L’impresario delle Smirne - Teatro Elfo Puccini (Milano)

Scritto da  Raffaella Roversi Sabato, 16 Novembre 2013 

Dal 12 al 24 novembre. Roberto Valerio, dopo aver vestito i panni del “Marito Ideale” di Oscar Wilde nella passata stagione, torna di nuovo al Teatro Elfo Puccini di Milano, per deliziare il suo pubblico con un classico di Goldoni: "L’impresario delle Smirne". È teatro nel teatro, gioco di finzione nella finzione, vanità da prima donna. Uno spaccato del teatro di allora con le sue regole ancora attuali. La dolce chimera dell’illusione di fama, successo e denaro, agita gli animi dei protagonisti. E lo scaltro impresario delle Smirne, ne approfitterà...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Produzione Associazione Teatrale Pistoiese/Valzer srl presenta
L’IMPRESARIO DELLE SMIRNE
di Carlo Goldoni
adattamento e regia Roberto Valerio
con Valentina Sperlì, Roberto Valerio, Antonino Iuorio, Nicola Rignanese
e con Massimo Grigò, Federica Bern, Alessandro Federico, Chiara Degani, Peter Weyel

 


Ecco, entra in scena l’impresario delle Smirne (Roberto Valerio). Avanza lento, mellifluo, un po’ ripiegato in avanti, con passo tremolante e una lunga palandrana scura. Tutto in lui farebbe pensare ad un’ombra della vita, talmente vacillante da aver bisogno di un bastone. Lo usa anche per muoversi all’interno della locanda abitata da attori e attrici di secondo ordine, tutti sull’orlo del collasso economico ma incapaci di adattarsi alla misera realtà.


La scena si svolge su piani sfalsati. Su quello superiore, un gruppo di artisti colleghi comincia a favoleggiare sul segreto di cui ciascuno si sente erroneamente unico depositario, confidatogli personalmente dall’impresario: è arrivato un mercante dalle Smirne (cosi si chiamava la Turchia al tempo di Goldoni) e vuole mettere insieme una compagnia di attori, per una tournée nel fantastico e ricchissimo Oriente. Ogni attore si vede già come prima donna, convinto del proprio talento e della propria bravura, prontissimo a mietere successi e ricchezze in quelle favolistiche terre lontane.


Ma i piani si confondono e le geometrie si scompongono: gli attori sono capricciosi, svogliati, infedeli, invidiosi, più capaci quasi di recitare nella vita che sul palcoscenico parti che non appartengono loro. Eccoli a millantare denaro e successo che non hanno, a mostrarsi superiori ai loro colleghi. Mentre sul piano più basso, l’impresario, assiste divertito al febbrile vivere di questi “attoruncoli”, come un bimbo che gode sottilmente, vedendo uno coleottero rivoltato, agitare, in un moto perpetuo ed inutile, le sue zampette nell’aria.


L’illuminismo è passato di là e Goldoni gli rende ancora omaggio in questa pièce, dove la mente fredda, calcolatrice, capace di tenere a bada le passioni dell’impresario, vince sull’istintualità dei sentimenti degli attori, dominati da rivalità e distratti dalle loro piccole miserie. Da segnalare la figura quasi surreale del Turco, che si dondola su un’altalena sospesa tra cielo e terra, regalando attimi di grande ilarità.


Di nuovo Valerio propone al pubblico milanese un grande spettacolo che ha la misura del classico e la sua attualità. Non c’è bisogno di urlare, di stupire per far sorridere e riflettere.


E questo il regista e la sua compagnia lo sanno bene.

 

 

 

Teatro Elfo Puccini (sala Fassbinder) - corso Buenos Aires 33, 20124 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/00660606, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 16.30
Biglietti: intero € 30.50, ridotti € 27 e € 16 - martedì € 20


Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Veronica Pitea, Ufficio stampa Teatro Elfo Puccini
Sul web: www.elfo.org

 

 

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