L’estasi dell’anima - Teatro Argot (Roma)

Scritto da  Sabato, 06 Marzo 2010 
l'estasi dell'anima

Dal 23 febbraio al 7 marzo. Le due anime più inquiete, romantiche e tormentate della letteratura moderna, Madame Bovary ed il giovane Werther, rivivono nel pregiato esperimento teatrale ideato con fantasia, originalità e intensità dall’estro creativo di Sabrina Paravicini, autrice e raffinata interprete, accompagnata in scena da un appassionato Marco Rossetti. Un atto unico che travolge lo spettatore in un turbine di emozioni, alla scoperta della più profonda e primigenia essenza del sentimento d’amore.

Teatro Argot

23 febbraio – 7 marzo 2010

Ravic Film presenta

L’ESTASI DELL’ANIMA

Soggetto e sceneggiatura di Sabrina Paravicini

Con Sabrina Paravicini e Marco Rossetti

Regia di Rinaldo Felli

Musiche di Jonis Bascir

 

Raramente accade che uno spettacolo riesca a plasmare, nel breve lasso di tempo di un atto unico della durata di appena un’ora, un’atmosfera magica, avvolgente e densa di palpabile emozione. Questo ambizioso obiettivo può dirsi pienamente raggiunto dalla pièce “L’estasi dell’anima” – mai titolo fu più azzeccato – attualmente in scena nella cornice intima ed accogliente del romano Teatro Argot, piccolo e prezioso scrigno di pregiato teatro d’autore nel cuore di Trastevere.

Lo spettacolo nasce da un’intuizione suggestiva ed al contempo estremamente originale ed affascinante: perché non riportare in vita due dei protagonisti più amati e celebrati della letteratura europea sette-ottocentesca, l’Emma Bovary di Gustave Flaubert ed il giovane Werther di Johann Wolfgang Goethe, immaginando un loro improbabile incontro e la nascita di un’immediata sintonia fondata su un comune approccio all’esistenza, caratterizzato dal totalizzante valore attribuito al sentimento d’amore, al di là dei falsi moralismi, delle convenzioni borghesi e del controllo esercitato dalla razionalità? L’idea dell’autrice Sabrina Paravicini si rivela assolutamente vincente, dando origine a uno spettacolo godibile, intelligente ed appassionante, a palese testimonianza del fatto che la più pregiata arte teatrale frequentemente non transita per i palcoscenici più sfarzosi né necessita di strabilianti risorse produttive, ciò che conta sono le idee, la creatività e le potenzialità espressive di un testo teatrale.

L’incontro tra i due personaggi avviene in una villa di campagna dove entrambi attendono con fervida impazienza l’arrivo del proprio oggetto del desiderio. Emma Bovary, pur rendendosi conto che la sua impetuosa passione adultera è destinata a condurla alla rovina, non sa accontentarsi della mediocre serenità borghese che le potrebbe offrire il devoto marito e pertanto non riesce a rinunciare all’infatuazione per il suo amante. Sarà però quest’ultimo pronto a mettere in gioco la propria reputazione, decidendo di costruire il suo futuro assieme ad una donna definitivamente compromessa agli occhi della società? Il giovane Werther, sicuramente più acerbo e con un bagaglio di esperienze vissute decisamente meno cospicuo, è invece in preda al delirio amoroso per la graziosa ed attraente Lotte, un amore proibito e colpevole dal momento che la ragazza è sposata e non avrà il coraggio di abbandonarsi a questo sentimento sincero e profondo, preferendo la sicurezza e la stabilità di un matrimonio rassicurante.

Inutile dire che l’attesa notturna nella villa, peraltro resa ancora più cupa ed angosciante da una violenta tempesta che si abbatte impietosamente su questo casolare deserto, si rivelerà del tutto vana, scandita da un enorme ed incombente orologio proiettato sullo sfondo, col chiaro intento di sottolineare il rapido ed implacabile trascorrere del tempo. Un tempo dell’anima che sancirà la definitiva sconfitta dei due protagonisti, la loro nullità di fronte alla natura travolgente e totalizzante della passione amorosa. L’insofferenza decisa ed anticonformista verso le convenzioni sociali che limitano la libertà dell’individuo e la capacità di farsi travolgere dai sentimenti sono il comune denominatore di questi spiriti impetuosi ed affascinanti ed al contempo la loro condanna alla frustrazione e all’infelicità. Forse però uno spiraglio di speranza si aprirà inaspettatamente, offrendo un barlume di luce che riscalderà il cuore e l’anima di ogni singolo spettatore.

Una scenografia ridotta volutamente all’essenziale fa da cornice alle eccellenti interpretazioni dei due attori in scena. L’autrice dello spettacolo Sabrina Paravicini, conosciuta dalle platee televisive per aver interpretato nelle prime serie dell’amatissima fiction “Un medico in famiglia” il ruolo dell’infermiera Jessica, ha intrapreso un percorso artistico decisamente più impegnato e all’insegna della costante ricerca e sperimentazione, cimentandosi come attrice cinematografica e teatrale, regista e scrittrice di romanzi; in questa pièce, di cui è autrice e sceneggiatrice, Sabrina indossa con estrema classe, tempra, vigore espressivo e seducente trasporto emotivo i panni di Emma Bovary, donando veramente una seconda giovinezza a questa eroina del realismo francese. Altrettanto appassionata, tecnicamente ineccepibile, intrisa di sanguigna emozione e palpabile romanticismo è anche l’interpretazione di Marco Rossetti che, nonostante la giovane età, vanta già un ricco bagaglio di esperienze teatrali e televisive e conferma un talento assolutamente promettente plasmando con naturalezza e forza un Werther moderno e trascinante.

Ad impreziosire la rappresentazione le suggestive musiche originali composte da Jonis Bascir e i sontuosi costumi d’epoca indossati dagli attori, unica concessione visiva offerta da uno spettacolo che fa del coinvolgimento emotivo e della valorizzazione della semplicità e purezza del sentimento d’amore i propri punti di forza, scrollandosi di dosso manierismi ed inutili orpelli. Un plauso anche alla regia di Rinaldo Felli che ci guida con sicurezza, intraprendenza e convinzione in questo avventuroso e modernissimo viaggio nel mondo del Romanticismo.

Un appuntamento imperdibile per coloro che hanno lasciato un frammento di cuore tra le pagine di questi intramontabili romanzi, per gli spiriti romantici che ancora credono nell’intensità inarrestabile della passione, per gli amanti del teatro d’autore, per tutti coloro che desiderano trascorrere una serata che lascerà un piccolo, delicato e dolcissimo segno nella loro anima.

 

Teatro Argot – via Natale del Grande 27, 00153 Roma (Trastevere)

Telefono-fax 06/5898111

Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21,00 – domenica e festivi ore 18,45

Biglietti: € 12,00 intero + 2 € di tessera, € 10,00 ridotto + 2 € di tessera

 

Articolo di: Andrea Cova

Grazie a: Ufficio Stampa Maya Amenduni

Sul web: www.argot.itwww.sabrinaparavicini.it

 

TOP