L’amore migliora la vita - Teatro Golden (Roma)

Scritto da  Domenica, 30 Ottobre 2016 

Fino al 20 novembre sul palco del Teatro Golden sarà in scena «L’amore migliora la vita», una commedia ironica e divertente, scritta da Angelo Longoni, che cura anche la regia. Ad interpretarla è un affiatato quartetto di attori composto da Ettore Bassi, Edy Angelillo, Eleonora Ivone e Giorgio Borghetti.

 

Produzione Pragma presenta
L’AMORE MIGLIORA LA VITA
di Angelo Longoni
con Ettore Bassi, Edy Angelillo, Eleonora Ivone e Giorgio Borghetti
scenografia Gianluca Amodio
costumi Margherita Longoni
regia Angelo Longoni

 

È veramente un lavoro ben riuscito quello concepito da Angelo Longoni, autore di un testo incentrato sulle falsità insite nel perbenismo borghese, nel buonismo a tutti i costi, nell’ipocrisia dell’arricchito dell’ultima ora. «L’amore migliora la vita» ha un impianto narrativo ben congegnato che, grazie ad un dosaggio sapientemente misurato delle battute, pungola lo spettatore senza incalzarlo, pur sempre strappandogli un sorriso o una risata a denti stretti quando non proprio un’esplosione di ilarità.

In tutto questo, la scrittura e la regia hanno un ruolo importante. Ma per l’esito della pièce, l’enorme responsabilità è affidata sera dopo sera all’interprete, di certo sempre molto esposto, ma in questo nuovo allestimento ancor di più, vista la particolare struttura del Golden, teatro in cui il filtro fra l’attore e la platea è praticamente nullo. In uno spazio così concepito, se lo spettacolo funziona, l’effetto positivo si amplifica, ma se non riesce le difese si abbassano sensibilmente. In questo specifico caso, l’affiatamento dei quattro protagonisti - Edy Angelillo, Giorgio Borghetti, Eleonora Ivone ed Ettore Bassi -, è palpabile ed il pubblico lo avverte ringraziando con sentiti applausi.

Il pretesto scelto in «L’amore migliora la vita» per snocciolare con ironia una carrellata di cattivi sentimenti è quello che ruota attorno al perno dell’omosessualità, condizione apparentemente accettata in ogni angolo del Paese, ma che sotto sotto nasconde ancora qualche malcelato pregiudizio, oltre a certi ottusi preconcetti che vanno al di là dell’estrazione sociale o dell’ambizione culturale più o meno ostentata.

Anna, portata in scena dalla brava Edy Angelillo, è la padrona di casa impegnata ad organizzare al meglio i preparativi di una cena che vedrà come ospiti i genitori di Matteo, amico del figlio Edoardo, o meglio Edolino, come lei si ostina a chiamarlo pur essendo il giovane ormai maggiorenne. La donna, abituata ad una vita senza grandi scossoni, mostra un livello di solitudine davvero impressionante, disposta come è a lasciarsi sedurre da un uomo il cui approccio deprimente avrebbe provocato un moto di disinteresse in chiunque.

Ma, tornando alla trama, l’incontro conviviale dovrebbe essere il punto di innesco per la messa a punto di una strategia di comportamento volta a riscattare i ragazzi, sorpresi nei bagni della scuola in atteggiamenti intimi il cui margine di valutazione soggettiva rasenta lo zero assoluto. Evitare lo scandalo, ma soprattutto impedire la violazione della privacy degli adolescenti coinvolti, è la ratio alla base del colloquio, anche perché la speranza strisciante è che in un futuro, magari i due cambieranno il proprio orientamento sessuale.

La mamma di Matteo, Silvia (Eleonora Ivone), è una giornalista responsabile di una rivista patinata declinata tutta la femminile, mentre il papà Franco (Ettore Bassi) è un violinista acculturato, a prima vista dimesso, ma che non perde occasione per far sentire la superiorità morale ed intellettuale di cui si sente investito. Benché conscio di aver fallito come genitore, colpevole di non aver capito la complessità della personalità e della sessualità del figlio, il musicista ha un atteggiamento perennemente cinico e disincantato che lo porta ad esprimere considerazioni sostanzialmente avvilenti su ogni aspetto del quotidiano, partendo dal matrimonio per arrivare all’attività occupazionale.

E poi c’è Marco, interpretato da Giorgio Borghetti, un piccolo imprenditore di vernici, cementi e resine, i cui connotati disegnano il prototipo della peggior specie dell’italiano medio: traffichino, propenso al lavoro in nero, disposto ad oliare qua è là con il denaro allo scopo di usufruire di favori di vario genere. Se non fosse per la simpatia con cui viene proposto, il personaggio risulterebbe odioso. Eppure, nel corso della commedia, questo intrallazzatore di modesta taglia avrà modo di riscattarsi, mostrando una certa linearità: non ha l’ambizione di risultare eccelso, perché in fondo sa di non esserlo, e non commetterà azioni deplorevoli con la presunzione di essere migliore di altri.

Con i dovuti distinguo che il caso impone, lo spettacolo ricorda «Carnage» di Roman Polanski: due coppie di genitori si incontrano in un salotto buono per parlare in modo civile ed educato del rapporto fra i figli, ma finiscono ben presto per azzuffarsi verbalmente e fisicamente, mostrando il lato oscuro del moralismo borghese, e mettendo in crisi se stessi sia come singoli che come individui parte di una coppia. Anche qui, come nella pellicola, nei vari momenti in cui sembra che la storia stia per concludersi con un’uscita improvvisa, accade qualcosa che costringe i quattro a confrontarsi e, conseguentemente, a criticarsi. E, man mano che la vicenda evolve, l’ordine inziale si tramuta in un disordine totale di sentimenti, di azioni, di espressioni.

La rappresentazione è architettata al meglio, e lancia continue stilettate con le sue tematiche ricche di sfaccettature. Bravissimi Ettore Bassi ed Eleonora Ivone, credibili nei rispettivi ruoli. Perfetta è Edy Angelillo, che conferma di essere un’artista capace di muoversi sul palcoscenico con invidiabile naturalezza. Riesce con la sua performance, a rendere umano, ed indubbiamente divertente, il personaggio di Anna che a primo impatto potrebbe suscitare fastidio e rabbia. Spassoso è Giorgio Borghetti alle prese con quest’uomo così meschino, ma tutto sommato, sempre uguale a se stesso. Repliche fino al 20 novembre.

 

Teatro Golden - via Taranto 36, 00182 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/70493826, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21, domenica ore 17, lunedì e mercoledì riposo
Biglietti: intero € 26 (+€ 4 diritto di prevendita), ridotto € 22 (+ € 3 diritto di prevendita)

Articolo di: Simona Rubeis
Grazie a: Daria Delfino, Ufficio stampa Teatro Golden
Sul web: www.teatrogolden.it

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