L’amante - Teatro Tordinona (Roma)

Scritto da  Giuliana Meli e Gennaro Paraggio Venerdì, 27 Marzo 2009 
l'amante

Dal 24 Marzo al 5 Aprile. In scena al Teatro Tordinona "L'Amante" di Harold Pinter, uno dei testi più significativi dell'autore inglese recentemente scomparso. Richard, uomo in carriera, lascia sua moglie Sarah interi pomeriggi sola in casa, luogo in cui la donna incontra il suo amante. Richard è consapevole di tutto, al punto che quest'uomo è sempre al centro dei loro discorsi, ma ciò sembra non dare origine ad alcuna controversia...

Mirò presenta

Dal 24 marzo al 5 aprile 2009

L’Amante

Di Harold Pinter

Con Tullia Daniele e Mauro Fanoni

Ideazione scenica e regia di Giacomo Zito

Il fulcro di tutto è la noia, la solitudine intesa come incomunicabilità, sempre al centro delle opere pinteriane al punto di divenire, per l’autore stesso, il motore dei drammi dell’uomo moderno. Giacomo Zito sembra cogliere in pieno questo aspetto e sceglie di dare il via alla messa in scena con un quadro in cui i protagonisti sono accasciati sull’unico oggetto d’arredo presente sul palcoscenico, noncuranti l’uno dell’altra. Un elemento molto interessante di questa rappresentazione che viene ripreso più volte e fuso con quelle azioni banali, e perché no monotone, che sono parte integrante della nostra quotidianità: rifare un letto disfatto, camminare verso la porta di casa…

Di grande effetto anche la scelta scenografica, funzionale al movimento degli attori e assolutamente adatta ad isolare l'attenzione del pubblico su una realtà intima come quella di una coppia vittima della noia. Il pubblico si trova all’esterno di una casa: può vederne il perimetro, gli spigoli, le finestre. L’attrezzeria è scarna, essenziale, forse perché alla base dei personaggi c’è un disagio che spazza via tutto, e ciò che li circonda perde di significato, di sostanza, di forma. Richard e Sarah leggono un giornale che il pubblico non vede perché forse sono loro stessi a non vederlo, a sfogliarlo in modo meccanico come se la ripetizione dei gesti scandisse il tempo favorendone lo scorrere. Gli unici oggetti tangibili sono quelli che risultano parte integrante dei caratteri, come il bocchino e la sigaretta di Sarah, che restano nelle sue mani perfino quando si addormenta.

Ciò che non convince è l’impostazione degli attori. Il regista sceglie i toni di una caricatura forzata e il risultato è molto vicino a una macchietta, una distorsione della realtà che vuole giungere intenzionalmente alla comicità, lasciando poco spazio al lato umano e profondo dei personaggi. Ma, come precisa lo stesso Zito, ci troviamo di fronte a “due protagonisti reali e umani” che si abbandonano ad una follia del tutto inoffensiva senza mai prendere completamente le distanze da quella realtà che li tormenta.

I due attori non maneggiano oggetti, ne mimano l'utilizzo e ciò è interessante e significativo, anche se rumori fuori scena, come quello della bevanda versata nel bicchiere, ci riportano nuovamente al tono caricaturale.

Grande assente, inoltre, è l’eros, punto focale nei testi pinteriani e specie ne “L’Amante”. Zito utilizza una bellissima Tullia Daniele, ma preferisce privilegiare una gestualità molto esplicita e a tratti indecente (soprattutto nel finale) che va a discapito delle tinte erotiche e sensuali caratteristiche di quest’opera.

Il plauso più grande va a Mauro Fanoni, dotato di versatilità e talento recitativo, capace di reggere molto bene sia i toni drammatici che quelli più macchiettistici e soprattutto di rendere e sottolineare le differenze fra i caratteri del marito e dell’amante (strizzando l’occhio un po’ ai Monty Python e un po’ al De Niro di Taxi Driver nella memorabile scena dello specchio).

Nota di merito al disegno luci, essenziale anch’esso, che non solo aiuta molto bene a seguire i diversi toni della rappresentazione, ma pone l’accento sugli elementi fondanti della scenografia, in particolare sull’elemento che scandisce il tempo del marito e quello dell’amante: quella veneziana la cui ombra si staglia inesorabile sporcando ogni cosa con la macchia della colpa che Richard e Sarah si portano dentro…

Teatro Tordinona

via degli Acquasparta, 16 – Roma

Orari: da martedì a sabato ore 21.00, domenica ore 18.00

Biglietto unico €14,00 – per gruppi (oltre 10 persone) biglietto a €10,00

 

Articolo di: Giuliana Meli e Gennaro Paraggio

Grazie a: Elisabetta Castiglioni, Ufficio Stampa

Sul web: www.teatrotordinona.it

 

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