Kvetch - Teatro Cometa Off (Roma)

Scritto da  Domenica, 13 Marzo 2016 

Dal 3 al 13 marzo. La compagnia Barbaros, dopo "Amore e Resti Umani" di Brad Fraser e "Fred's Diner" di Penelope Skinner, porta in scena, in collaborazione con Società per Attori, “Kvetch”, commedia grottesca dell'autore inglese Steven Berkoff, ulteriore incursione nella drammaturgia di matrice anglosassone e un altro tassello di un percorso di studio sui materiali drammatici nati negli anni Ottanta.

 

KVETCH
di Steven Berkoff
traduzione di Giuseppe Manfridi e Carlotta Clerici
regia Giacomo Bisordi
con Alessandro Averone (George), Daniele Biagini (Frank), Vincenzo Giordano (Hal), Cristina Poccardi (Donna)
e la partecipazione straordinaria di Ludovica Modugno nel ruolo de la Suocera
scene Paola Castrignanò
costumi Anna Missaglia
luci Marco D’Amelio
assistente alla regia Cristina Mugnaini
effetti sonori Nuccia Studio
voci registrate di Cristina Mugnaini e Serena De Siena

 

Il pallido edonismo degli anni ’80 “che sentivano arrivare quell'infelicità che ci annoia oggi”, la banalità del male delle coppie scoppiate senza rumore, le voci di dentro mistificano le voci di fuori, frustrate le prime, accomodanti le seconde. Una suocera spassosa nella sua invadenza e malinconica nella sua ricerca di attenzione, un collega sul filo di una crisi di nervi che troverà conforto nelle fantasie realizzate di un marito annoiato, un imprenditore depotenziato che riscoprirà il suo entusiasmo fra le braccia di una moglie incerta sul “da cucinarsi”. Tutto scandito dalle note ipnotiche ed i saltelli di Super Mario Bros. “-to Kvetch": la lingua inglese e quella yiddish si rendono complici per definire il concetto di “lamentarsi, piagnucolare, spesso senza un motivo apparente.” Berkoff dice: “Quante volte, quando parliamo con qualcuno, c'è nella nostra testa un dialogo che procede per conto suo…”. Luciano Ligabue, nella sua “Bambolina e Barracuda” confermava: “Si farebbe molto prima se lei tornasse vestita soltanto del bicchiere”.

La voce di dentro, la nostra vera verità, alla fine vince sempre, allora perché crogiolarsi nel dolore della doppiezza, della finzione, dell’accomodamento, dell’ipocrisia? Siamo tutti come Philippe Petit, in equilibrio precario su di un filo sospeso, a 400 metri di altezza fra le Torri Gemelle, ma quanti hanno la stessa rassicurante eleganza? Verissimi gli interpreti, nel rendere la doppiezza delle loro intenzioni. Ludovica Modugno è la strepitosa suocera, che con felici intuizioni ci restituisce una contemporanea Frau Blucher. Cristina Poccardi cesella una riuscita, determinante fragilità, presagio di un'elegante furia autodeterminante. Daniele Biagini rende Frank, il padrone di casa, una macchietta dolorosa e irresistibile, un moderno Fantozzi, l’eterna maschera della mediocrità umana. Vincenzo Giordano, il terzo che non t’aspetti, coniuga con garbata e surreale comicità l’esitazione fra l’ipotesi e la vita che accade. Alessandro Averone bravo a nascondere la sua insicurezza dietro la sua pancia da “commendatore”, si lascia andare, riscrivendo a braccio il suo personaggio, incarnando la necessaria liberazione dai soffocanti vincoli del copione, del teatro e della vita.

Intelligente ed efficace la scenografia di Paola Castrignanò, un tappeto “volante” di moquette circondato da un confine di ciniglia, ottimo per nascondere le quinte della nostra anima e simboleggiare il confine labile fra ciò che siamo e ciò che vogliamo apparire.

 

Teatro Cometa Off - via Luca della Robbia 47, Roma (Zona Testaccio)
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/57284637, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario botteghino: dal martedì al venerdì dalle ore 16:00 a inizio spettacolo, sabato e domenica dalle ore 16:00 a inizio spettacolo, lunedì riposo
Orario spettacoli: ogni giorno alle 21, la domenica alle 17

Articolo di: Enrico Vulpiani
Foto di: Riccardo Freda
Grazie a: Ufficio stampa Compagnia
Sul web: www.cometaoff.it

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