L’Esposizione Universale - Teatro India (Roma)

Scritto da  Mercoledì, 17 Giugno 2015 

Dal 9 al 14 giugno al Teatro India è andato in scena un pezzo di Storia del nostro Paese, "L’Esposizione Universale" di Luigi Squarzina per la regia di Piero Maccarinelli, una produzione del Teatro di Roma. Potente affresco ambientato nel 1946 fra gli scheletri degli edifici rimasti incompiuti nello spazio dell’Esposizione Universale Romana, più nota come EUR42, che nelle intenzioni del regime avrebbe dovuto celebrare anche il ventennale della marcia su Roma.

 

L'ESPOSIZIONE UNIVERSALE
di Luigi Squarzina
regia e impianto scenico Piero Maccarinelli
con Stefano Santospago, Luigi Diberti
e con Antonietta Bello, Sara Pallini e Alice Spisa
e gli interpreti del Corso di Perfezionamento per Attori della Scuola del Teatro Roma, allievi diplomati dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” e del Centro Sperimentale di Cinematografia
Roberto Caccioppoli, Maria Teresa Campus, Barbara Chichiarelli, Paride Cicirello, Giulio Maria Corso, Vincenzo D’Amato, Gregorio De Paola, Carmine Fabbricatore, Michele Lisi, Pietro Masotti, Alessandro Meringolo, Stefano Scialanga, Nicola Sorrenti, Jacopo Uccella
costumista Gianluca Sbicca - musiche Antonio Di Pofi - movimenti scenici Francesco Manetti
immagini Istituto Luce scelte da Roland Sejko - montaggio Luca Onorati - assistente alla regia Ulduz Ashraf Gandomi
Produzione Teatro di Roma
in partnership con Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”,
Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, Style Food/Cristal Catering e Open City Roma,
in collaborazione con Istituto Luce, Fondazione Istituto Gramsci, EUR SpA e Zètema Progetto Cultura

 

Se la drammaturgia è descrivere o commentare, riflettere la cultura, la realtà umana e sociale del proprio tempo, conservare la memoria e intuire la possibilità che gli accadimenti, quando rimossi dalla memoria, si ripresentino, l’opera di Luigi Squarzina “L’Esposizione Universale”, scritta nell’immediato dopoguerra e ambientata nel 1946, negli spazi dell'Eur 42, è drammaturgia pura e di ampio valore.

Il soggetto riflette la condizione umana di un gruppo di sfollati che occupa gli spazi dell’Esposizione; il loro quotidiano sforzo per ricominciare dopo il periodo bellico, fra amori e storie di famiglia, si intreccia con gli interessi più speculativi di affaristi senza scrupoli che han ben capito quale potrà essere lo sviluppo economico di quell’area nel periodo della ricostruzione.

Del resto già nel 1949 una giuria presieduta da Eduardo De Filippo e costituita da Visconti, Stoppa, Costa e Pandolfi attribuì al testo il Premio Gramsci, riconoscendogli un'alta valenza di Teatro Documento con ispirazioni neorealiste, in quanto esempio di Teatro civile che indaga quella crisi che, tra il 1940 e il 1945, a causa della guerra e della lotta antifascista, sconvolse fino alle radici e cambiò il volto dell'intera società italiana.

Letti arrangiati, pasti aleatori, sorti condivise, passioni di convenienza, amori di sfortuna, vite provvisorie. L'intelligente scenografia accoglie gli ultimi, esistenze di troppo, ai margini, ostacolo per lo sviluppo se non semplici, noiosi scarti di umanità, resti di una manipolazione di materia utile all'inarrestabile e remunerativa macchina del progresso. Eppure, quanta umanità in quell'ostentata invisibilità. Sentimenti liberi... laddove non c'è nulla da perdere, c'è tutto da guadagnare.

Piero Maccarinelli restituisce, in modo brillante e coinvolgente, sulla scena del Teatro India, lo spirito dell'opera di Luigi Squarzina, quel libero incontro di individualità ben distinte all'interno di un clima storico comune, dotato di una carica di entusiasmo e di sollecitazione fantastica. Tutti gli interpreti restituiscono verità, passione, umanità, un insieme di voci, in gran parte periferiche, una molteplice scoperta delle diverse Italie, anche, o specialmente, delle realtà del nostro Paese fino ad allora relegate in un comodo sottobosco. Ci si sente immersi fra di loro, attoniti. Si respira un senso di comunità necessario, allora per vivere, ora per riscoprirci umani.

L'interesse guasta l'animo, lo corrompe, lo squalifica e lo rende impermeabile allo specchio del prossimo, finché, quel prossimo non saremo noi. In un pianeta logorato da una forsennata rincorsa verso il costante, dissennato incremento del Prodotto Interno Lordo, verso un avventato, quando non criminale, sistematico sfruttamento delle risorse naturali, trovarci a fianco dei personaggi di Squarzina ci ricorda che è solo per un puro caso se non siamo loro, se siamo nati in contesti geografici e temporali favorevoli. Quando ci troveremo a lamentarci della nostra vita, guardiamoci intorno, restituiamo onore alla nostra sorte e lasciamo ch'essa respiri.

 

Teatro India - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) 1, 00146 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/684.000.346
Orario spettacoli: dal 9 al 14 giugno ore 21, domenica ore 19
Durata: 2 ore e 15 minuti

Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

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