L’abisso - Teatro India (Roma)

Scritto da  Sabato, 07 Dicembre 2019 

Dal 3 al 15 dicembre. Davide Enia riporta al Teatro India il monologo “L’abisso”, tratto dal suo libro “Appunti per un naufragio”, vincitore del premio Mondello nel 2018. Un viaggio pubblico e privato in paziente e coraggioso ascolto del tragico, insensato dolore generato dall’indifferenza umana nei confronti del proprio prossimo, un dolore combattuto giorno dopo giorno da chi a quella indifferenza non vuole arrendersi. Un cunto sul naufragio della società, dei nostri più elementari diritti e della nostra consapevolezza e capacità di proteggerli. Uno spettacolo da vedere e far vedere, a tutti.

 

Produzione Teatro di Roma - Teatro Nazionale, Accademia Perduta Romagna Teatri, Teatro Biondo di Palermo presenta
L’ABISSO
tratto da “Appunti per un naufragio” (Sellerio editore)
uno spettacolo di e con Davide Enia
musiche composte ed eseguite da Giulio Barocchieri

 

Lampedusa, pescatori, due amici, un uomo della guardia costiera in lacrime, grande come una montagna, un custode di cimitero, un padre, uno zio, tante arance, troppi, troppi corpi, senza vita, sfigurati, oltraggiati, dimenticati.

La platea viene sommersa, sbalzata dalle onde del mare forza nove, buio, freddo. Ci si allena a salvare, a strappare le anime al mare, ci si allena a non morire, ma come ci si prepara a scegliere chi salvare e chi lasciar morire? I bambini, quelli fortunati, sbarcano senza scarpe, svengono, stremati. Quelli sfortunati vengono recuperati senza occhi, senza pelle, masticati dai flutti. “Una volta ne abbiamo salvati milletrecento”!

I pescatori, nelle reti, trovano continuamente corpi, persone, senza nome, senza volto, senza pianto, senza pace. E i loro pescherecci vengono fermati, ogni volta, per un mese.

Vincenzo è andato in pensione, fino a pochi anni fa era il custode del cimitero di Lampedusa, restituiva ordine e dignità a quelle mancate vite. Proteggeva ogni sepoltura piantando un oleandro, perché le radici preservassero e offrissero, soprattutto alle donne, quell’intimità che viene loro strappata continuamente via, per gioco, per abiezione, per crudeltà.

Il dialetto siciliano di Davide Enia ci culla, ci conforta, pur straziandoci con occultate verità, accompagnato dalle note della musica di Giulio Barocchieri, che ricordano i canti popolari dei pescatori e le preghiere per i morti in mare. Oceani, deserti, prigioni, migliaia di singole odissee.

Una nave “Classe 200” schiaffeggiata costantemente da Poseidone, una telecamera sulla fronte, un faro puntato su di un apparente, oscuro, nulla. Un uomo, esausto, vista rovesciarsi la barca su cui era suo figlio, attende che la prossima onda se lo porti via. Il marinaio lo strappa alla morte e lo mette in salvo sulla nave; quindi le sue bracciate, i suoi muscoli, tutte le sue forze si dirigono verso un’ipotesi, a poco a poco quell’ipotesi si trasforma in un bambino aggrappato ad un relitto.

Lo raggiunge, lo lancia sulla nave (“ci alleniamo con le palle mediche”), poi l’immagine scompare, per settantotto secondi, che paiono infiniti, quindi, finalmente, riemerge - ci si allena a non morire. Quel bambino è il figlio dell’uomo salvato poco prima, si abbracciano, si chiude un cerchio.

Come il cerchio della vita dello zio di Davide, un racconto, in parallelo, della loro toccante appartenenza, di silenzi familiari, di luci, che illumineranno per sempre il nostro cuore e i nostri passi. Il mito ci racconta come Europa salì sulle forti spalle di Zeus che, nelle celate spoglie di uno splendido toro bianco, la condusse, attraverso il mare, sull’isola di Creta. La nostra storia è figlia di un naufragio, dobbiamo tenerlo bene a mente se vogliamo salvarci.

 

Teatro India - Lungotevere Vittorio Gassman (già Lungotevere dei Papareschi) 1, 00146 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06.684.000.311/314, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: tutte le sere ore 21, mercoledì ore 19, domenica ore 18
Biglietti: intero 20€, ridotto 18€, scuole e studenti €14
Durata spettacolo: 70 minuti

Articolo di: Enrico Vulpiani
Grazie a: Amelia Realino, Ufficio stampa Teatro di Roma
Sul web: www.teatrodiroma.net

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