L'importanza di chiamarsi Ernesto - Sala Umberto (Roma)

Scritto da  Sabato, 23 Febbraio 2019 

Lo studio che Ferdinando Bruni e Francesco Frongia stanno portando avanti ormai da tempo sulle opere di Oscar Wilde si arricchisce di un altro capitolo, senza ombra di dubbio il più importante di tutti: "L'importanza di chiamarsi Ernesto". In scena al Teatro Sala Umberto di Roma fino al 24 febbraio.

 

Teatro dell'Elfo presenta
L'IMPORTANZA DI CHIAMARSI ERNESTO
di Oscar Wilde
con Ida Marinelli, Elena Russo Arman, Giuseppe Lanino, Riccardo Buffonini, Luca Toracca, Cinzia Spanò, Camilla Violante Scheller, Nicola Stravalaci
luci Nando Frigerio
suono Giuseppe Marzoli
regia, scene e costumi Ferdinando Bruni e Francesco Frongia


Dopo "Salomé", "Il fantasma di Canterville" e "Atti osceni - I tre processi di Oscar Wilde", i due registi e la loro compagnia si sono cimentati, già da due anni fa, con l'opera più famosa del geniale commediografo dell'Inghilterra vittoriana: uno degli esempi più raffinati di commedia degli equivoci che siano mai stati scritti. Protagonisti sono i due amici John Worthing (Giuseppe Lanino) e Algernon Moncrieff (Riccardo Buffonini). Il primo, trovatello, impersona il suo finto fratello Ernest per poter liberamente allontanarsi dalla sua casa di campagna e gozzovigliare a Londra. In questi panni s'innamora di Miss Gwendolen Fairfax (Elena Russo Arman), che ricambia il sentimento, ma solo grazie al nome (falso) dell'uomo, così caldo e rispettabile com'è. Il secondo decide di fingersi anch'egli l'inesistente Ernest Worthing, per conoscere e circuire la giovane Miss Cecily Cardew (Camilla Violante Scheller), di cui l'amico John è tutore. E la sua sorte è la medesima: anche questa ragazza è disposta a sposarlo, ma solo perché si chiama Ernest (che in inglese si pronuncia come "earnest", ovvero onesto, sincero).

"L'importanza di chiamarsi Ernesto" è dunque un capolavoro di sarcastica denuncia ad una società in cui l'apparire conta ben più dell'essere: una definizione che si attaglia all'alta borghesia britannica dell'epoca tanto quanto all'era dei social network che viviamo oggi. "Questa 'commedia frivola per gente seria'", spiegano i due registi, "attraverso l’uso di un’ironia caustica e brillante, sveli la falsa coscienza di una società che mette il denaro e una rigidissima divisione in classi al centro della propria morale. Il rovesciamento paradossale del senso è l’espediente più usato dall’autore che ci appare così, a una prima lettura, come un precursore del teatro dell’assurdo, mentre in realtà è impegnato a 'smontare' con sorridente ferocia i luoghi comuni su cui si fonda ogni solida società borghese".

La messa in scena di Bruni e Frongia riporta bene il tono irriverente, leggero e ficcante allo stesso tempo, di Wilde che ha fatto da modello a tante sit com e serie televisive comedy anche nei nostri giorni: "Restituire questa allegra cattiveria richiede una mano registica leggera e complice", proseguono. "Il palcoscenico diventa così un foglio bianco su cui far risaltare i “colori” dei personaggi in un gioco che prende in prestito ai cartoon e all’immaginario pop la capacità di sintesi e di leggerezza e lascia campo libero ai funambolismi verbali, alle vertigini di una logica ribaltata che a volte sembra ispirarsi al mondo alla rovescia del nostro amato Lewis Carroll". L'unico rischio che corre questa versione, rappresentata sul palco della Sala Umberto, è di farsi prendere la mano dalla farsa, di calcare un po' troppo i toni cromatici pastello, di trasformare quella che rimane una commedia illuminata e illuminante in una sorta di parodia di se stessa.


Teatro Sala Umberto - Via della Mercede 50, 00187 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6794753, email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orari botteghino: lunedì chiuso, martedì-venerdì 11-19, sabato 12-19, domenica 12-18
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17
Biglietti: da 26 a 17 euro

Articolo di: Fabrizio Corgnati
Grazie a: Silvia Signorelli e Monica Menna, Ufficio stampa Teatro Sala Umberto
Sul web: www.salaumberto.com

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