L’assassinio del novizio - Ristorante Le Cappellette (Roma)

Scritto da  Domenica, 27 Novembre 2011 
L'assassinio del novizio

Primavera 1600. Nel monastero di San Rocco, sull’appennino tosco-emiliano, la vita di frati e monache sembra scorrere tranquilla, scandita dalle preghiere. Finché una sera, dopo cena, lo scranno di frate Innocenzo resta vuoto. Fra Ticello lo trova nella sua stanza, impiccato con una corda alle inferriate della finestra. Il giallo cala sul monastero. Il Priore e la Badessa, amanti delle scienze, esaminano la salma. E faranno un’inquietante scoperta…

 

 

L’associazione di rianimazione culturale Eccofatto presenta

L’ASSASSINIO DEL NOVIZIO

di Giorgio Molinari

con Massimo Lerose, Irene Chinappi

 

Un gioco-spettacolo che si articola nel corso di una serata (cene, aperitivi, feste o week-end criminali) dove gli ospiti sono chiamati ad indagare su un omicidio, risolvere il giallo e a smascherare il colpevole, attenendosi ad un regolamento serio e dettagliato: ogni tavolo costituisce una squadra; non sono ammesse squadre da una o due persone, queste saranno accorpate per raggiungere un minimo di quattro. Un omicidio, qualche indizio, strani sospettati e un mistero da svelare.

Il gioco è coinvolgente, sviluppa l’intuito, la creatività, crea gruppo affiatati e assicura il divertimento.  È consentito, qualora in un unico tavolo siedano molte persone, dividersi in più squadre. In tal caso è necessario comunicarlo al più presto prima dell’inizio del gioco. È altresì consentito unire più tavoli in una stessa squadra, sebbene sia consigliabile non superare le otto persone. Ogni squadra elegge un portavoce che potrà interagire a nome di tutti i componenti con gli investigatori ed eventuali personaggi del gioco. Ogni squadra ha a disposizione alcune domande per ogni personaggio che potranno essere poste al momento indicato nel corso del gioco. Al termine delle indagini ogni squadra sarà chiamata a formulare un’accusa scritta in cui dovranno essere specificati: A. L’Assassino; B. Il movente; C. L’arma del delitto; D. Una breve spiegazione di come si sono svolti i fatti.

Sarà proclamata vincitrice la squadra che risolverà il caso o che si avvicinerà di più alla soluzione. Il verdetto del commissario è insindacabile.

Un modo molto interessante per permettere al teatro di uscire dal luogo deputato e avvicinarsi alla gente; un’ottima possibilità per lo spettatore, di solito caratterizzato da una buona dose di pigrizia, di lasciarsi coinvolgere dalla storia, calarsi nel ruolo di detective e, senza rendersene conto, anche di attore, in grado di intervenire, cambiare il copione, manipolare il tempo e lo spazio della narrazione.

Un’occasione per mescolare cibo e arte, regalando agli ospiti-spettatori un momento di sano accanimento ludico, di esercizio mentale e di abbattimento di barriere sociali. Stupefacente e quasi inaspettato vedere come con lo scorrere del tempo ogni singolo tavolo, ogni singola persona si è calata nel ruolo mettendo in secondo piano la cena, pur di arrivare alla soluzione; come ogni più piccola forma di apatia o timidezza abbia poi preso una forma e una possibilità diversa.

Gli ospiti e i simpatizzanti dell’associazione Gli amici della Terrasanta onlus hanno avuto la possibilità di unire una serata divertente e “artistica” con il loro impegno per la beneficenza, scoprendo anche quanto possa essere bello e quanto il tempo possa sembrare breve quando si è attori e non solo spettatori; quando la storia la si può vivere da dentro e non solo lasciar vivere agli altri.

 

Articolo di: Laura Sales

Sul web: www.eccofatto.info

 

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