Kodō One Earth Tour 2018: Evolution - Teatro dal Verme (Milano)

Scritto da  Sabato, 31 Marzo 2018 

Dopo il debutto avvenuto nel 2016 alla Suntory Hall di Tokyo nell’ambito dei concerti celebrativi per il 35° anniversario della fondazione del celeberrimo ensemble, Kodō presenta ora in tutta Europa “Kodō One Earth Tour 2018: Evolution”, che sottolinea già nel titolo la continua crescita creativa sviluppata sotto la direzione artistica della star del kabuki Tamasaburo Bando. A Milano l’appuntamento è nella sala concerti del celebre Teatro Dal Verme, un antico tempio della musica lirica.

 

KODŌ - One Earth Tour 2018: Evolution
European Tour
direzione artistica Tamasaburo Bando
performers Mitsuru Ishikuza, Kenta Nakagome, Eri Uchida, Maya Minowa, Shogo Komatsusaki, Yuta Sumiyoshi, Jun Jidai, Ryoma Tsurumi, Kengo Watanabe, Ryotaro Leo Ikenaga, Hayato Otsuka, Tomoe Miura, Yuta Kimura, Yuki Hirata, Chihiro Watanabe
lighting design Kenichi Mashiko (S.L.S.)
direzione tecnica Martin Lechner
direzione di scena Takeshi Arai, Takafumi Kagaya
organizzazione Mio Teycheney, Takashiro, Koji Miyagi

 

Kodō è un ensemble musicale di percussioni taiko con sede nell’isola di Sado, in Giappone, il cui debutto risale al Festival di Berlino del 1981. In più di trent’anni di storia questo gruppo ha ottenuto ampio successo e grandi riconoscimenti e si è soprattutto fatto ambasciatore della cultura e delle antiche tradizioni giapponesi nel mondo. Tamasaburo Bando, direttore artistico dell’ensemble, che oggi è anche fondazione culturale, dal 2012, si è impegnato a incrementare il già alto valore artistico e musicale del taiko e ha trasformato il progetto in una forma d’arte nuova e particolarissima, che pare un azzardato equilibrio tra passato, presente e futuro, ma funziona e coinvolge gli animi. “One Earth Tour: Evolution” rappresenta la summa della sfida di Tamasaburo Bando, in cui alcuni aspetti tradizionali delle percussioni giapponesi - i costumi tipici, ma anche gli arrangiamenti - vengono abbandonati in favore di scelte più moderne e minimaliste, ma le sonorità si fanno più forti e potenti.

Anche se si tratta di musica, l’aspetto visivo dello spettacolo non è da sottovalutare; c’è una bellezza quasi esotica nell’osservare le grandi percussioni disposte sul palcoscenico, i legni laccati su cui si riflette la luce fredda dei faretti e le pelli tese e un po’ rovinate dall’uso. Una volta iniziata l’esecuzione dei brani non è possibile non notare l’eleganza nei gesti e nelle movenze dei performers, il perfetto livello di sincronia tra tutti i membri, la leggerezza dei passi di danza.

Le due ore di spettacolo cominciano con l’entrata in scena di tutti i quindici musicisti con i taiko a spalla per l’esecuzione di un brano composto nel 2012, Kei Kei, che ha il sapore dell’introduzione a un pubblico interessato, ma per la maggior parte indubbiamente profano, delle sonorità che verranno. Seguono altri brani eseguiti con i diversi tipi di percussioni originali, dal shime-daiko, una sorta di tamburello dal suono acuto, al grande tamburo piatto hirado, dal nagado taiko (tamburo di forma allungata) fino al mastodontico o-daiko, la cui voce profonda e tonante vibra nel petto e nell’animo degli spettatori e fa tremare financo le poltroncine del teatro. L’utilizzo di altri strumenti tradizionali giapponesi, le danze e i canti tradizionali si mescolano con il gioco di sottile ironia che i performers intrecciano con il pubblico fino ad arrivare all’ultimo brano del programma, Rasen, composto dallo stesso direttore artistico di Kodō nel 2016. Gli otto musicisti in scena suonano taiko di diversi tipi e le loro ritmicità generano un vortice di suoni e sensazioni che sembra non avere fine, proseguire all’infinito verso il futuro, proprio come Kodō, che, superati i trentacinque anni di attività, continua il suo percorso di sperimentazione e innovazione della tradizione.

Note
Kabuki: forma teatrale che unisce canto, danza e recitazione nata in Giappone nel XVII secolo. Inizialmente eseguita solo da donne, diventò presto appannaggio dei soli attori di sesso maschile, che ricoprivano anche i ruoli femminili. Gli attori kabuki specializzati nell’interpretare donne si chiamano Onnagata.
Tamasaburo Bando: Tokyo, 1950. Uno dei più famosi Onnagata del Giappone, è anche regista teatrale e cinematografico. Ha cominciato a collaborare con Kodō nel 2003, curando la regia di una performance e partecipando attivamente ad altre, prima di assumerne la direzione artistica.
Teatro Dal Verme: Costruito nel 1872 su volere del conte Dal Verme, che, proprietario dei terreni circostanti, acquista quello su cui giace il teatro per tranquillizzare i propri affittuari, che si lamentavano dei disordini in zona. Nella seconda metà dell’Ottocento il teatro fu uno dei più apprezzati templi della musica lirica, vi debuttarono astri nascenti come Puccini e Leoncavallo, e fu sede di accese discussioni politiche. Sfortunatamente fu distrutto dai bombardamenti USA nel 1943 e ristrutturato come sala cinematografica qualche anno dopo. Nel 2001, dopo un lavoro di restauro ad opera del Comune di Milano, il teatro venne inaugurato come sala concerti.
Taiko: Tipiche percussioni giapponesi di diverse forme e misure. In antichità erano utilizzati in celebrazioni e feste shintoiste per rendere omaggio alle divinità. Negli anni Cinquanta del Novecento si comincia a utilizzare i taiko in rivisitazioni neotradizionali dei rituali folkloristici e si creano i primi ensemble musicali.
Costumi tipici: Per tradizione i suonatori di taiko (soprattutto i solisti) appaiono in scena vestiti di un perizoma (fundoshi) e una fascia fermacapelli annodata sulla fronte (hachimaki).
O-daiko: Tamburo di grandissime dimensioni a forma di botte, che può essere suonato da uno o più artisti. La sua ampiezza e la sua profondità gli regalano una voce profonda, forte e potente. O-daiko è anche il nome di uno dei più tradizionali brani del taiko giapponese.
Rasen: In giapponese significa “spirale”. Il brano è stato composto da Tamasaburo Bando in collaborazione con un gruppo di performers di Kodō.

 

Teatro Dal Verme - Via S. Giovanni sul Muro, 20122 Milano
Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/87905 (attivo dal lunedì al venerdì ore 9 - 18 e durante l'attività del Teatro)
Orario spettacolo: 11 e 12 marzo ore 20.30
Biglietti: da 38,50 € a 22 € (inclusa prevendita)
Durata: 1h 40’ + 20’ intervallo

Articolo di: Valentina Basso
Grazie a: Ufficio stampa Marina Nocilla
Sul web: http://dalverme.org

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP