto al migliore spettacolo e quello al migliore attore. Questo atteso ritorno in scena si inserisce all’interno della rassegna teatrale-cinematografica dedicata a Giuseppe Bertolucci, a quasi tre anni dalla scomparsa del regista, organizzata dall' Assessorato alla Cultura della Regione Lazio e da ATCL - Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio, in collaborazione con il Teatro di Roma.

 

Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti presenta
nell'ambito della rassegna "GIUSEPPE BERTOLUCCI - il suo cinema, il suo teatro, la sua televisione"
L’INGEGNER GADDA VA ALLA GUERRA
con Fabrizio Gifuni
da un’idea di Fabrizio Gifuni (da Carlo Emilio Gadda e William Shakespeare)
regia Giuseppe Bertolucci
disegno luci Cesare Accetta
direttore tecnico Hossein Taheri

 

Buio in sala. Il palco è vuoto, fatta eccezione per una umile sedia di legno. Un uomo entra in scena ed inizia semplicemente a parlare. La sua voce riempie velocemente le nostre orecchie ed i nostri cuori, ci calamita, ci strega; quella unica voce, riesce a sostenere da sola l’intero spettacolo, senza mai perdere ritmo, senza mai farci distrarre. Chi come me da anni gira i palchi di mezza capitale sa quanto quello che sto raccontando sia difficile: solo un attore istrionico e magnetico come Fabrizio Gifuni può farcela, con un’innata energia e forza, con una superba mimica e con uno studio attento, attentissimo, del personaggio, fino a perdersi completamente in quella nuova identità.

Fabrizio è lì, al centro del palco, e si muove con precisione e disinvoltura in un contesto verbale niente affatto semplice: quello che porta sul palco è un unicum, da lui immaginato e composto, che mette insieme “I diari di guerra e di prigionia”, racconto della partecipazione di Gadda alla guerra, “Eros e Priapo”, uno scritto gaddiano sulla psicopatologia erotica del ventennio fascista, e l’”Amleto” di Shakespeare. Ad unire tutto questo, la presenza fisica di Gifuni, la sua innata padronanza del palcoscenico ed una voce capace di attraversare i corpi degli spettatori e di amplificare il senso del testo.

Non esiste, di fatto, una vera e propria suddivisione tra i differenti testi recitati, ma un cambio di registro ed anche di dialetto, nella prima parte lombardo e nella seconda toscano antico; per chiarire la separazione, un breve a parte costituito da un brano dell’Amleto, che con Gadda condivide l’incapacità di vivere il proprio tempo e le domande, il continuo logorio del dubbio di fronte ad una verità impossibile da accettare.

Nella prima parte, l’ingegnere, attraverso la maestria di Gifuni, rievoca la tragica esperienza della prima guerra mondiale: prima l’arruolamento, nutrito dalla fervida passione e vocazione di interventista, poi l’addestramento e la vita della trincea, con un’analisi cruda e senza alibi degli orrori della guerra nella loro quotidianità; prima la disfatta di Caporetto, con la prigionia nei campi di concentramento ed il cupo ed opprimente martirio, poi il rientro a casa, quando Gadda verrà a conoscenza della morte del fratello, ammirato ed invidiato, alla vita che non potrà mai più tornare normale dopo quell’esperienza.

Nella seconda parte, invece, il registro cambia completamente, Gifuni diventerà esplosivo e irrequieto sul palco e racconterà il rapporto tra il regime fascista e le donne; l’ingordigia sessuale degli uomini politici al potere diventerà uno strumento di controllo, insieme ad una visione del mondo fallocentrica.

Il mattatore del teatro italiano merita tutti i lunghi applausi che pongono fine al suo spettacolo, le innumerevoli chiamate alla ribalta ed i tanti spettatori in piedi, in un Teatro India per questa sera sold out.

 

Teatro India - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) 1, 00146 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/684.000.346
Orario spettacoli: 22 maggio, ore 21.00
Durata: 1 ora e 15 minuti

Articolo di: Serena Lena
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

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