L'amore al tempo delle mele - Teatro Brancaccino (Roma)

Scritto da  Domenica, 12 Marzo 2017 

Dal 9 al 12 marzo. Michela Andreozzi propone un viaggio ironico, travolgente e teneramente malinconico negli anni dell'adolescenza. Tra primi baci, voglia di ribellione, diari segreti e balli lenti, “L'amore al tempo delle mele” è un monologo al femminile capace, grazie al talento dell'interprete, di stuzzicare il lato nostalgico del pubblico e di trascinarlo in un tuffo nel passato colorito e spassoso da cui riemergere forse con la consapevolezza di non essere poi così diversi da allora.

 

Marioletta Bideri per Bis Tremila srl presenta
Michela Andreozzi in
L'AMORE AL TEMPO DELLE MELE
uno spettacolo di Michela Andreozzi, Paola Tiziana Cruciani e Giorgio Scarselli
musiche dal vivo Alessandro Greggia
regia Paola Tiziana Cruciani

 

C'era un tempo in cui alle feste si ballavano i lenti, si faceva il gioco della bottiglia e il buffet era a base di coca-cola e panini al prosciutto cotto e maionese. Un tempo in cui per sciogliere i dubbi sul misterioso mondo del sesso si scriveva a Cioè ('ma se lo bacio rimango incinta?'). Un tempo in cui in cui si riempivano pagine di diario (quello segreto, finta esca per la mamma, e quello segretissimo) e si regalavano musicassette fatte in casa con le canzoni del cuore, disturbate e frastagliate, registrate maldestramente dalla radio.

Era il tempo dell'adolescenza, della scoperta, dell'infelicità, dei primi amori, dell'incertezza, di grandi drammi e spensieratezza, della ribellione. Non si era né adulti né bambini, né carne né pesce. Erano gli anni '80 e '90 e grazie al delizioso spettacolo di Michela Andreozzi, gli adolescenti di allora sono tornati ad esserlo per qualche sera. “L'amore al tempo delle mele”, scritto e interpretato dall'attrice romana con la regia di Paola Tiziana Cruciani e l'accompagnamento musicale dal vivo di Alessandro Greggia, ha aperto la II edizione di “Una stanza tutta per lei”, rassegna di drammaturgia al femminile che fino al 14 maggio vedrà alternarsi sul palco del Teatro Brancaccino altri sette spettacoli di artiste donne.

“L'amore al tempo delle mele” è un viaggio indietro nel tempo a ripercorrere una fase della vita che allora ci sembrava tragica, oggi ci appare esilarante e invece, forse, era semplicemente bella. Un indovinatissimo monologo di quasi due ore che filano via lisce, come fossero una serata di ricordi tra amici e che va a smuovere, con brio e comicità, la vena nostalgica del pubblico, prevalentemente femminile e della fascia d'età chiamata in causa (le ex adolescenti oggi tra i 35 e i 50 anni). Un tuffo nel passato divertente, vero, malinconico. Michela Andreozzi, spigliata e poliedrica attrice capace di muoversi sempre abilmente tra fiction Tv, spettacoli teatrali, show canori e cinema, tiene viva l'attenzione del pubblico che partecipa, canta, ricorda e gioca con lei. La Andreozzi è una padrona del palco buffa, spontanea, sexy: canta (benissimo), si cala in personaggi e dialetti coloriti e variegati, racconta di sé, fa ridere e ricordare.

La semplice scena ricrea il mondo di un'adolescente di allora - la sua stanza - punteggiata di oggetti feticcio: lo zainetto a righe dell'Invicta, i pattini a rotelle, la porta tappezzata di scritte e poster che chiudeva fuori i genitori e il resto del mondo, il cubo di Rubik, le prime scarpe col tacco, il telefono, lo specchio in cui guardare scoraggiata quelle Coscione ('con la C maiuscola e in grassetto') da cui non ci si separerà mai, la pila di diari... Da dietro ad un pianoforte travestito da grande stereo, Alessandro Greggia fa da accompagnatore e colonna sonora. Si apre con “Amori in corso” di Baglioni, per passare poi a brani che sembravano sotterrati nella memoria ma di cui magicamente si ricordano tutte le parole, “Brutta” di Alessandro Canino, poi Masini, Ricchi e Poveri, Matia Bazar, Laura Pausini.

Con delicatezza e ironia, la Andreozzi racconta una fase della vita che sembra ormai lontanissima ma che, insieme a lei, anche il pubblico si ritrova a guardare con una sorta di tenera nostalgia accesa da uno stupore bambinesco nel piacere del ricordo. L'attrice elenca le vecchie regole non scritte ma irrinunciabili: la posizione, fondamentale e carica di significati, delle mani durante i balli lenti; la scelta del diario che avrebbe determinato un'inclinazione per la vita ('eri Smemo, Snoopy o Mafalda?'); i posti occupati in pullman durante le gite scolastiche, rigide gerarchie tra secchioni, vorrei-ma-non-posso e fighi. Evoca pomeriggi passati al telefono con l'amica del cuore ('ma a te chi ti piace?') e la Chiamata Urbana Urgente usata più spesso del dovuto. Condisce con frasi tipiche ('che grezza!') e dà vita a svariati personaggi che sembrano macchiette e stereotipi ma che si rivelano invece decisamente reali, presenze immancabili nell'adolescenza di ciascuno. Ecco allora Enrichetta, la compagna di scuola bruttina e con gli occhiali tormentata da brufoli e prese in giro ma poi riscattata nella vita; il fratello minore che ascoltava musica rock e che dalla sera alla mattina divenne un piccolo adulto barbuto; la sessuologa vergine che rispondeva alle improbabili lettere della Posta del Cuore di Cioè. E soprattutto Azzurra, la più carina della classe, bionda alta e snob, che - cinica rivincita - diventa nell'esilarante interpretazione della Andreozzi una donna paralizzata dal botox.

Tra una risata e una malinconica stretta al cuore, lo spettacolo è un excursus tra le insicurezze e i problemi di un'età indimenticabile, attraverso momenti che hanno segnato la vita di ognuno e che ci accomunano e rendono uguali (sì, lo siamo davvero, proprio noi che per sentirci a posto volevamo vestire e atteggiarci uguali agli altri!), nostalgici custodi di un tempo che sembra lontano anni luce dall'adolescenza di oggi, così sfrontata, veloce e intraprendente, in vetrina sui social media e in contatto costante su whatsapp.

E in fondo, ricordo dopo ricordo, fa ridere (o preoccupare) rendersi conto che non siamo poi così diverse da come eravamo allora nelle dinamiche tra uomo e donna ('io passo davanti alla sua classe/ufficio e tu vedi se lui mi guarda...'), nella nostra immagine che vediamo distorta allo specchio, nella borsa da dover assolutamente acquistare identica a quella vista all'amica. Siamo forse, ancora, adolescenti problematiche?


Teatro Brancaccino - via Mecenate 2, 00185 Roma
Per informazioni e prenotazioni (botteghino Teatro Brancaccio, via Merulana 244): telefono 0680687231, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Botteghino: martedì/sabato ore 10/19 - domenica ore 10/18 - lunedì chiuso
Orario spettacoli: da giovedì a sabato ore 20, domenica ore 18
Biglietti: 14€ (+ 1,50€ prevendita), Card open 5 ingressi 55 €

Articolo di: Michela Staderini
Grazie a: Silvia Signorelli e Monica Menna, Ufficio stampa Teatro Brancaccio
Sul web: www.teatrobrancaccio.it

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