Karamazov - Teatro Elfo Puccini (Milano)

Scritto da  Giovedì, 12 Aprile 2012 
Alice nel paese delle meraviglie

Dal 10 al 22 aprile. Il nuovo spettacolo di César Brie, liberamente tratto da “I Fratelli Karamazov” di Fëdor Dostoevskij. Un colosso della letteratura mondiale sintetizzato in sessantacinque pagine di copione. Una percorso inedito all’interno delle pagine dostoevskijane che ha suscitato opinioni discordanti.

 

Produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione presenta

KARAMAZOV

liberamente tratto da I Fratelli Karamazov di Fëdor Dostoevskij

adattamento e regia César Brie

scene Giancarlo Gentilucci

costumi Mia Fabbri

musiche originali Pablo Brie

con César Brie, Mia Fabbri, Daniele Cavone Felicioni, Gabriele Ciavarra, Clelia Cicero, Manuela De Meo, Giacomo Ferraù, Vincenzo Occhionero, Pietro Traldi, Adalgisa Vavassori

luci Paolo Pollo Rodighiero

pupazzi bambini Tiziano Fario


César Brie lancia una nuova sfida e sintetizza I fratelli Karamazov in poco più di due ore di spettacolo. Il testo è fortemente tagliato, ridotto in aforismi e massime che consentono di trasformare la scrittura di Dostoevskij in puro evento teatrale. La parola non è protagonista assoluta, ma diviene uno dei tanti mezzi espressivi attraverso cui il testo prende vita e si fonde con la creazione costante d’immagini che rendono a colpo d’occhio situazioni e caratteri. La trama dell’opera, come mero racconto di una storia, emerge in un’ironica rappresentazione che gioca con atmosfere circensi e movenze burattinesche. Gli attori, aiutati dai costumi e dall’utilizzo di pochi elementi, creano continuamente nuove scene in un vorticoso susseguirsi di quadri viventi che dovrebbero presentarsi come simboli di interi capitoli. In questa dissacrante parodia i personaggi divengono caricature di ciò che sono e, per chi forse già conosce il testo, metafore dei vari aspetti dell’animo umano. Dmitrij è la passione e l’istinto in bilico tra l’ideale di Sodoma e quello della Madonna, Ivan è la ragione che dubita e non trova pace nella verità del cuore, Aleksej è l’amore puro che si tramuta in concreta etica di vita, Smerdjakov è la cattiveria che nasce da un passato di soprusi, Fëdor è il lussurioso egoista che pensa solo al proprio piacere e profitto. A loro si accompagnano altre figure che contribuiscono a creare uno spettacolo corale.
Agli attori, sempre in scena e dotati di talento, è richiesta una capacità artistica poliedrica: in un perenne trasformismo di ruoli, raccontando o parlando in prima persona, suonano, cantano, creano coreografie perfettamente sincronizzate e muovono pupazzi. Lo spazio in cui agiscono è delimitato da un tappeto e da un perimetro di corda che, unitamente alle panche disposte lungo i lati, diviene mezzo scenico attivo. I costumi sono visibili sulla parete di fondo, sospesi a grucce simili a croci che creano atmosfere religiose e quasi cimiteriali.
Uno spettacolo che ha fatto discutere, generando giudizi discordanti. La scelta di abbandonare la profondità delle tematiche del testo a favore di una rappresentazione basata sulle pure potenzialità della creazione teatrale e dei suoi effetti più scenografici e giocosi ha creato polemiche. Chi non ha mai letto Dostoevskij può forse ricavarne un’immagine falsificata, mentre chi lo conosce può non ritrovare nulla del grande autore russo e della sua capacità di trasmettere emozioni e suscitare riflessioni. Alla sensibilità di ciascun spettatore il giudizio finale.

 

Teatro Elfo Puccini (sala Shakespeare) - corso Buenos Aires 33, 20124 Milano

Per informazioni e prenotazioni: telefono 02/00660606, mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 20.30, domenica ore 16

Biglietti: intero 30,50 €, ridotto <25 anni/>60 anni 16 €, gruppi scuola 11 €, martedì biglietto unico 20 €

Durata: 120’

 

Articolo di: Serena Lietti

Grazie a: Barbara Caldarini e Veronica Pitea, Ufficio stampa Teatro Elfo Puccini

Sul web: www.elfo.org

 

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