L’Allegra Vedova - Teatro Franco Parenti (Milano)

Scritto da  Sabato, 30 Luglio 2016 

Nonostante il caldo asfissiante, stasera c’è tanta gente e un po’ di aria condizionata per non soffocare. Siamo al Teatro Franco Parenti, un gioiello che si è da poco arricchito di una piscina grandiosa dove si può fare il bagno anche di sera, talvolta, grazie all’intuizione e alla perseveranza di Andrée Ruth Shammah, che da decenni ha saputo conservare e migliorare il suo teatro multisala. Stasera in Sala Grande e solo per il 19 e 20 luglio è presentato al pubblico un one-woman-show interpretato da Maddalena Crippa che si esibisce in “L’allegra vedova, Cafè Chantant”, ovvero la riproposizione in chiave di monologo di un’ operetta senza la classica grande compagnia di attori, cantanti e ballerini in colorati costumi e imponenti scenografie ad evocare la Mitteleuropa di inizio Ottocento. In compenso però ci sono quattro bravissimi musicisti dal vivo.

 

L'ALLEGRA VEDOVA
Café Chantant
rielaborazione del testo originale di Victor Leon e Leo Stein
a cura di Bruno Stori e Maddalena Crippa
arrangiamento musiche originali di F. Lehar
a cura di Giacomo Scaramuzza
regia di Bruno Stori
con Giampaolo Baldini, chitarra
Giovanni Mareggini, flauto e ottavino
Mario Pietrodarchi, fisarmonica e bandoneon
Federico Marchesano, contrabbasso
produzione Parmaconcerti in collaborazione con Compagnia Umberto Orsini

 

Quando si apre il sipario ecco i musicisti che iniziano a suonare: seduti in fondo al palco con una leggera illuminazione vediamo Federico Marchesano al contrabbasso, Giampaolo Bandini alla chitarra, Giovanni Mareggini al flauto e un ottimo Mario Pietrodarchi alla fisarmonica cromatica, quella coi bottoni. Tutti gran maestri e capaci di suonare musica deliziosa e perfetta per il genere proposto, ovvero quello di un’Europa ricca di grandi feste per gente nobile, ben vestita e desiderosa di divertirsi danzando specialmente il ballo più amato del tempo: il valzer! Entra quindi la bella Maddalena Crippa, sobriamente vestita con abiti neri ma top in pizzo e pantalone morbido, si posiziona su un palchettino al centro sul quale resterà muovendosi, recitando e cantando. “Lasciate i vostri pensieri e problemi” suggerisce al pubblico “lasciatevi trasportare dalla musica”.

Il consiglio è ottimo e gli spettatori si rilassano sulle loro poltroncine, sorridenti e attenti. “Perché andiamo indietro, a fine ‘800… Qui si illuminano le città con luci elettriche, volano gli aeroplani, Parigi fa sognare, in Europa c’è il piccolo paese di Pontevedro”. La nostra artista tuttofare sta per raccontarci per filo e per segno la storia di un Principe che sparisce e di Anna Glavari, una donna che lo amava ma che poi sposa un ricco banchiere destinato a morire, lasciandola erede di 50 milioni della valuta del luogo, tutti depositati nella banca di Pontevedro. “Si spera che la ricca vedova non si risposi con chi possa farle portare via i 50 milioni perché il Paese è quasi in bancarotta”. Ma la nostra bella signora va a Parigi dove decine di pretendenti non aspettano altro che corteggiarla. Così inizia il canto e la storia della ricca ereditiera che non vuole cedere alle facili lusinghe dei bei giovanotti finché incontra il Principe Danilo, quello che lei desiderava ma che era scomparso anni prima.

Scritta da Franz Lehàr su libretto di Victor Lèon e Leo Stein, debuttò a Vienna il 30 dicembre del 1905, tratta dalla commedia “L’Attaché d’ambassade” di Henri Meilhac con la collaborazione del paroliere Adrien Ross. In realtà oggi la storia appare poco più di una favoletta dal lieto fine, con bisticci, piccoli intrighi, problemi di Stato che forse solo un tempo potevano apparire gravi e importanti, ma la leggerezza di Maddalena nel correre a mostrarci i caratteri, cambiando la propria voce per imitare i maschi, le femmine, i vari personaggi che si alternano in questa storiella arcinota e piacevole si eleva non solo per il talento indomito della protagonista ma anche grazie ai favolosi musicisti. “Il valzer favorisce la produzione di endorfine e riduce l’osteoporosi” dice a un certo punto la nostra magnifica monologhista. “Migliorando l’agilità delle giunture… meglio ballare, quindi!”.

Tutta l’operetta viene descritta con gesti e parole, sono inclusi diversi testi originali che si alternano sostenendo l’immaginazione del pubblico, che può ricreare nella mente sontuosi costumi e i luoghi descritti, l’alta società di tempi lontani e ormai scomparsi. I brani musicali favoriscono l’atmosfera e ricreano possibili scenari di luoghi che si animavano per la festa del Garden party, dove Danilo Danilowitsch si presenta in alta uniforme e viene sbeffeggiato da Anna, la bellissima. Lui dichiara di odiare tutte le donne e la musica risolleva l’andamento dei bisticci e degli eventi, apparentemente gravi ma pur sempre inconsistenti, dal momento che tutti sappiamo come andrà a finire. “La vedova allegra” è uno dei tormentoni dell’ultimo secolo ed è stato rappresentato anche al cinema oltre che in teatro, ma questa curiosa rilettura a cura di Giacomo Scaramuzza con la regia di Bruno Stori offre davvero un diversivo a una Milano già semideserta e ancora bollente.

Il Principe Danilo lascerà l’alcool e le donnine di Chez Maxim, le varie Lulu, Dodo, Margot e Jojo per rivelare il suo mai sopito amore. Insomma, tutto come previsto nonostante la sorpresa di qualche piccolo colpo di scena, come il testamento del ricco banchiere che aveva previsto tanti possibili eventi e messo al sicuro l’economia del proprio Paese anche dopo la sua morte. I tantissimi applausi, specie a scena aperta, dimostrano che la Crippa è molto amata e il suo grido finale “Voglio tornare a Milano!” è garanzia che questo è stato solo un assaggio. In effetti tornerà tra febbraio e marzo 2017.

 

Teatro Franco Parenti (Sala Grande) - via Pier Lombardo 14, 20135 Milano
Per informazioni e prenotazioni:
telefono biglietteria 02/59995206, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: martedì 19 luglio ore 19.30, mercoledì 20 luglio ore 21 (martedì 19 luglio, tuffo in piscina dalle 22 alle 24 al costo di 10€ - acquistabile direttamente in teatro la sera stessa presentando il tagliando dello spettacolo)
Biglietti: intero 32€, ridotto 18€, prevendita 1,50€
Durata spettacolo: 70 minuti

Articolo di: Daniela Cohen
Grazie a: Francesco Malcangio, Ufficio stampa Teatro Franco Parenti
Sul web: www.teatrofrancoparenti.it

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