Karma Letale - Teatro Sette (Roma)

Scritto da  Sabato, 10 Maggio 2014 

Dal 6 al 18 maggio è in scena al Teatro Sette “Karma Letale”, spettacolo scritto, diretto ed interpretato da Marco Zadra. Il testo affronta l’argomento dell’esperienza “pre-morte” in modo scanzonato e dissacrante, facendo leva su un vorticoso susseguirsi di battute. La risata è assicurata.

  

 

Jonglar presenta
KARMA LETALE
scritto e diretto da Marco Zadra
con Marco Zadra e Gianluca Mandarini
e con la partecipazione di Alessia Lineri, Max Bartucci e Chiara Petrolati

 

  

“Non è servito a niente. Non sono neanche morto. Sono solo…un po’ morto. Ecco, faccio sempre le cose a metà”. Basta questa prima frase per capire il tono con cui Marco Zadra riprende in mano il delicato tema del trapasso all’aldilà, già affrontato anni addietro in “Così parlò Zadrathustra” e riproposto ora in “Karma Letale”, spettacolo in scena al Teatro Sette dal 6 al 18 maggio.

 

Fatebenefratelli. Reparto di terapia intensiva. Stanza 22. Due uomini lottano fra la vita e la morte. I loro spiriti si sollevano dai corpi e si ritrovano a condividere uno spazio comune, un salotto per la precisione, sospeso in una dimensione in cui tutto è ancora possibile. Il primo dei due, interamente vestito di nero, è il personaggio di Marco Zadra, attore di professione, suicida a causa di un’annosa depressione. Il secondo, di bianco vestito, è Felice Diconoscerla (Gianluca Mandarini), un idraulico vittima di un amore non corrisposto e di una micidiale peperonata di cozze. I protagonisti duettano in un alternarsi di battute cercando di capire cosa accadrebbe se decidessero di tornare sulla terra, dove è vero che rischierebbero di continuare a non essere capiti, ma potrebbero anche mettere a frutto l’esperienza del quasi-trapasso per migliorare le proprie esistenze.

 

In questo spazio oscillante fra i due mondi, dove non si è del tutto vivi ma neanche completamente morti, gironzolano le anime di personaggi, storici e non, stigmatizzati in comportamenti quanto meno bislacchi: la Traviata che ha perduto Alfredo e crede di vederlo nel nuovo spirito comparso in scena; san Francesco che ha bisogno di ispirazione per il suo Cantico; le anime di Ingrid Bergman e Humphrey Bogart fissate nella scena di Casablanca quando Ilsa implora Sam di suonare “la nostra canzone”. E ancora Noè, Garibaldi, Colombo. Un delirio nel trascendente, che si arricchisce delle critiche mosse ai lussuriosi, agli invidiosi, ai golosi e, non da ultimo, al Creatore, che avrebbe commesso l’errore di aver dato vita un sistema gastrointestinale piuttosto inappropriato. La colpa? Un giorno su sette per riposarsi è indubbiamente un po’ poco ed il rischio di avere delle sviste è abbastanza sviluppato.

 

In questo simpatico lavoro, Zadra mantiene inalterati alcuni dei suoi tratti caratteristici, primo fra tutti l’impegno verso un teatro fatto di una comicità dai tempi sostenuti, che richiedono un forte affiatamento in scena fra i vari personaggi. La mancanza di tale elemento renderebbe difficile la risata, che invece viene continuamente stimolata da un incessante rincorrersi di trovate e freddure. Ed in questo vortice di batti e ribatti si inserisce perfettamente Gianluca Mandarini, meritevole compagno di avventura dell’attore romano.

 

Ad ogni modo, si ha l’impressione che per Marco Zadra questo spettacolo - di cui è autore, interprete e regista -, fornisca anche il pretesto per dire tante cose di sé e per prendersela - perché no? - con le molteplici assurdità della vita, in un mondo che sembra sempre più simile ad una gabbia di matti: gente tetra che già alle sei del mattino è arrabbiata; persone che gridano senza alcun motivo "evviva” allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre, anno dopo anno; medium che parlano con i morti, quando sarebbe più opportuno dialogare con i vivi. Perlomeno, fino a quando sono tali.

 

Come sempre, la scenografia risulta estremamente accurata: un distinto salotto che si compone di un divano, un tavolino, due telefoni, tanti orologi e tanti, tanti particolari. Il tutto, in eleganti toni del bianco e del nero che idealmente rappresentano la linea di confine fra l’aldilà e…l’aldiqua.

 

Zadra, che in una vecchia intervista disse di conoscere bene l’umorismo infantile, ripropone in alcuni tratti della pièce tale modo di fare comicità che, evidentemente, è una carta vincente. Assistendo a “Karma Letale” si ha la conferma che il teatro è un’arte viva ed emozionante, soprattutto quando a fare gli onori di casa sono entusiasmo e passione.

 

 

 


Teatro Sette - via Benevento 23, 00161 Roma
Per informazioni e prenotazioni: telefono 06/44236382, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21.00; domenica ore 18.00
Biglietti: intero € 22, ridotto € 16 (prevendita compresa)

 


Articolo di: Simona Rubeis
Grazie a: Andrea Martella, Ufficio stampa Teatro Sette
Sul web: www.teatro7.it

 

 

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

TOP