L’Avversario - Teatro Elfo Puccini (Milano)

Scritto da  Lunedì, 23 Aprile 2018 

Dal 18 al 29 aprile, al Teatro Elfo Puccini di Milano, Invisibile Kollettivo propone “L'Avversario”, una lettura scenica fedelissima all'omonimo testo di Emmanuel Carrère. Il romanzo racconta una storia di solitudine, vuoto, menzogna, assenza. É una storia realmente accaduta che l'autore narra dopo essere entrato in relazione col protagonista e aver partecipato ai processi che lo hanno visto condannato per pluriomicidio.

 

Produzione Teatro dell’Elfo presenta
L’AVVERSARIO
di Emmanuel Carrère
traduzione di Eliana Vicari Fabris (Adelphi Edizioni)
lettura scenica di Invisibile Kollettivo: Nicola Bortolotti, Lorenzo Fontana, Alessandro Mor, Franca Penone, Elena Russo Arman
e per la prima volta sulla scena Niki
contributi in francese Georges Epinette
luci Roberta Faiolo
suono Giuseppe Marzoli
si ringrazia Adelphi edizioni

 

Satana, in ebraico, è l’avversario; in greco è tradotto col neologismo diabolos, cioè diavolo, colui che si mette di traverso. C'è infatti qualcosa di satanico, di diabolico, di dannato nella storia che Invisibile Kollettivo ci racconta sul palco del Teatro Elfo Puccini di Milano, con ironia, movimento e coralità.

É quella di Jean-Claude Romand, un sedicente medico, ricercatore a Ginevra, che racconta di frequentare ministri e scienziati di fama mondiale. Il 9 gennaio 1993 a Prévessin-Moëns, nella Francia orientale, uccide la moglie fracassandole il cranio a colpi di mattarello e i due figli a colpi di arma da fuoco; poco dopo si reca dai suoi genitori, mangia con loro e poi li uccide. Rientrato a casa sua, tenta di suicidarsi dando fuoco all'abitazione dove già giacciono i cadaveri di moglie e figli. Ma i pompieri lo salvano.

Quello che poi si scopre poco dopo è che Jean-Claude Romand non è affatto medico, non fa il ricercatore all'Oms, vive di soldi altrui in un vuoto totale.

Studente in medicina, nel 1975 per una crisi depressiva non si presenta all’ultimo esame del secondo anno. Non è più in grado di superare l'esame e quindi è impossibilitato a continuare l'università. Racconta però a famigliari e amici (pochi) di continuare l'università e, qualche anno più tardi, di aver preso una laurea e di essere stato assunto all’Organizzazione Mondiale della Sanità come ricercatore. Nel frattempo nella vita reale si sposa e ha due figli. Tiene vita professionale (narrata) e privata (reale) talmente separate che la moglie a volte pensa sia una spia. Racconta di andare in ufficio, ma passa intere giornate nei boschi, in biblioteche lontane, in parcheggi desolati per non farsi vedere.

Una vita a scomparire, senza testimoni. Come si era abituato a sparire quando era piccolo, per non far alterare una madre depressa e un padre autoritario. Abituato a diventare invisibile, ha poi il bisogno di farsi vedere, ma in grande. É qui che nasce un' idea malata, che sconfina nel mito, in un'idea di grandezza.

Parla di frequentazioni importanti, di studi sul cancro, dell'ambiente internazionale. Convince parenti e amici a farsi consegnare soldi da investire in Svizzera. Sono quasi 2 milioni di franchi, che servono alla sua vita d'immagine. Ha anche un'amante che più di una volta lo lascia.

Nella restituzione teatrale, come nel libro, il giudizio è assente. Invisibile Kollettivo cerca piuttosto di capire e far capire questa vita di solitudine, vuoto, assenza, costruita su una menzogna continua, nata da una piccola bugia. Gli attori svelano lentamente, tra movimento, ironia, coralità, ma anche vuoto e silenzio, il dramma del grande vuoto di Romand. E il pubblico è investito da stupore, smarrimento e una grande pietà.

Il 20 aprile, al termine dello spettacolo, si è tenuta la conversazione “Il doppio volto della menzogna”, con la compagnia e la dottoressa Maria Puliatti, psicologa esperta di psicotraumatologia e psicologia giuridica; il 26 aprile, al termine dello spettacolo “Emmanuel Carrère: dall’Avversario a Limonov”, conversazione con Ena Marchi, editor di Adelphi, e con gli attori della compagnia, in occasione della quale Elio De Capitani leggerà brani da Limonov.


Teatro Elfo Puccini (Sala Fassbinder) - Corso Buenos Aires 33, 20124 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/00660606, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 16.30
Biglietti: intero € 32.50, ridotto giovani e anziani € 17, martedì € 21.50

Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Veronica Pitea, Ufficio stampa Teatro Elfo Puccini
Sul web: www.elfo.org

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