L’ armadio di famiglia - Teatro della Cometa (Roma)

Scritto da  Sabato, 12 Gennaio 2013 

ArmadioDall’8 al 27 gennaio. Un armadio per nascondere una famiglia di ebrei dalle persecuzioni razziali. Una storia ambientata in uno dei quartieri popolari di una Firenze devastata dalla seconda guerra mondiale. La lotta interiore della protagonista, divisa tra la necessità di salvaguardare il proprio nido familiare e l’impossibilità di rimanere indifferente davanti allo sterminio di altre vite.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Produzione Teatri d'Imbarco presenta
L’ARMADIO DI FAMIGLIA
di Nicola Zavagli
con Beatrice Visibelli, Marco Natalucci, Giovanni Esposito
e con Marco Cappuccini, Caterina Carpinella, Marco Laudati, Chiara Martignoni, Valentina Testoni
canzoni originali Chiara Riondino
regia Nicola Zavagli

 

 

Il sipario è ancora chiuso, quando ad accoglierci sul palco è la voce calda e sensuale di Chiara Riondino che ci accompagnerà e scandirà, con gli accordi della sua chitarra classica ed i testi appositamente creati, le sezioni salienti della storia; come un menestrello, la Riondino, cantastorie malinconica, assiste e partecipa solo con l’espressione del viso agli avvenimenti comici e tragici che si svolgeranno sul palcoscenico.
Quando il drappo di velluto rosso si apre, entriamo immediatamente in un contesto familiare: sul palcoscenico una stanza poveramente arredata, una radio, un grosso armadio, una piccola cucina a gas ed un lungo tavolo rettangolare di legno intorno al quale si avvicenderanno i personaggi di questa storia intima e commovente: una mater familias vitale ed altruista, Clara, i cui moti dell’animo saranno i protagonisti indiscussi della vicenda, la figlia fedele ed accondiscendente, Valeria, ed il figlio dal carattere ombroso e taciturno, Mario.
Ed è proprio la quotidianità al centro di questa storia, una quotidianità che ahimé, esula dalla normalità; e non potrebbe essere diversamente in un tempo in cui la guerra vessa gli animi e la forza della gente comune. Una quotidianità fatta di dolore, di stenti, ma soprattutto di attesa angosciante, che diventa paura, timore, ansia: attesa del coprifuoco, delle lettere di un marito da due anni prigioniero in Grecia, delle visite sgradite della vicina ficcanaso, di quelle più piacevoli del camiciaio napoletano Gaetano, schietto e coraggioso, unica ventata di positività e di energia che cambierà per sempre il destino suo e quello della famiglia.
La commedia dalle tinte rosee lascia pian piano il posto alla tragedia irreversibile, che irrompe all’improvviso a vendicarsi su tutti, in particolare su Clara e Gaetano che, contro ogni logica di convenienza personale, hanno avuto il coraggio di fare la propria scelta, combattuta e controversa, ma obbligata per chi vuole continuare ad avere la forza di guardarsi allo specchio.
Si tratta della stessa scelta piena di responsabilità etica e civile che ha dovuto compiere gran parte del popolo italiano di quei tempi: fiancheggiare il regime o combatterlo, unirsi nella caccia agli ebrei o prestare la propria protezione per evitare la deportazione. E’ così che Clara, istigata dall’amico napoletano, sceglie di diventare madre di tutti e non solo dei propri figli, nascondendo una famiglia di giudei in una soffitta la cui entrata è occultata dal grande armadio (quello del titolo), che diventa nascondiglio, ma anche porta verso una realtà parallela, fatta di uguaglianza e di serenità.
Bravissimi i protagonisti, in particolare Giovanni Esposito che interpreta con simpatia e naturalezza il personaggio di Gaetano, e Beatrice Visibelli, nei panni di Clara, combattuta ma serafica, energica ma debole, solare ma addolorata, che coinvolge il pubblico nel suo percorso di redenzione personale.
Perché ciò che realmente ci insegna Nicola Zavagli con questa originale sceneggiatura è che l’unica vera guerra capace di indebolirci è quella che affrontiamo con noi stessi; una volta superata quella, qualsiasi ulteriore prova esterna, per quanto dura e dolorosa possa rivelarsi, non può davvero scalfire l’animo di chi è in pace con se stesso.

 

 

Teatro della Cometa – via del Teatro Marcello 4, 00186 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/6784380
Orario degli spettacoli: dal martedì al venerdì ore 21, sabato doppio spettacolo ore 17 e ore 21, domenica ore 17, primo giovedì di programmazione ore 17
Biglietti: interi poltrona platea € 25, poltrona galleria € 20, poltrona 2° galleria € 18; ridotti cral martedì, mercoledì, giovedì e pomeridiani feriali poltrona platea € 18, poltrona galleria € 16, poltrona 2° galleria € 14

 

 

Articolo di: Serena Lena
Grazie a: Margherita Fusi, Ufficio stampa Teatro della Cometa
Sul web: www.cometa.org

 

 

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