L'anatra all'arancia - Teatro Manzoni (Milano)

Scritto da  Sabato, 14 Ottobre 2017 

Dal 12 al 29 ottobre, al Teatro Manzoni di Milano, va in scena “L’anatra all’arancia”, scritto nei primi anni '70 dallo scozzese William Douglas Home, con la regia di Luca Barbareschi, anche protagonista con Chiara Noschese. É una produzione Teatro Eliseo e Fondazione Teatro della Toscana. La pièce, proposta nella versione francese di Marc Gilbert Sauvajon, è la classica commedia da vaudeville, con battute talvolta prevedibili, ma sorrette dal dinamismo della macchina teatrale.

 

Produzione Teatro Eliseo e Fondazione Teatro della Toscana presenta
Luca Barbareschi e Chiara Noschese in
L’ANATRA ALL’ ARANCIA
dal testo The Secretary Bird di William Douglas Home
versione francese di Marc Gilbert Sauvajon
traduzione di Luca Barbareschi
con Gerardo Maffei, Margherita Laterza
e con la partecipazione di Ernesto Mahieux
scene Tommaso Ferraresi
costumi Silvia Bisconti
luci Iuraj Saleri
dramaturg Nicoletta Robello Bracciforti
regia Luca Barbareschi

 

La storia è forse conosciuta: una coppia rodata, con più di vent'anni trascorsi insieme, due figli ventenni appartenenti al mondo degli “sdraiati”, una bella casa piena di oggetti di design, un maggiordomo di fiducia.

Lui, un bel signore che resiste all'insulto del tempo, è un uomo di successo. Lavora in televisione, è brillante, intelligente, ex campione di tennis, quasi campione di scacchi. Ha un ego piuttosto smisurato, è vanitoso ed ha una gran voglia di fare “spuntini notturni”. Così prova infatti a descrivere alla moglie ormai stufa il perché delle sue innumerevoli scappatelle.

É come, si giustifica lui, aver fame di notte, aprire il frigo e trovarci un paio di fette di zampone freddo, che, regolarmente, una volta ingerite, generano solo nausea e mal di pancia.

Ma lei è stanca di fingere: è stata una fidanzata speranzosa, una moglie sorridente e, per troppo tempo, una vedova allegra. Ora si è innamorata di un uomo che si emoziona al solo vederla, ed annuncia al marito incredulo la sua partenza con l'amante, un principe russo.

Lo fa nel salone di casa, che costituisce la scena, un po' fredda, che resta invariata per i due atti. Un grande divano, oggetti di design, un tavolo con bicchieri e liquori, un gigantesco lampadario moderno, profili di porte, ed un'immagine che vuole essere un quadro raffigurante un profilo sfumato di donna, che cambia di colore quando la luce in scena cambia; la scena è aperta sul fondo.

Il pubblico segue la simpatica coppia che cerca di discutere tranquillamente di progetti sentimentali annaffiando le varie battute con vodka e sarcasmo.

Lei è convinta che la sua assenza peserà sulla vita del marito quanto la sua presenza, cioè zero; lui, incapace di affrontare la sconfitta, non si rassegna all'idea di avere una futura ex moglie.

Per questo architetta un “tranquillo week-end di paura”, invitando il principe russo, con cui si finge quasi parente perché entrambi hanno quasi la stessa moglie, e la sua segretaria dalle curve conturbanti. Il tutto mentre un maggiordomo partenopeo attraversa il salone rincorrendo un'anatra cui tirare il collo per cucinarla all'arancia.

Il cortocircuito è assicurato. Il grande principe capitola velocemente, divorato dai dubbi che, con premeditazione, sagacia e comicità, il marito gli instilla.

In sala il pubblico ride per questo spettacolo leggero di puro intrattenimento, dalle battute talvolta prevedibili, ma sorrette dal dinamismo della macchina teatrale. Barbareschi e la Noschese, quasi per rendere omaggio a Milano e al suo pubblico, parlano in meneghino adottando anche, nella loro conversazione, la toponomastica della città lombarda.



Teatro Manzoni - via Alessandro Manzoni 42, 20121 Milano
Per informazioni e prenotazioni : telefono 800914350, mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30
Biglietti: poltronissima Prestige € 35, poltronissima € 32, poltrona € 23, under 26 € 15

Articolo di: Raffaella Roversi
Grazie a: Manola Sansalone, Ufficio stampa Teatro Manzoni
Sul web: www.teatromanzoni.it

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